Comune di Brisighella

Brisighella è situata nella parte collinare della Provincia di Ravenna, ai confini con la Toscana.

Spiccano per l’importanza i tre Colli: La Rocca, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino. Questi tre edifici che sorgono su tre pinnacoli di gesso e caratterizzano il paesaggio per cui Brisighella è famosa.

La Rocca Manfrediana e Veneziana
La Rocca conserva ancora le caratteristiche delle fortezze medioevali: i fori per le catene dei ponti levatoi sopra la porta d’ingresso, i beccatelli e le caditoie, i camminamenti sulle mura di cinta, le feritoie.

La Torre dell’Orologio
La Torre dell’Orologio in origine era un fortilizio che era stato fatto erigere nel 1290 da Maghinardo Pagani da Susinana con massi squadrati di gesso, per controllare le mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano.

Santuario della Madonna del Monticino
Il Santuario della Madonna del Monticino è dedicato ad un immagine votiva alla Madonna in terracotta policroma di autore ignoto, datata 1626 e collocata in origine in un piccolo tabernacolo nei pressi di Porta Buonfante.

Via degli Asini
Oltre al grande patrimonio artistico rappresentato dai tre Colli, si trova, nel centro storico del paese, la Via del Borgo detta anche “Via degli Asini”: è una strada sopraelevata che riceve luce dalle caratteristiche finestre ad arco, di diversa ampiezza, unica al mondo per la sua struttura.

Il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola
La Vena del Gesso Romagnola è un ambiente unico, formato da un complesso carsico che si configura come una lunga cresta rocciosa di selenite. Per la sua conformazione, la Vena del Gesso è ricca di grotte di grande interesse speleologico (in primis la GrottaTanaccia), di caratteristiche conformazioni carsiche, di luoghi di grande rilevanza naturalistica ed è attraversata da un magnifico percorso “La Corolla delle Ginestre”, attrezzato anche con punti di sosta e ristoro, ideale per gli appassionati di trekking, mountain bike e cavallo.

 

Informazioni

Informazioni:
Ufficio Informazioni Turistiche - Pro Loco
P.tta Porta Gabalo, 5
Tel. – Fax. 0546 81166
Web: www.terredifaenza.it
e-mail: iat.brisighella@racine.ra.it

Strade statali
 SS 9 Emilia / Provinciale 302 in direzione Firenze

Autostrade
 Uscita casello di FAENZA o IMOLA dell’Autostrada A14

Aeroporti
 MARCONI: Via Triunvirato, 84 - Bologna tel. 051.647961
 L. RIDOLFI: Via Seganti, 103 - Forlì tel. 0543.780049
 AERADRIA Aeroporto civile - Miramare di Rimini tel. 0541.373132

Ferrovia
 Stazione di Brisighella (linea Faenza-Firenze via Marradi)
 Stazione di Faenza (linea Milano-Lecce/Bologna-Ancona)

Storia

 

Nel XIV secolo i Manfredi, signori di Faenza, avviarono su un secondo picco la costruzione della rocca, la cui veste attuale venne data duecento anni dopo dai Veneziani.
Il borgo è composto da un dedalo di antiche viuzze, tratti di cinta muraria, scale scolpite nel gesso. A Brisighella, che ha dato i natali ad otto cardinali, gli edifici sacri sono numerosi: su tutti spicca la Pieve di S. Giovanni in Ottavo , (o Pieve del Thò), eretta attorno al quinto secolo e ricostruita in forma più ampia tra l’XI e il XII, all’ottavo miglio dell’antica via romana che da Faenza portava in Toscana.

Le origini di Brisighella risalgono alla fine del 1200, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, la roccaforte più importante della Valle del Lamone.

 

Eventi

Le origini di Brisighella risalgono alla fine del 1200, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, la roccaforte più importante della Valle del Lamone.
Nel XIV secolo i Manfredi, signori di Faenza, avviarono su un secondo picco la costruzione della rocca, la cui veste attuale venne data duecento anni dopo dai Veneziani.
Il borgo è composto da un dedalo di antiche viuzze, tratti di cinta muraria, scale scolpite nel gesso. A Brisighella, che ha dato i natali ad otto cardinali, gli edifici sacri sono numerosi: su tutti spicca la Pieve di S. Giovanni in Ottavo , (o Pieve del Thò), eretta attorno al quinto secolo e ricostruita in forma più ampia tra l’XI e il XII, all’ottavo miglio dell’antica via romana che da Faenza portava in Toscana.

Arte e Cultura

Musei

Museo Geologico all’Aperto, Ex cava del Monticino
Il recupero ambientale di un cava dimessa, la cui funzione era quella d’estrazione del Gesso, ha reso possibile la realizzazione del Museo.
Museo Civico “Giuseppe Ugonia”
Raccoglie la collezione di opere del litografo Giuseppe Ugonia (1881-1944), alcune delle quali esposte nei più prestigiosi musei del mondo. Sono inoltre esposte tele del Guercino e del Bertucci, ceramiche settecentesche della Fabbrica Ferniani di Faenza, terrecotte policrome e preziosi manufatti di oreficeria locale.
Museo all’Aperto dell’Olio di Brisighella
Il patrimonio costituito dagli ulivi, in gran parte secolari, e dal prezioso olio estratto dai frutti, ha motivato le azioni intraprese dai produttori per valorizzare tutto il ciclo produttivo, dalla cura della pianta fino alla vendita del prodotto confezionato.
La più recente iniziativa intrapresa per valorizzare il patrimonio olivicolo è l’apertura del Museo dell’olio di Brisighella. E’ un Museo “en plen air”, che si snoda lungo le strade, all’interno dell’areale, che descrivono l’anello più ristretto, scelto perché racchiude il giacimento più antico ed insieme il sito più moderno per la produzione dell’olio, ovvero il Frantoio Sociale presso la Coop. Agr. Brisighellese (CAB). La visita si svolge lungo le strade collinari e le soste sono facilitate da sette piazzole, ai lati della carreggiata, segnalate da una nicchia utile alla conoscenza di quanto il museo propone.

Prodotti Tipici

L’olio

Alla bassa altitudine (115 m.) che caratterizza i borghi della collina dell’Appennino Tosco-Romagnola, la coltura dell’olivo, protetta dai venti freddi di levante, grazie alla conformazione ad anfiteatro della valle, e da quelli del nord da una barriera naturale di gesso, ha trovato un microclima temperato ideale, dando vita ad un prodotto di grande qualità.
Il colore è di verde smeraldo, con riflessi e tonalità dorati; il sapore è piccante e piacevolmente amarognolo. Ottimo se usato crudo per insaporire verdure, pesce e per preparare salse.
L’area interessata dalla denominazione "Brisighella" presenta alcune caratteristiche del tutto peculiari rispetto al resto della regione. In particolare il panorama varietale risulta costituito in maggior parte da una sola varietà: la "Nostrana di Brisighella", caratteristica che non si riscontra in altre regioni. L’olio extravergine di oliva Brisighella DOP è ottenuto dalla varietà di olive "Nostrana di Brisighella" in misura non inferiore al 90%. Possono, altresì, concorrere altre varietà presenti in quantità minima nella zona. La produzione massima di olive per ettaro è di 5.000 Kg negli oliveti specializzati con una resa in olio massima del 18%.
Per l’estrazione dell’olio sono ammessi soltanto processi meccanici e fisici atti a produrre oli che presentino più fedelmente possibile le caratteristiche peculiari ed originarie del frutto. Raccolte a mano dall’albero, nel periodo compreso tra il 5 novembre e il 20 dicembre di ogni anno, le olive vengono lavate a una temperatura inferiore ai 27 gradi e spremute entro quattro giorni dalla raccolta. Il meglio della produzione viene ulteriormente selezionato e denominata “Brisighello”, un intenso extravergine frutto della selezione esasperata dei "cru" di produzione, estratto a freddo per sgocciolamento.

Altri prodotti agroalimentari

Autorevoli sono i riconoscimenti ottenuti dai vini: l’Albana, primo bianco in Italia a fregiarsi della DOCG, sempre più apprezzato nella versione Passito, i bianchi DOC Trebbiano e Pagadebit, i rossi DOC Sangiovese e Cagnina, fino alla DOC tipica dei Colli di Faenza, bianco o rosso.
Eccellenti le specialità che offre questa terra: lo Scalogno di Romagna (IGP dal 1997), i formaggi ricavati sia dal latte vaccino, come squaquerone, raviggiolo, che dal latte di pecora e capra, come pecorini e caprini anche aromatizzati alle erbe officinali. Su alcune di queste pendici pascola la Razza Romagnola, bovino dalle pregiatissime carni, e sopravvive la Mora Romagnola, rara specie suina da cui si ricavano ottimi salumi.

Carciofo Moretto
Il “Moretto” rappresenta una varietà rustica del carciofo sulla quale non sono stati fatti interventi genetici. Questo consente il mantenimento inalterato nel corso del tempo delle sue caratteristiche e degli aromi originari.
Un ortaggio autoctono, biologico e succulento che nasce spontaneo nei tipici calanchi dell’Appennino brisighellese.
Queste le peculiarità: la pianta del “Moretto” è formata da un cespuglio che può raggiungere il metro e mezzo di altezza, il fusto eretto con getti basali denominati “carducci” vengono usati per la riproduzione. Le foglie, invece, sono di colore verdi-grigiastre, grandi e spinose. Il suo sapore è leggermente amaro, ma al contempo fresco ed appetitoso. Può essere consumato crudo o leggermente lessato, condito con sale e olio, preferibilmente con il grande olio “Brisighello” con il quale si sposa alla perfezione.