Comune di Castel del Piano

Castel del Piano sorge sul versante occidentale del Monte Amiata, in provincia di Grosseto. Dista da Grosseto km 55, da Siena km 67, da Roma km 198.
Situato in una straordinaria posizione naturale, ai limiti di un pianoro da cui deriva il nome (dal latino “castrum plani”). Circondato a monte da boschi – castagneto a quote più basse e faggeta (una delle più grandi d’Europa) a mille metri circa - e a valle da oliveti, vigne ed alberi da frutta, al centro di una zona di acque sorgive purissime che sono al tempo stesso un notevole spettacolo naturale e la principale risorsa idrica delle province di Siena e di Grosseto.
Ha anche due frazioni suggestivamente arroccate – Montegiovi e Montenero – che meritano di essere visitate.

 

Informazioni

Comune di Castel del Piano
Via G. Marconi, 9
Tel. 0564 973511 - Fax 0564 957155
www.comune.casteldelpiano.gr.it
 

da nord:          
Firenze – Siena – direzione Grosseto via superstrada uscita Paganico direzione Monte Amiata - Castel del Piano 
Genova – Grosseto – direzione Siena via superstrada uscita Paganico direzione Monte Amiata - Castel del Piano
 
da sud:
Roma – Aurelia – Grosseto direzione Siena via superstrada uscita Paganico direzione Monte Amiata - Castel del Piano
Roma – A1 Firenze uscita Chianciano – direzione M. Amiata – direzione Campiglia d’Orcia – Vivo d’Orcia – Pescina – Castel del Piano

Storia

Numerosi reperti rinvenuti nelle immediate vicinanze riferibili al Paleolitico, neolitico e alla civiltà etrusco romano, rendono antichissime le sue origini. Forse gli Etruschi sfruttavano le miniere di cinabro del Monte Amiata. Nell’890, Casale Plana (Castel del Piano) è tra i possedimenti della grande Abbazia benedettina-cistercense di Abbadia San Salvatore, alle cui vicende politiche ed economiche si legò fino al 1198.
Nel 1214 passò ai Conti Aldobrandeschi di Santa Fiora, che nel 1330 concessero a Siena metà di Castel del Piano in garanzia dell’accettazione delle condanne loro inflitte dal Comune.
Sotto la dominazione senese, grazie al valore dimostrato nelle guerre contro i Conti di Santa Fiora, Castel del Piano ebbe i suoi primi Statuti (7 settembre 1393).
Nel 1431 quattro soldati nati a Castel del Piano come ex voto per lo scampato pericolo nella guerra contro il Conte Orsini di Pitigliano, avrebbero portato a Castel del Piano la santissima effigie della Madonna (derivata dalle composizioni del quattrocentista Sano di Pietro) ed edificato il primo nucleo dell’attuale Chiesa della Madonna delle Grazie.
Successivamente, Castel del Piano seguì le sorti della Repubblica Senese e dopo la sua caduta (nel 1555) e la caduta di Montalcino nel 1559, passò ai Medici di Firenze.
Tra la fine del sec. XVII e l’inizio del XVIII sono attivi in Castel del Piano i pittori di scuola senese Nasini: Francesco, Antonio Annibale, Giuseppe Nicola, Antonio, Tommaso, Giacomo Francesco e Apollonio; al numero civico 43 di Corso Nasini troviamo infatti la casa natale di alcuni di loro, come ci ricorda una lapide del 1869.
Nelle battaglie di Curtatone e Montanara (1859 – 1860) combatterono due cittadini di Castel del Piano: Andrea Fratini e Achille Franci; Francesco Magliacani e Giuseppe Sorbelli furono accanto a Garibaldi, tornati al paese natio vollero ricordare l’impresa con due panchine di pietra trachitica in Piazza R. G. Carducci, il popolare Piazzone, su una delle quali vi è inciso “uno dei mille”.

Eventi

 

Arte e Cultura

Chiesa della Madonna delle Grazie
La facciata in concio di peperino, di stile rinascimentale, è stata terminata solo nel 1932, nella parete laterale, in Via San Giovanni, si trova un nicchione per la “raccolta degli oboli a riscatto degli schiavi cristiani” (1656). Sullo scenografico altare settecentesco dello svizzero Cremoni si può ammirare una tavola su fondo oro derivata da Sano di Pietro (1460 – 1481), rappresentante la “Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e San Bartolomeo e angeli”; il retro, parzialmente visibile dal coro ottocentesco, rappresenta l’ideogramma di San Bernardino, forse per l’influsso del vicino Convento (fondato nel 1221) del Santo al Colombaio nel Comune di Seggiano (di cui purtroppo oggi rimangono solo rovine). Di questa Madonna vi sono alcune copie: una si trova nel Museum of Art di El Paso (Texas, U.S.A., da taluni ritenuta l’originale), un’altra in Vaticano, dipinta da Gioacchino Sorbelli (1742, attivo fino al1784) nel 1771 e un’altra ancora, detta la “Madonna Ginanneschi” probabilmente seicentesca e opera di Francesco Nasini (attualmente presso il Palazzo Nerucci).
 
Altre emergenze artistiche e culturali nell'approfondimento in allegato.

Prodotti Tipici

Olio extravergine e prodotti locali
Nell’area del Monte Amiata grossetano cresce da secoli una cultivar autoctona, l’Olivastra Seggianese, ad un’altezza che va dai 200 ai 650 metri sul livello del mare; è un ceppo particolarmente resistente alle basse temperature dell’inverno, coprendo così le pendici del Monte Amiata con oliveti secolari.
L’olio extravergine d’oliva Seggiano DOP è ottenuto da olive cultivar Olivastra Seggianese insieme con altre varietà locali: di colore giallo dorato con toni verdi, con profumo e sapore gradevolmente fruttati, con spiccate proprietà nutritive e curative grazie all’alta percentuale di sostanze antiossidanti e vitamina E. Nel 2002 si è costituito il Consorzio di tutela dell’Olio di Seggiano, con lo scopo di difendere e sostenere la cultivar e la qualità della produzione olearia.
Nell'area amiatina si producono altre varietà di olio sotto il marchio Olio Extravergine d'liva IGP Toscano proveniente dalle varietà di olivo Frantoiano, Moraiolo, Leccino, Pendolino, diffuse anche in altre parti della Toscana.
 
Altri prodotti locali sono il Vino Montecucco DOC, la castagna IGP ( nelle varietà marrone, bastarda rossa, cecio), il fungo IGP che comprende diverse varietà di Boletus.