Comune di Ittiri

Il Comune di Ittiri  è uno dei più grandi comuni agricoli della Provincia di Sassari e, con i suoi circa 9.000 abitanti, è il sesto centro , numericamente parlando, della Provincia di Sassari. E’ situato a Nord Ovest dell’isola,. al centro della Sub-Regione denominata: Logudoro, e la sua altitudine varia tra i 250 e i 450 metri dal livello del mare. 

Informazioni

INFORMAZIONI
 
Via San Francesco n° 1
CAP: 07044     Provincia: Sassari Regione: Sardegna
Telefono: 079445206 Fax: 079445239
Sito web: www.comune.ittiri.ss.it      E-mail: info@comune.ittiri.ss.it
 
Per informazioni turistiche maggiormente dettagliate si consiglia di rivolgersi alla Pro Loco Ittiri via A.Diaz, 2 – 07044 ITTIRI (SS) TEL/Fax 079441111 –www.ittiritmi.ittiri.net E-MAIL: proloco@ittiri.net .

 

Ittiri dista  circa 18 chilometri da Sassari con la quale è collegata da una strada provinciale a scorrimento veloce; e circa 30 da Alghero da cui si arriva con la strada statale 131 bis. Il porto più vicino è quello di Portotorres, a circa 40 chilometri (mezzora di macchina), oppure Olbia a circa 100 chilometri. Gli aeroporti più vicini sono: Fertilia (Alghero) a circa 35 chilometri; Olbia a circa 100 chilometri.

Storia

L’area nella quale si colloca il centro storico di Ittiri fu certamente abitata dall’uomo, con continuità, sin dal neolitico recente, così come si deduce dalle poche ma significative testimonianze ritrovate nella zona di Musellos, Giundali, San Maurizio (ochila) e Paulis, consistenti soprattutto in sepolture ipogeiche (Domus de Janas). La sua origine è legata agli antichi abitanti della regione, “I Coracenses”, ricordati dagli itinerari romani come abitanti gravitanti attorno alla città di Coros. In epoca romana si ritiene che Ittiri fosse una stazione di cambio sulla strada carovaniera “Iter ad Cannetum” che collegava gli accampamenti romani all’antico porto di Alghero, situato nella baia di Porto Conte. Le prime testimonianze sull’origine di Ittiri risalgono, come già detto, al neolitico recente e sono costituite da monumenti funerari, riferibili al nuragico arcaico detto anche” primo Bunnannaro” e ubicate in località “Sa Figu”, con riproduzioni in roccia delle “tombe di giganti”. Si sono pure trovate tracce dell’età del bronzo antico testimoniate da “Dolmens” nella zona di “Baddijos e di “Runara”. Il territorio è ricco di nuraghi i quali testimoniano una forte presenza antropologica ed ancora oggi ve ne sono evidenti tracce sin dentro il centro abitato,
 
per la precisione, via A. Moro (Nuraghe de Santu Ciprianu). Del periodo nuragico si hanno tre importanti testimonianze costituite da un pugnale e una brocca in bronzo, conservati al British Museum di Londra e provenienti da S.M. di Paulis, e dal suonatore itifallico di triplo flauto o suonatore di “launeddas” del VII secolo a. c. . Questa statuetta, probabilmente è un ex voto esposto in un tempio, è conservata al Museo nazionale di Cagliari (vetrina 47), rappresenta un suonatore delle tre canne di armonia che sono il primo strumento armonico che si conosca in tutto il bacino del mediterraneo. Ciò dimostra che i sardi conoscevano l’armonia già da allora, mentre era sconosciuta ad altri popoli come gli Egiziani, i Greci, i Fenici , e Roma ancora non era nata o stava per nascere.     
Documenti del XII e XIII secolo riportano numerose ville , tra cui quelle di Save, Cannedu, Cuga, Coros, Ittiri, Uri, Usini, Ossi, Tissi, e Bultaiana, piccoli agglomerati (ville) arricchiti , talvolta, da una chiesa. Anche Coros o Corax doveva presumibilmente essere costituita da diverse piccole borgate, i cui abitanti , sparsi per la campagna , successivamente si unirono in piccoli villaggi dai quali sorse Ittiri. Agli inizi del XII secolo i monaci cistercensi fondarono  i monasteri di S.M. di Paulis (1205) e di S.M. di Coros (1230). Il lavoro dei monaci portò alla bonifica delle paludi, appunto,  di Paulis ed alla razionalizzazione dell’agricoltura e dell’allevamento. In periodo aragonese, di tutte le ville che erano comprese in quella zona, sopravvissero i villaggi di Ittiri, Uri, Usini, Tissi, Ossi, Florinas e Banari i quali furono inseriti nella curatoria denominata Coros.
 

Eventi

Prendas de Ittiri  Periodo: Marzo – Aprile   
Concorso Regionale di Potatura  Periodo: Marzo – Aprile     

Pane e olio in Frantoio Periodo: Novembre      

Arte e Cultura

 

Prodotti Tipici

L’OLIO EXTRAVERGINE E I PRODOTTI LOCALI
 

Il territorio di Ittiri  ha una superficie olivettata di circa Ha. 740, di cui circa il 10% è biologica.  La zona è prevalentemente collinare è gode di un microclima adatto all’olivicoltura. Tutto ciò permette un abbattimento dell’uso degli anti-parassittari, in quanto le alte temperature estive riescono persino a cicatrizzare le ferite, inferte dalla mosca olearia all’atto della deposizione delle uova nella drupa. Sono tre le tipologie di Cultivar prevalenti: Bosana, Sivigliana da mensa e Sivigliana da olio detta Corsicana. 

Una nota a parte la merita il prodotto agro alimentare per eccellenza: il formaggio. Esso è supportato da una fortissima presenza nel territorio che corrisponde a circa 11.000 capi ovini, per cui il pecorino la fa da padrone incontrastato. Subito dopo si colloca il carciofo spinoso sardo, la cui presenza rappresenta una fetta molto importante dell’economia ittirese, infatti due intere vallate sono coltivate a carciofo: la valle del “Cuga e quella di “Giunchi”, ove i rispettivi micro-climi favoriscono  il prodotto e lo collocano ai più alti livelli qualitativi. A seguire arriva il vino rosso con il Cagnulare ed il Cannonau, oppure il Vermentino ed il bianco (sempre più spumeggiante e di qualità). La produzione di miele è in continua espansione, ma la qualità è notevole e non si discute, soprattutto quella al gusto particolare di corbezzolo. Anche i salumi ittiresi si sono imposti all’attenzione dei buongustai, in particolare con le buonissime salsicce ittiresi, le quali rappresentano un’altra buona fetta dell’economia locale.
Un cenno di merito va dato, immancabilmente, alle attività artigianali dedite alla produzione dei dolci tipici ittiresi, e qui di seguito si rammentano quelli più conosciuti e rinomati: Pappassini, piricchiti, anicini, formagelle, amaretti, tiriche, ecc. i quali rappresentano, per bontà, eleganza ed armonia di gusto, semplice ma profondo, quanto di meglio possa esserci nelle attività dolciarie della tradizione sarda.