Comune di Corinaldo
Corinaldo, a 18 chilometri da Senigallia, posizionata in cima a un colle è città dall’impianto urbano medieoevale e rinascimentale. Difesa da una intatta cerchia di mura, fra le meglio conservate delle Marche, è uno straordinario esempio di architettura militare. Un chilometro circa di fortificazioni intervallate da porte bastionate, poderosi baluardi poligonali, torrioni circolari e pentagonali, guardiole e piombatoi.
L’attuale perimetro risale al 1367 e venne ampliato tra il 1480 e il 1490. All’interno delle mura si sviluppa una struttura urbana che, pur subendo nel corso dei secoli le necessarie ristrutturazioni, ha conservato una omogeneità nei materiali e nell’architettura che danno al centro storico di Corinaldo una configurazione del tutto particolare e di grande suggestione.
All’interno della città si trovano numerosi ed importanti monumenti, per lo più barocchi e neoclassici: le chiese sei – settecentesche del santuario diocesano Santa Maria Goretti, del Suffragio e dell’Addolorata, i pregevoli palazzi signorili del secoli XVI - XVIII.
Informazioni
UFFICIO TURISTICO
Ufficio Informazioni e Assistenza Turistica
Largo XVII Settembre 1860, 1-2 60013 CORINALDO
telefax 071.679047
orario invernale 10.00 - 12.30 /15.00 - 19.00
orario estivo 10.00 –12.30 / 16.00 – 19.30 / 21.00 – 22.00
. Come arrivare
Se arrivate in auto:A) Autostrada A14 direzione Bologna-Taranto, uscire al casello di Marotta-Mondolfo ed immettersi sulla strada Provinciale 424 in direzione Pergola procedendo per circa Km 10. Superato San Filippo sul Cesano alla vostra sinistra si trova il bivio per Corinaldo (che dista Km 8). Percorrere la strada provinciale n° 17 (dell’AcquaSanta) per Km 6 circa. Si arriva ad un bivio dove si deve svoltare a sinistra e percorrere la stessa strada per km 1.5 e si è arrivati a Corinaldo. B) Autostrada A14 direzione Taranto-Bologna, uscire al casello di Senigallia. All’uscita percorrere la rotatoria con riferimento Arcevia. Una volta immessi sulla strada Provinciale n°360 percorrere per circa 500 m la stessa ed all’incrocio voltare a destra per la strada Provinciale n° 12. Continuare per circa km 14.5 per poi svoltare a destra ed immettersi sulla strada Provinciale n° 17 che vi porterà sino al Borgo di sotto della cittadina Corinaldese.
Se arrivate in aereo: L’aeroporto più vicino a Corinaldo è il Raffaello Sanzio di Falconara ( dove è possibile noleggiare l’auto o usufruire degli autobus per la stazione di Falconara dove prendere un treno per Senigallia). Partendo da lì con la macchina immettersi sulla superstrada SS 76 direzione Senigallia e una volta arrivati alla SS 16 adriatica (percorrerla per circa km 20) arrivare a Senigallia. Oppure potete optare per l’autostrada e prendere il casello di Ancona-Nord ed uscire a Senigallia. Da Senigallia vedere le indicazione a inizio pagina.
Se arrivate in treno: Scendere alla stazione ferroviaria di Senigallia. Dal lunedì al sabato, se si arriva entro le ore 19.00, è possibile disporre del servizio autobus della ditta Bucci. Il servizio taxi è sempre disponibile.
Storia
UN PO' DI STORIA
Arsa e distrutta dall’empio Alarico, la bella e famosa città di Suasa, l’anno della nostra salute 409, come fu scritto, quelli che dagli incendi avanzarono per salvarsi, fuggirono verso il vento Cecias dentro i vicini colli, … l’anno del parto della Vergine 411 diedero principio a fabbricare una città formata con regole e disegno di architettura … la chiamarono Corinaldo, quasi ‘curre in altum’".
Così scriveva a proposito delle origini di Corinaldo nei prima anni del secolo XVII Vincenzo Maria Cimerelli, frate domenicano, insigne storico, maestro di umane lettre, inquisitore del Santo Uffizio.
Con tutta probabilità la città di Corinaldo è sorta agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’incastellamento.
Guelfa fino ai primi del ‘300, Corinaldo subisce il fascino e poi la tirannia di un suo nobile concittadino di parte ghibellina, Nicolò Boscareto, a causa del quale è distrutta dall’esercito pontificio di Innocenzo VI, agli ordini di Galeotto Malatesta, il 18 agosto 1360.
Corinaldo viene ricostruita ex novo nel 1367, con l’attuale cinta muraria, nella quale figurano elementi fortificativi attribuiti al genio del celeberrimo architetto militare senese Francesco Di Giorgio Martini.
Ai Malatesta succedono gli Sforza, e agli Sforza i Della Rovere, con lo spodestato duca di Urbino, Francesco Maria, che tenta nel 1517 di riconquistare Corinaldo e le terre limitrofe sotto il suo diretto dominio.
In quell’epoca è scritta una delle pagine storiche più belle ed esaltanti della comunità corinaldese: dopo ventitre giorni di assedio i corinaldesi costringono il duca alla ritirata e il papa dell’epoca, Leone X, per la fedeltà mostrata, eleva Corinaldo al rango di città. Dignità confermata con breve del 20 giugno 1786 da papa Pio VI.
Il Seicento e il Settecento sono secoli di intenso sviluppo artistico della città, grazie alla presenza e all’opera di ingegni quali fra gli altri il pittore Claudio Ridolfi che a Corinaldo visse lungamente e vi morì, l’organaro Gaetano Callido che sempre a Corinaldo ha lasciato due strumenti di eccezionale fattezza attualmente restaurati e funzionanti.
Il Seicento e il Settecento sono secoli di intenso sviluppo artistico della città, grazie alla presenza e all’opera di ingegni quali fra gli altri il pittore Claudio Ridolfi che a Corinaldo visse lungamente e vi morì, l’organaro Gaetano Callido che sempre a Corinaldo ha lasciato due strumenti di eccezionale fattezza attualmente restaurati e funzionanti.
Eventi
. Feste e Manifestazioni
- FESTA DEL POZZO DELLA POLENTA (XXX Ed.) - Rievocazione storica dell’assedio del 1517 (terza
domenica di luglio).
- FESTA DI HALLOWEEN - La festa della notte delle streghe con il concorso per l’elezione di miss Strega
d’Italia (ultima settimana di ottobre).
- TIPICA: Mostra degustazione e vendita dei seguenti prodotti tipici:
- vino verdicchio dei Castelli di Jesi
- Vino rosso Conero
- Olio extravergine di oliva
- Salame delle Terre di Frattula
- Le Pecorelle – dolce tipico corinaldese col mosto da ricetta segreta che si tramanda da generazioni
Arte e Cultura
Arte e Cultura
Musei e Gallerie d'Arte:
· Civica Raccolta d’Arte "Claudio Ridolfi"
Aperta al pubblico dal 1996, ha sede in alcune grandi sale del piano superiore dell’ex convento delle suore benedettine, in pieno centro storico, con apertura differenziata nel corso dell’anno, serale in estate, con opere d’arte di tipo pittorico, statue lignee e di alabastro, argenteria d’uso cultuale.
http://web.tiscali.it/pinacotecacorinaldo
Aperta al pubblico dal 1996, ha sede in alcune grandi sale del piano superiore dell’ex convento delle suore benedettine, in pieno centro storico, con apertura differenziata nel corso dell’anno, serale in estate, con opere d’arte di tipo pittorico, statue lignee e di alabastro, argenteria d’uso cultuale.
http://web.tiscali.it/pinacotecacorinaldo
· Museo del costume e delle tradizioni popolari
Con attrezzi della lavorazione tessile d’un tempo e i migliori costumi della festa del pozzo della polenta, realizzati su autentici modelli del ‘500 da sartorie locali.
Con attrezzi della lavorazione tessile d’un tempo e i migliori costumi della festa del pozzo della polenta, realizzati su autentici modelli del ‘500 da sartorie locali.
05. DA VISITARE
Il borgo di Corinaldo ha il suo simbolo nelle imponenti mura rimaste praticamente intatte dal ‘400.
Il Palazzo Comunale, bell'esempio di architettura neoclassica con il lungo loggiato che dà su via del Corso, l'ex Convento degli Agostiniani, costruito nella seconda metà del ‘700 e ora utilizzato come albergo, il Teatro Comunale (1861-69) intitolato a Carlo Goldoni e la Casa del Trecento, la più vecchia del borgo.
La Collegiata di S. Francesco ha origini antiche (1265) ma si presenta a noi nelle forme della ricostruzione secentesca
Il Santuario di S. Maria Goretti, l'interno è un bell'esempio di tarda architettura barocca e custodisce numerose opere d'arte, tra cui una grande cantoria lignea che racchiude uno splendido organo di Callido del 1767. Vi è esposta anche una reliquia insigne della Santa martire della purezza.
La Chiesa del Suffragio, terminata nel 1640, fu in seguito demolita e ricostruita per essere riaperta al culto nel 1779. Conserva il dipinto di Claudio Ridolfi.
In piazza S. Pietro il campanile è quanto resta dell'omonima chiesa, demolita nel 1870 perché pericolante. Al suo posto troneggia un grande cedro dell'Himalaya, piantato, pare, da un anticlericale affinché non vi si ricostruisse un altro edificio religioso.
Gli scavi archeologici in località Madonna del Piano che hanno messo in luce un cospicuo quartiere industriale dedicato alla produzione di laterizi e di ceramica, di età romana
Prodotti Tipici






