Comune di Barbarano Vicentino

 



Il territorio di Barbarano Vicentino, esteso su una superficie di circa venti chilometri quadrati, oltre al centro principale situato ai piedi del rilievo collinare, comprende anche la frazione di Ponte di Barbarano e le località di San Giovanni in Monte, di Mezzana e di Monticello.
La superficie ha una forma allungata in direzione nordovest-sudest e la porzione più settentrionale occupa le quote più elevate, spingendosi molto all’interno del complesso dei Colli Berici. Le elevazioni maggiori sono rappresentate dal Monte della Cengia (427 m) e dal Monte Tondo (417 m), ma tutto l’altopiano sommatale presenta un susseguirsi di alture e di depressioni dal profilo dolce e ondulato, con dislivelli di poche decine di metri e con una morfologia tipicamente carsica. Lungo i versanti, che digradano verso la pianura alluvionale con pendenze più o meno accentuate a seconda della consistenza della roccia, livelli sorgentiferi ben definiti, in corrispondenza di strati maggiormente argillosi e quindi impermeabili, alimentano alcuni torrenti di modesta entità e portata; fra questi, il Rio delle Scudellette, detto Scaranto, attraversa il centro di Barbarano Vicentino per perdersi poi nei tanti fossi e canali che segnano, con un fitto e regolare reticolo, la campagna coltivata tra Barbarano e Ponte. Le estreme propaggini del rilievo si prolungano nella pianura più a sud con il promontorio del Castellaro e con la collina allungata di San Pancrazio, mentre il Monticello di Barbarano appare del tutto isolato, circondato com’è su ogni lato dalle alluvioni quaternarie tra i Colli Berici e i Colli Euganei.

Informazioni

Comune di Barbrano Vicentino


P.zza Roma, 35


Tel. 0444.788314


Fax 0444.886760


www.comune.barbarano-vicentino.vi.it


barbaranovicentino.vi@cert.ip-veneto.net

 Barbarano Vicentino (C.A.P. 36021) appartiene alla provincia di Vicenza e dista 25 chilometri da Vicenza, capoluogo della omonima provincia. Barbarano Vicentino è sito nei Colli Berici. Le distanze dalle principali città limitrofe – Vicenza e Padova – permettono ugualmente di raggiungere Barbarano Vicentino senza particolari difficoltà.
COMUNE DI BARBARANO VICENTINO
Provincia: Vicenza
Distanza da Vicenza: 25 km
Distanza da Padova: 35 km
Distanza da Verona: 55 km
Distanza da Venezia: 75 km
Superficie: kmq. 20
Altitudine: mt 80 s.l.m.
Confini:
Nord: Arcugnano – Mossano;
Sud: Villaga – Albettone;
Est: Bastia di Rovolon (provincia di Padova);
Ovest: Zovencedo – Pozzolo.


COME RAGGIUNGERE BARBARANO VICENTINO:

AEREO
TRENO
AUTOMOBILE
TAXI
AUTOBUS
PULLMAN
BICI
NUMERI UTILI


AEREO:
Gli aeroporti più ricchi di tratte aeree sono il Marco Polo di  Tessera  (Venezia)  e  il  Catullo  di Villafranca Veronese (Verona), collegati da bus  navetta  alle  rispettive  stazioni  ferro- viarie e centri storici. Altre vie aeree sono disponibili anche presso gli aeroporti di Vicenza e Treviso.

AEROPORTO CIVILE DI VICENZA “DAL MOLIN”
www.airportvicenza.com
Centralino: (+39)0444 927711/12
Fax: (+39)0444 928082
E-mail: info@aeroportovicenza.com
AEROPORTO CIVILE DI TREVISO “SAN GIUSEPPE”
www.trevisoairport.it
Numeri utili del servizio aeroportuale:
Aeroporto
Box biglietti: 0422.315381
Biglietteria: 0422.315331
Centralino: 0422.315111
Trasporti:
Taxi (Radio Taxi): 0422.43.15.15
A.C.T.T.: 0422.3271
La Marca Trasporti Tv-Pd-Vi:               0422 577311         0422 577311
Trenitalia: 848888088


AEROPORTO CIVILE DI VENEZIA “MARCO POLO”
www.veniceairport.it
Ufficio informazioni Voli:
Tel.               (+39)041 2609260         (+39)041 2609260


AEROPORTO DI VERONA VILLAFRANCA “VALERIO CATULLO”
www.aeroportoverona.it
37060 Caselle di Sommacampagna – Verona (Italy)
Tel.:               (+39)045.8095666         (+39)045.8095666
Fax:  (+39)0458619074


TRENO
Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Grisignano di Zocco (località Pojana di Granfion), Lerino, Altavilla-Tavernelle, Montebello Vicentino, Lonigo (Locara) e Vicenza. La più servita è la stazione di Vicenza, dove è possibile noleggiare auto, moto e biciclette. Dalla città partono anche i collegamenti del trasporto pubblico verso la provincia.
Sito Ferrovie dello Stato (FF.SS.) per consultare l’orario dei treni:
www.ferroviedellostato.it


AUTOMOBILE
La zona è attraversata dalla A4 (Milano-Venezia). Per chi giunge da Venezia, l’uscita preferenziale è quella di Grisignano, proseguendo poi sulla Statale 11 (Padova-Vicenza), in direzione Vicenza; voltare a sinistra in direzione Montegalda, quindi seguire per Barbarano Vicentino (direzione Noventa Vicentina). Provenendo da Milano, il casello consigliato è quello di Vicenza Est, per poi proseguire lungo la S.S. 247, comunemente chiamata “Riviera Berica”.
Per chi arriva da Padova, suggeriamo la strada che tocca i paesi Selvazzano, Saccolongo, Fossona, Bastia di Rovolon, Barbarano Vicentino, oppure la Statale 11 (Padova-Vicenza): giunti a Grisignano seguire per Montegalda, quindi per Barbarano Vicentino.


TAXI
Vicenza è ben servita anche da una rete di taxi privati. Per chi arriva in treno, ad esempio, di fronte all'entrata della stazione FS c'è uno dei principali punti taxi. E' possibile anche usufruire del servizio di chiamata privata Radio Taxi.
Stazione Taxi- P.le Stazione 1 - Tel               0444/324396         0444/324396
Radio Taxi- V. Lago di Levico 11 - Tel               0444/920600         0444/920600


AUTOBUS
A Vicenza il servizio pubblico di trasporto è gestito dall'azienda municipale AIM, con molti autobus che coprono l'intero territorio comunale e l'hinterland circostante. Con l’autobus (linea 8) è però possibile arrivare solamente fino a Lumignano, che dista da Barbarano Vicentino 8 km.
AIM Trasporti Urbani- Contrà San Biagio 72 - Tel 0444/394911-394909


 

PULLMAN
Per raggiungere le varie località della provincia, esiste un esteso servizio garantito dalle FTV (FerroTramvieVicentine) che assicura tutti i collegamenti principali. Punto di riferimento del servizio è la stazione dei pullman, posizionata proprio a fianco della stazione ferroviaria di Vicenza. Per raggiungere Barbarano capoluogo e Ponte di Barbarano esistono quattro linee (6, 7, 34, 35). Le prime due fermano arrivano solo a Barbarano Centro, le altre due (34, 35) giungono solo fino a Ponte di Barbarano, lungo la Riviera Berica.
Per chi si trova a Padova e desidera arrivare a Barbarano è attiva un’altra linea offerta dalla società SITA S.p.a..

FTV viale Milano 78 - Tel.               0444/223111         0444/223111 (Informazioni e reclami Tel.               0444/223115         0444/223115)
Internet: www.ftv.vi.it

(Direzione sede di Rovigo ): V.le Petrarca, 12 - Tel.               0425 377711         0425 377711
Mail: rovigo@sitabus.it

L’orario dei pullman è consultabile al seguente link:
www.sitabus.it/
http://ro.autobus.it/ro/asp/RicercaOrari.asp?User=SITA


BICI
Per arrivare in bici a Barbarano Vicentino è possibile percorrere il tratto di pista ciclabile che da Vicenza conduce fino al semaforo di Costozza di Longare affiancandosi alla Riviera Berica. Da lì consigliamo di proseguire seguendo la strada ai piedi dei Colli Berici che attraversa i paesi di Lumignano di Longare, Castegnero, Nanto, Mossano per poi approdare finalmente a Barbarano Vicentino.
Lunghezza percorso: 30 km circa, interamente asfaltati.
Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti circa.
Difficoltà percorso: media (pochi tratti in salita).
Descrizione del percorso


L'inizio della pista ciclabile che da Vicenza porta in direzione Noventa Vicentina parte dai piedi di Monte Berico (in prossimità della rotatoria che collega viale Risorgimento Nazionale con Borgo Berga). Una stradina interna a destra rispetto alla strada principale segna l'inizio del percorso ciclabile e la interseca dopo poche centinaia di metri in prossimità di un passaggio pedonale. Una volta attraversato il passaggio, la pista ciclabile riprenderà parallela alla Riviera Berica fino a Longare (si consiglia di prestare attenzione all'incrocio di Debba, in prossimità del ponte, poiché per alcune decine di metri è interrotto l'itinerario ciclabile). Giunti a Longare, più precisamente all'altezza dell'incrocio con passaggio pedonale e ciclabile davanti alla base militare Pluto, si attraversa il passaggio proseguendo fino a Costozza di Longare, dove la pista ciclabile termina all'incrocio con via Europa (vicino al semaforo di Ponte di Costozza). Proseguire a destra in direzione dei colli (via Europa), dopo l'incrocio della Chiesa di Costozza di Longare proseguire sempre dritto per via B. Bizio fino ad arrivare all'antico borgo di Costozza. Seguire la strada principale fino a Lumignano di Longare, percorrendo rispettivamente via Volto e poi via Campanonta. Quando si è giunti a Piazza L. Mazzaretto a Lumignano di Longare, seguire la rotatoria a sinistra e proseguire per via Palazzo Bianco. Dopo poche centinaia di metri, arrivati all'oratorio di San Teobaldo e Villa Dottori-Scaroni, girare a destra (via G. Mazzoni) in direzione Castegnero. La via diviene poi via Monticello Clementi. Al primo stop girare a sinistra, al secondo (100 m dopo, circa), girare a destra (via Roma). Proseguire per via Fontana Fozze (strada principale) fino alla Chiesa S. Paolo di Nanto, dove girerete subito a destra scendendo la discesa che costeggia la Chiesa (via Marasca). Allo stop posto alla fine della discesa girare a sinistra per via Ca' Bassa e al secondo stop sempre diritto proseguendo per via Ca' Bassa. Seguendo la strada principale arriverete poi in via Priare, che continua a destra dopo l'incrocio con via Colombara. Alla fine di via Priare vi troverete ad uno stop all’incrocio con via Montruglio (la via prende il nome dalla villa che avete alla vostra sinistra). Allo stop proseguire a destra in direzione dei colli di Mossano. Alla fine di via Montruglio prendere la salita di via Capitello fino a quando arriverete all'incrocio di Mossano. Da qui potete scegliere la direzione da prendere in base alla destinazione (vedi immagine). Consigliamo via Calbin per chi vuole raggiungere poi Ponte di Barbarano. Al primo incrocio che troverete girando a destra arriverete in via Canova, mentre proseguendo dritto verso la salita giungerete nell’altopiano di San Pancrazio, dal quale è possibile scendere poi verso la località di Ponte di Barbarano. Proseguendo per via Garibaldi Raggiungerete, invece, il Capoluogo Barbaranese in CentroStorico (Piazza Roma).




Schema degli itinerari in bici





 

Storia

 In passato l’origine di Barbarano Vicentino è stata attribuita sia all’epoca longobarda, in base alla fusione della radice “bard” con il latino “barbarus”, sia all’età romana, portando a testimonianza il toponimo dall’onomastico “Barbius”, legato a una famiglia romana stabilitasi nel territorio, dando così vita a un primo nucleo insediativo. Oggi possiamo ritenere che l’etimologia del toponimo è certamente di origine prediale (cioè derivante, con il suffisso “–anu”, dal nome del proprietario di un fondo, nel nostro caso “Barbarius”).







TESTIMONIANZE ROMANE
A favore dell’origine romana del paese depongono le evidenze architettoniche e i reperti fittili e ceramici rinvenuti nei terreni ai piedi dei colli e nella pianura limitrofa.
Nel 1957 fu rinvenuta, durante gli scavi per l’acquedotto in località Castello di Barbarano, a circa 80 metri di profondità, una base votiva in onore a Esculapio Augusto (I sec. D. C.) come ex-voto per una grazia ricevuta, fatta fare da un certo Publio Sertorio, il cui cognome ci è giunto incompleto. A scoprirla fu Antonio Verlato e fu donata al Museo Civico di Vicenza, dove tuttora è conservata. Esculapio è il nome latino del dio greco della medicina Asclepio, figlio, secondo la leggenda, del dio Apollo e della mortale Coronide. Questa, incinta del bambino, fu uccisa da Apollo a causa della sua infedeltà: solo all’ultimo momento il dio salvò il proprio figlio, strappandolo al grembo della madre, e lo affidò al centauro Chirone, che gli insegnò l’arte della medicina. I santuari-sanatori dedicati ad Esculapio si trovano molto spesso in località salubri, spesso presso sorgenti: qualcuno ipotizza pertanto che ci sia una correlazione fra la base votiva e la sorgente termominerale del Bagno di Barbarano.



Nel 1976, durante il restauro della parrocchiale di Barbarano a seguito di un terremoto, fu ritrovata, murata nel timpano, una stele funeraria di Fortunio forse del II secolo d.C., raffigurante un bambino e un pavone. Nell’iscrizione sono riportate le seguenti parole: Diis Manibus / Fortunio / filio karissimo / qui vixit annis III mensibus VII diebus VI / parentes piissimi / vivi fecerunt. Dopo la dedica agli dei Mani, l’iscrizione ricorda che i genitori pietosissimi costruirono da vivi il sepolcro per il carissimo figlio Fortunio, vissuto tre anni, sette mesi, sei giorni. Nell’iconografia cristiana il pavone, da simbolo della bellezza perfetta, cominciò ad indicare l’immortalità dell’anima e con tutta probabilità la stele rappresentava un voto espresso dai genitori per la prematura scomparsa del figlioletto.
Altra testimonianza romana di pregio è un’iscrizione di Caio Cartorio Menopilo e della moglie Cornelia Terza.






LA VIA DELLA RIVIERA BERICA E IL CANALE BISATTO
Il primo insediamento era ubicato sulle colline, poiché le zone più elevate erano coperte dai boschi (ideali per il pascolo, la caccia, la pesca e la legna) e quelle più basse erano paludose; il primo nucleo crebbe notevolmente dopo la costruzione di una strada, conosciuta come strada della Riviera Berica, che collegava Este a Vicenza, dove si univa alla più nota via Postumia. Molti studiosi hanno ipotizzato l’esistenza in epoca romana di una via, il cui tracciato doveva corrispondere all’incirca a quello dell’attuale strada della Rivera Berica. Confermerebbero le ipotesi numerosi rinvenimenti di tipo funerario nella fascia pedecollinare orientale, che ben si accordano con la presenza di una strada. Il tracciato doveva partire da Vicenza in direzione sud-est e affiancare, fino all’altezza di Longare e Costozza, la via fluviale dell’Astico-Retrone, importantissima per la commercializzazione della tenera pietra Berica. Il percorso pedecollinare doveva passare per gli attuali centri di Costozza, Lumignano, Castegnero, Nanto, Mossano, Barbarano, Sossano, Orgiano, per poi proseguire verso Noventa Vicentina ed Este. Non si esclude nemmeno che vi fosse un percorso fluviale che collegasse Vicenza con Este. Sappiamo con certezza che il canale fu realizzato artificialmente dai Vicentini tra il 1143 e il 1188 deviando a Longare le acque del Bacchiglione. L’opera fu attuata all’interno delle lotte fra Padova e Vicenza, lotte che iniziarono nel 1142 e che terminarono nel 1147 con la pace di Fontaniva. Due sono le interpretazioni sull’origine del nome: una deriva dal suo corso, che dopo l’antico porto di Albettone si faceva sinuoso; l’altra interpretazione sembra provenire dall’abbondanza, un tempo, di anguille nelle sue acque. Dopo il 1311, i Vicentini, liberati dalla signoria dei Carraresi, riattivarono il Bisatto aprendo le bocche a Longare, che erano state precedentemente ostruite dai Padovani. Con l’escavazione del Bisatto era così assicurata la navigazione non solo fino a Este, bensì fino a Monselice e, attraverso Pernumia, fino a Chioggia e quindi alla laguna veneta.

DAL MEDIOEVO AL NOVECENTO
L’importanza di Barbarano è legata alla donazione del suo territorio al Vescovo di Vicenza (con l’intento di ottenere difesa contro il nemico) da parte degli imperatori Ugo (880-947) e Lotario (926 o 928- 950) di Provenza nel X secolo (926-946) e ratificata con vari diplomi imperiali di Ottone III nel 1000, di Enrico II nel 1008, di Corrado II il Salico nel 1026, di Enrico IV nel 1084, di Federico I nel 1158, di Ottone IV nel 1210 e di Federico II nel 1220.
Al centro della “curtis” vi era il castello, sede del vescovo nei suoi peridi di permanenza e in sua assenza retto dal visconte di Barbarano. Nel castello il vescovo promulgava leggi, amministrava la giustizia, riscuoteva le tasse e concedeva investiture di feudi, sommando nella sua persona la massima autorità politica e religiosa (non vi erano superiori al vescovo oltre all’imperatore). Con diploma del 16 maggio 1026 Corrado II confermava al vescovo di Vicenza, Teobaldo, la donazione della corte di Barbarano, la cui giurisdizione andava dalla valle di Grancona alla fossa Lugana e dal Sirone di Nanto al Vanzo.
Per tutto il Duecento Barbarano rimase feudo vescovile, fatta eccezione per la breve parentesi di conquista da parte di Ezzelino III da Romano (1194-1259) il quale, dopo aver occupato nel 1236 Vicenza, sottomise Barbarano nel 1242. Nello stesso anno (1242) e nel 1312-1313, i Padovani, in guerra con Vicenza, distrussero parzialmente il castello vescovile; nel 1338 Barbarano dovette subire un nuovo attacco per mano di Orlando de Rossi, capitano della lega fra Veneziani e Fiorentini, schierati contro gli Scaligeri.
Datato 20 marzo 1219 è il primo documento che attesta l’esistenza del Comune di Barbarano, affiancato dal Comune di Vicenza nella lotta con l’episcopato vicentino per contendersi la giurisdizione sul territorio.
Un documento del 1262 ci chiarisce cosa comprendeva la “curtis” di Barbarano: l’attuale territorio comunale più le regole di Villaga e Mossano; sembra rimanessero esclusi i territori di Toara e Montegnago (Belvedere), luoghi in cui più tardi governeranno i Conti Barbaran. Il castello di Barbarano, forse anche per la relativa distanza da Vicenza, rappresentò per i vescovi una sede di villeggiatura estiva da occupare in tempo di pace, mentre in tempo di guerra ad esso venivano preferiti quelli di Altavilla e di Brendola, più facilmente raggiungibili, meglio fortificati e difendibili e quindi più sicuri.






Dagli statuti del 1264 e dal Regesto dei beni del comune di Vicenza del 1262, Barbarano risulta facente parte del “Quarterio de Domo”.


Nel 1312, infine, il territorio passò sotto il dominio degli Scaligeri: questa famiglia pose Barbarano a capo di un vasto vicariato, comprendente Costozza, Toara, Mossano, Villaga, Nanto, Albettone, Castegnero, Zovencedo, Longare. Trovandosi sulla via della Riviera Berica, Barbarano ebbe spesso a subire le scorrerie dei Padovani, come ad esempio quella del 1385, ricordata da Conforto da Costozza, che causò la consueta fuga delle popolazioni a riparo dei “covoli”, ovvero le grotte naturali ampliate dallo scavo della tenera pietra Berica. Gli scontri fra i padovani Carraresi e i Veronesi Della Scala si conclusero con la vittoria dei primi nella tarda estate del 1386.
Nel 1404 Barbarano divenne infine parte del dominio veneziano di terraferma, raddoppiando l’estensione del vicariato fino a comprendere ben diciotto comuni rurali limitrofi.
I vicari erano scelti tra i rappresentanti di nobili famiglie vicentine (famiglie Capra, Loschi, Revese, Pagello, Schio, Thiene, Garzadori, Godi, Barbaran, Traversi, Fracanzan, Valmarana e altri ancora), a differenza di quanto era avvenuto sotto il dominio degli scaligeri, che avevano sempre imposto uomini della aristocrazia o nobiltà veronese.
L’edificio dell’ex pretura, posto sul lato sinistro di via Vicariato, fu nei secoli passati la sede dei vicari che a Barbarano si succedettero fino alla caduta nel 1797 della Repubblica Veneta.



Qui la città di Vicenza mandava ogni anno, nel giorno dedicato a San Martino, un nobile cittadino, eletto dal Consiglio chiuso dei Centocinquanta e detto appunto “vicario”. Il vicario aveva il compito di amministrare la giustizia nelle cause civili fino alla somma di lire 10, convocava e presiedeva i consigli di Vicariato, denunciava al Magistrato della Ragione di Vicenza le persone sorprese a portare armi pericolose e collaborava con il giudice del Malefizio. L’elezione del vicario avveniva di norma nella terza domenica di dicembre, giorno in cui il Consiglio dei Centocinquanta veniva convocato dai Deputati alle Cose Utili, sotto la presidenza del Podestà o del Capitanio di Vicenza. Una lapide, ancora oggi murata nell’arco di ingresso dell’ex pretura in via Vicariato, ricorda Antonio Loschi, importante figura di umanista vicentino, che nel 1487 ricoprì appunto la carica di vicario di Barbarano.
Nel 1513 il Senato Veneto, dopo che nel 1509-11 truppe francesi, spagnole e tedesche erano transitate per Barbarano mettendo tutto a ferro e fuoco, pose sotto la protezione della Serenissima il centro berico, che in cambio restò sempre fedele alla Repubblica di Venezia. Il governo della Serenissima garantì circa quattro secoli di pace tranquilla e operosa, delegando più poteri amministrativi ai comuni del territorio vicentino. La vita nella campagna veneta rifiorì. Grazie all’opera dei periti, appositamente e prontamente inviati da Venezia a ispezionare e a impartire le direttive per ogni forma di intervento sul territorio, vennero arginati i fiumi e scavati nuovi canali per l’irrigazione, bonificati i luoghi paludosi e resi produttivi quelli incolti. Venezia poi, per legare maggiormente a sé le popolazioni rurali, garantì loro una elevata valutazione dei prodotti agricoli, di cui aveva assoluto bisogno, facendoli convergere attraverso le vie d’acqua e di terra ai propri mercati, rivendicando a sé la prerogativa di stabilire i prezzi e monopolizzando in questo modo i commerci con la terraferma entro un rigido sistema protezionistico.
Non altrettanto positivi furono, per lo sviluppo dell’economia locale, i successivi governi francese e austriaco, fino a quando, nel 1866, l’intero Veneto fu annesso al Regno d’Italia.






Dal 1940 al 1948, il comune di Barbarano, insieme a quelli confinanti di Villaga e Mossano, formavano un unico comune, come ricorda lo stemma di epoca fascista recante in alto il fascio littorio su banda rossa, al centro gli stemmi dei tre comuni (rispettivamente Mossano, Barbarano, Villaga, vedi foto) e in basso la scritta recitante le parole latine “ex tribus unum” (“di tre uno solo”).
Una curiosità, che pochi conoscono, fa risalire la nascita del primo sanatorio in Italia contro la tubercolosi proprio sulle colline del castello di Barbarano, grazie all’opera del grande medico italiano Achille De Giovanni (1838-1916) e alla figura del cavalier Adelchi Carampin (1859-1932). Nato a Barbarano nel 1859, fu per un quarantennio medico condotto del centro berico e tra i più convinti sostenitori, nel 1902, dell’iniziativa per la cura della tubercolosi, mettendo a disposizione del professor De Giovanni l’area su cui venne costruita la “Colonia Achille De Giovanni”. Nel 1914 donò l’area di via Borgo, su cui il principe Alberto Giovanelli fece costruire l’ambulatorio medico e ancora, nel 1930, il terreno retrostante l’ambulatorio perché qui venisse edificato un dispensario antitubercolare. Alla sua morte, avvenuta nel 1932, beneficiarono con lasciti di vario genere molti enti assistenziali, tra cui la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Barbarano, Mossano e Villaga, di cui per molti anni aveva ricoperto la carica di presidente.

Eventi

 

Arte e Cultura

 EDIFICI RELIGIOSI
1. CHIESA ARCIPRETALE DI SANTA MARIA ASSUNTA
2. PALAZZO DEI CANONICI
3. CHIESA DI SAN GIOVANNI IN MONTE
4. CHIESA E CONVENTO DI SAN PANCRAZIO
5. OSPEDALE DI SAN MARTINO
6. CHIESA DEL SACRO CUORE


VILLE
1. VILLA GODI-MARINONI E ORATORIO DI SAN GAETANO
2. VILLA SANGIANTOFETTI-PEDRINA-RIGON E ORATORIO DEL SS. REDENTORE
3. VILLA CARAMPIN
4. VILLA DE VECCHI
5. VILLA POZZA E ORATORIO DEI SANTI VALENTINO E FRANCESCO
6. VILLA BOGONI A PONTE DI BARBARANO
7. VILLA MEGGIOLARO
8. VILLA BOGONI
9. VILLA TESTA-SINIGAGLIA (CA’ BARZIZA) E ORATORIO DEI SANTI CRISTOFORO E ANTONIO DA PADOVA


10. VILLA TRAVERSO-PEDRINA
11. VILLA GHIOTTO


 


 

Prodotti Tipici

OLIO DEI BERICI D.O.P.
 


PROSCIUTTO BERICO-EUGANEO D.O.P.


MIELE








IL GRANA PADANO

 

IL TARTUFO DEI COLLI BERICI