STRADA DELL’OLIO DELLA SABINA
APRE LA STRADA DELL’OLIO DELLA SABINA CON TRE GIORNI DI MANIFESTAZIONI
L’Abbazia di Farfa e l’ulivo più grande d’Europa di Canneto, il nuovissimo Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa e le aree archeologiche di Vescovio, Scandriglia e Monteleone, un paesaggio intatto e, soprattutto, l’olio extravergine di oliva della Sabina: sono queste le principali attrazioni della Strada dell’Olio della Sabina, che sarà ufficialmente presentata a Farfa l’8 dicembre 2001. Promossa dall’Amministrazione provinciale di Rieti, in collaborazione con l’Associazione nazionale Città dell’Olio, la Strada dell’Olio della Sabina sarà per due giorni (sabato 8 e domenica 9 dicembre 2001) animata da una serie di appuntamenti, aperti al pubblico, dedicati alla storia, alla cultura e al piacere dell’extravergine di oliva, mentre i frantoi saranno aperti e i ristoranti proporranno i menu dell’olio.
Sarà, infatti, un grande appuntamento popolare, che avrà come fulcro centrale l’Abbazia di Farfa, dove sarà allestita una Fiera dedicata proprio all’olio di oliva della provincia di Rieti. In più ci sarà la possibilità di effettuare visite guidate al Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa, degustazioni e lezioni conoscitive sull’uso dell’olio extravergine di oliva, e uno speciale programma didattico (molto divertente) sarà dedicato ai bambini. E tante altre iniziative animeranno tutti i principali paesi della Strada dell’Olio della Sabina: Casperia, Selci, Forano, Fara in Sabina, Montopoli di Sabina, Poggio Mirteto, Mompeo, Poggio Nativo, Poggio Moiano, Monteleone Sabino, Scandriglia.
"Crediamo che la istituzione della Strada dell’Olio completi un lavoro promozionale che abbiamo avviato con il riconoscimento della Dop Sabina, la rassegna Andar per olio e per cultura, che non a caso coincide con la data di presentazione della Strada - commenta Mario Perilli, assessore all’agricoltura e vicepresidente della Provincia di Rieti - e con iniziative di presentazione del nostro olio extravergine di oliva in Italia e all’estero. Adesso ci inseriamo, credo da protagonisti, nel progetto del Turismo dell’Olio, per valorizzare prodotto e territorio della Sabina, offrendo opportunità economiche concreti ai produttori e agli operatori turistici".
La Strada dell’Olio della Sabina, il cui logo è stato realizzato dal famoso disegnatore Ro Marcenaro, è una delle prime in Italia e prevede, già per l’anno 2002, la collocazione di una cartellonistica speciale e un programma di animazione, particolarmente intenso nel periodo della raccolta delle olive e della frangitura dell’olio.
IL PROGRAMMA DI MASSIMA
Venerdì 7 Dicembre 2001
Ore 16.00 - Farfa: Inaugurazione della Fiera Visita guidata all’Abbazia di Farfa
Ore 17.00 - Tavola rotonda. Serve un’oleoteca nazionale?
Ore 18.30 - Costituzione Coordinamento regionale Lazio delle Strade dell’Olio
Sabato 8 Dicembre 2001
Ore 10.00 - Farfa: apertura stand
Ore 10.30 - Convegno: La Strada dell’Olio della Sabina - Presentazione ufficiale
Ore 11.00/18.00 - Animazioni lungo la Strada dell’Olio della Sabina
Domenica 9 dicembre 2001
Ore 10.00 - Farfa: apertura stand
Ore 11.00/18.00 - Animazione lungo la Strada dell’Olio della Sabina
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LA SABINA
A circa 40 km nord-est di Roma, dalla riva del Tevere verso i monti Sabini, si estende una striscia di terra ricca di tradizioni, la Sabina, in provincia di Rieti. Il paesaggio è caratterizzato da colline ricoperte di olivi che salgono verso le montagne ripide, tra boschi di querce e borghi medioevali. La sua storia inizia 60.000 anni prima di Cristo, ma i sabini arrivano dalla costa adriatica solo tra il X-XI secolo a.C. A partire dal III secolo a.C, la Sabina subisce l’influenza romana.
Durante il periodo cristiano, il monachesimo caratterizza il territorio con la costruzione di chiese austere e bellissime. Nel VI secolo, secondo la leggenda, fu costruita l’Abbazia di Farfa (oggi tappa obbligata di itinerari turistici e dell’olio) che dopo la distruzione da parte dei longobardi e la sua riconsacrazione avvenuta nel 680 d.C., giocò un ruolo fondamentale nella storia della Sabina, soprattutto durante il cosiddetto periodo dell’"incastellamento", che ebbe inizio intorno al VIII secolo.
Lo Stato pontificio si afferma nel XII secolo. Da allora il territorio, l’architettura dei vecchi centri urbani, soprattutto durante il rinascimento, fu disegnata dagli artisti del mecenatismo papale e dei suoi vassalli. Nel 700 la popolazione comincia ad occupare le campagne, dove si sviluppa, grazie all’estrema fertilità della terra, il sistema della mezzadria.
L’olivo occupa un ruolo dominante. Strabone, che scrive nel primo secolo a.C., descrive la Sabina come terra di oliveti, un paesaggio affascinante rimasto immutato nei secoli. Da Collevecchio, a Poggio Mirteto e Castelnuovo di Farfa, fino a Moricone (i comuni sono 13), si estende una via ideale dell’olio, in un percorso di legami indissolubili con il passato e la tradizione di una terra che assorbe degnamente gli urti della prepotente modernità. Qui nasce un prodotto sempre più amato, l’olio extravergine d’oliva della DOP Sabina.
Le specie di ulivo presenti sono quattro: frantoio, leccino, carboncella e rosciola. La Provincia di Rieti e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, l’organizzazione che ha tra i suoi obiettivi primari la valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva contro gli sviluppi del mercato internazionale sempre più aperto a prodotti succedanei, portano oggi a battesimo la via dell’olio della Sabina.
Nasce dunque la Strada dell’Olio della Sabina, quasi a voler consacrare definitivamente un patto tra il territorio e l’olivo che la natura ha già sancito da secoli.