Comune di Bevagna

Bevagna sorge a m. 225 di altezza su un lieve risalto della valle umbra e conta circa 5.000 abitanti, il territorio del Comune con le frazioni di Cantalupo, Castelbuono, Gaglioli, Limigiano e Torre del Colle ha una superficie di 56 Kmq. La città è circondata da una fertile pianura ricca di acque che è coltivata a viti, grano, granoturco, barbabietole, girasole, sorgo, pomodoro e tabacco mentre nella collina assai diffusa è la coltura degli olivi.

Informazioni

Comune di Bevagna - C.so Matteotti , 58 - Bevagna (PG) - Tel. 0742 368111 - Mail: info@comune.bevagna.pg.it - www.comune.bevagna.pg.it

Pro Loco I.A.T.: Piazza F. Silvestri di Bevagna tel. 0742/361667

Museo Comunale: Corso Matteotti n.70 Bevagna (PG),   tel. e fax 0742/360031 bevagna@sistemamuseo.it
Associazione Mercato delle Gaite: tel. e fax 0742/361847- info@ilmercatodellegaite.it
COME ARRIVARE
 
IN AUTO
Da Nord: Autostrada del Sole A1, uscita Valdichiana, quindi SS. 75 direzione Perugia – Foligno – Bevagna.
Da Sud: Autostrada del Sole A1, uscita Orte, quindi SS. Flaminia direzione Terni – Spoleto – Foligno – Bevagna.
Da Todi: direzione Foligno – Strada regionale 316 dei Monti Martani.

IN TRENO
Da Nord: linea Firenze – Terontola – Perugia – Foligno.
Da Sud: linea Roma – Orte – Foligno.
Dall’Adriatico: linea Ancona – Foligno.

IN AEREO:
Aeroporto Regionale Umbro S. Egidio (30 km. da Bevagna);
Aeroporto Internazionale Leonardo da Vinci – Roma.

Storia

Le prime notizie storiche su Bevagna coincidono con la conquista romana dell'Umbria, anche se esistono tracce di insediamenti umani fin dall'età del ferro e significativi rinvenimenti archeologici confermano la presenza degli Umbri nel territorio bevanate.

Municipio romano (90 a.C.), ascritto alla tribù Aemilia, è al centro della grande viabilità impostata dai romani con la via Flaminia (220 a.C.) che, insieme ai trasporti fluviali, facilita gli scambi commerciali determinando la floridezza di Mevania che dura fino al III secolo d.C., quando acquista maggiore importanza il tratto della Flaminia passante per Terni e Spoleto.
La diffusione del Cristianesimo è causa di numerosi martiri tra cui San Vincenzo, primo vescovo e patrono del paese.
Bevagna fece quindi parte del Ducato di Spoleto e, successivamente (774), dello Stato della Chiesa, anche se continua a dipendere dall'Impero.
Dopo il Mille è costituita in libero Comune retto da Consoli, vive vicende alterne nella soggezione alla Chiesa e all'Impero ma resta sostanzialmente fedele alla prima fino all'avvento dell'Unità d'Italia.
Un ruolo importante per la storia della città e del suo ambito territoriale, è rappresentato, come per gli altri comuni della Valle Umbra, dagli sforzi e dalle lotte per la bonifica delle aree paludose e per la regolamentazione dei numerosi corsi d’acqua. Avviata nel 1456, la bonifica della pianura bevante raggiunge concreti risultati nella seconda metà del ‘500.
E’ con il ‘700 e, soprattutto nel corso dell’800, che il sistema idraulico di questa area si avvia ad un assetto definitivo.

Eventi

 

"Processione del Cristo morto": nel Venerdì Santo, tra le più antiche rievocazioni religiose realizzate in Umbria, da sempre affidata alla Compagnia della Misericordia.

"Corsa del Cristo Risorto": la mattina di Pasqua la Chiesa di S. Michele si popola di fedeli che vengono ad assistere alla “corsa”, vissuta con intensa carica emotiva legata alla religiosità popolare.

Tra le manifestazioni religiose ricordiamo anche la festa presso i santuari della Madonna della Valle (1 maggio) e della Madonna delle Grazie (8 settembre), in occasione delle quali i fedeli si riuniscono per venerare la Vergine e godere della salubrità del luogo.

Agosto bevanate: viene  organizzato in onore del Beato Giacomo Bianconi e comprende una serie di iniziative di carattere religioso e culturale.

Festa di San Nicolò: nella notte del 6 Dicembre, i bambini di Bevagna, a differenza delle consuetudini regionali, ricevono i regali accompagnati da dolci tipici quali "i panicocoli" e "le pastarelle di San Nicolò".

Durante l'estate si ricordano nei castelli circostanti le seguenti feste paesane:
Limigiano: Sagra della torta al prosciutto nella prima quindicina di luglio;
Torre del Colle: Ferie in allegria seconda decade di agosto;
Cantalupo: Sagra della lumaca fine agosto.

Mercato delle Gaite, patrocinato dall'Ente omonimo, si svolge, invece, nella ultima decade del mese di giugno.

Arte e Cultura

Si consiglia di iniziare la visita partendo dalla parte alta della città in cui sono presenti i più importanti monumenti romani, risalenti al I - II sec. d. C..
A pochi passi dal Foro troviamo i resti di un tempio con semicolonne e paraste; poco distante un edificio termale, di cui rimane il frigidarium (nella foto), adorno di mosaico a tessere bianche e nere, di pregevole e raffinata fattura, che trae ispirazione dal mondo marino.

Il teatro, di cui rimangono cospicue e significative testimonianze, determina la curvatura delle abitazioni costruite sopra i resti romani.
La piazza medievale, nel cuore della città ed il cui assetto risale ai secoli XII -XIII, sintetizza nelle sue armonie architettoniche la forza dell'egemonia comunale a cui si contrappone il potere ecclesiastico.
Il Palazzo dei Consoli (1270), adorno di bifore gotiche, con un’ampia loggia coperta da volte a crociera, ospita dal 1886 il teatro F. Torti, decorato da Domenico Bruschi e Mariano Piervittori.
 
Per un approfondimento leggi l’allegato.

Prodotti Tipici

 

La Denominazione di Origine Controllata “Umbria” accompagnata  dalla menzione “Colli Martani”, in cui rientra la nostra produzione, è riservata all’olio extravergine di oliva ricavato dalla qualità d’olio: Moraiolo in misura non inferiore al 20%, S.Felice, Leccino e Frantoio, presenti da sole o congiuntamente, in misura non inferiore all’80%. Possono, altresì, concorrere altre varietà fino al limite massimo del 10%. Ne deriva un olio di grande valore nutrizionale, dal sapore fruttato medio con leggere note di amaro e piccante, con acidità massima totale di 0,65 grammi per 100 grammi di olio.
Le varietà principali coltivate dell’olivo sono appunto il moraiolo, il leccino, il frantoiano e la superficie coltivata è di circa 700 ha.
Le aziende, circa 470, sono di piccole dimensioni, la lavorazione e trasformazione dell’olivo impiega metodi che non alterano l’elevata qualità dell’olio.
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