Comune di Mezzane di Sotto

 La valle di Mezzane è posta nella zona a nord est della provincia di Verona; come tutte le vallate dell’area dei Lessini, cui appartiene, di natura prevalentemente calcarea, ha un orientamento che declina da nord a sud. La sua origine è posta nei territori comunali di Velo, Roveré e San Mauro di Saline, mentre nel suo sviluppo comprende una piccola parte di Verona (con le frazioni di Moruri e Magrano) e Tregnago (con Centro): tuttavia solo nella parte finale assume una conformazione sufficientemente ampia tale da consentire l’insediamento umano nel suo fondo, e proprio in quest’area si pone Mezzane di Sotto, con le frazioni collinari di Mezzane di Sopra, ad est, e di Castagnè, posta ad ovest sul crinale che sta all’origine della piccola vallata di Marcellise. A fondovalle si pone il comune di Lavagno, con le sue diverse frazioni (San Pietro, San Briccio e Vago). Rispetto alle valli maggiori dell’area lessinica, nelle quali lo sviluppo antropico e geografico ne ha seguito il corso, Mezzane ha conosciuto uno sviluppo di crinale, con orientamento quindi verso le valli confinanti, come Illasi, ad est, e Squaranto nella parte a nord dell’area ovest. Questo ha condizionato lo sviluppo della bassa valle: infatti, non essendoci stato nei secoli un consistente flusso di persone e merci lungo il suo corso, si è realizzato come un mondo chiuso, “terminale”, più vicino alla realtà dell’alta pianura che a quella collinare - montana.


 


 


 


 

Informazioni

Comune di Mezzane di Sotto


P.zza IV Novembre


Tel.  045. 8880100 


Mail: info@comune.mezzane.vr.it

 

Storia

 


La valle di Mezzane è stata abitata sin dalla preistoria, come attestano i numerosi

ritrovamenti risalenti al periodo paleolitico (come nell’area detta del Bosco di Trani) e al successivo

neolitico, in particolare nell’ètà del bronzo e del ferro (a San Briccio di Lavagno, ma anche alla

Croce di Guala). Nella zona, attorno al II millennio a.c., si sono insediate popolazioni paleovenete,

con lo sviluppo di piccoli villaggi posti prevalentemente nelle zone collinari.

Le prime testimonianze storiche risalgono all’epoca romana, quando cioè nel corso del II secolo a.c. inizia il processo di romanizzazione dell’allora Gallia Cisalpina, in particolare quando,nel 148 viene realizzata la Via Postumia. L’area veronese viene assegnata alla tribù Poblilia, come conferma un’antica iscrizione murata nella vecchia pieve di Mezzane e oggi conservata nel Museo Archeologico di Verona, quindi dal 49 a.c. gode della piena cittadinanza romana.

Questo favorisce la progressiva colonizzazione della campagna veronese, come attesta la centuriazione del territorio rurale nella parte terminale della valle, con sviluppo di ville e d’insediamenti. I ritrovamenti ci confermano come a Mezzane ci fossero sia costruzioni di civile abitazione, sia edifici di culto, con diverse aree votive. A partire dai secoli successivi, in prossimità del crollo dell’Impero Romano d’Occidente (IV e V d.c.), l’area di Mezzane, non essendo soggetta a frequente passaggio, ha conosciuto probabilmente una relativa tranquillità rispetto alle continue incursioni delle popolazioni dette “barbariche”, mantenendo così una sua integrità e forse incrementando i suoi abitanti, soprattutto nei centri di collina, come suggeriscono i resti di castelli medievali a Mezzane di Sopra e la tradizione che vuole presente un simile manufatto in quel di Castagnè. Si sviluppa inoltre la vita

religiosa, con la nascita di numerose cappelle (con un importante insediamento monastico a San Cassiano) e di pievi (quella di Mezzane di Sotto è ricordata sin dal 1145).
Dal XI secolo la valle è soggetta all’autorità del vescovo di Verona e vi sono diverse

proprietà dei grandi monasteri dell’epoca; con la rinascita successiva l’anno mille riprende l’azione di controllo sul territorio, frutto del rinnovato spirito che porterà presto all’affermazione di nuove classi sociali, come quella mercantile. Iniziano le contese tra l’autorità vescovile e quella imperiale, divise nelle fazioni guelfa e ghibellina, che vede prima la nascita del Comune e poi, nel XIII secolo, l’affermazione di alcuni gruppi familiari, come gli Scaligeri. Mezzane mantiene un carattere marginale, in cui tuttavia si evidenzia la ripresa dell’azione di controllo sul territorio, che favorisce lo sviluppo nell’area allora detta della Campagna Minore (l’est veronese): ad esempio diventa importante il controllo delle acque e quindi il contenimento arginale del Progno. Nascono così degli organismi amministrativi locali: la prima testimonianza in questo senso è un documento notarile dell’aprile 1215, in cui vengono citati i decani comunitatis Plani Mecanarum (cioè i decani della comunità del Piano di Mezzane), che vendono una pezza di terra.

 


Questo prima forma di autogoverno locale viene consolidata quando, nei primi anni del Quattrocento, il territorio scaligero diventa parte della Serenissima Repubblica di Venezia: se da un lato, infatti, si afferma un forte potere oligarchico (cioè in cui prevalgono poche famiglie nobili), dall’altro si concedono alcune modeste autonomie ai piccoli centri, dove gli abitanti si riuniscono nella Vicinia, l’assemblea deliberativa, potendo eleggere i loro rappresentanti, detti Sindaci o Massari

nostra valle era Lavagno. Questo fenomeno riguarda ciascuno dei paesi dell’attuale comune, dove d’altra parte proprio a partire da quest’epoca è certa l’esistenza delle tre parrocchie, ciascuna con un proprio Rettore (a Castagnè certamente dal 1529, dal 1488 invece a Mezzane di Sopra), anche se la loro fondazione è

anteriore.

In questa fase la proprietà si concentra nelle mani di alcune grandi famiglie, in particolare nelle zone di fondovalle, come i Maffei, i Della Torre, i Giuliari, i Verità, i Roja, mentre nelle zone collinari prevalgono i piccoli proprietari locali (i Benini, ad esempio, nell’area di Mezzane di Sopra e Guala; mentre a Castagnè i Castagnedi, appunto, ed i Menini, o i Zanetti a Postuman).

Questo fenomeno favorisce la realizzazione, in più tempi, di grandi dimore, che da nuclei originari piuttosto semplici assurgono poi al carattere di vera e propria villa, come avviene per villa Giuliari o per la villa della Torre. Vengono edificate inoltre numerose case patronali, che seppur prive di un particolare interesse artistico, hanno un significativo valore storico.

 


Questa realtà si protrae per tre secoli con minime mutazioni, fino ai primi giorni del giugno 1796 quando arrivano a Verona le truppe dell’allora generale Napoleone Bonaparte: è il crollo della Serenissima e l’inizio di un tormentato periodo bellico che sconvolge anche il veronese. Mezzane non è immune a queste vicende, sia in quel 1796, sia più avanti, nel 1805 quando si combatte la battaglia di Caldiero. Inoltre il condottiero corso sconvolge la ormai secolare organizzazione del territorio: spariscono vicinie e vicariati, con la creazione di Comuni di ampiezza maggiore, in cui vengono accorpati diversi centri, retti da assemblee con a capo un Agente Comunale; i Comuni sono poi raggruppati in Distretti, a loro volta parte dei Dipartimenti (che possiamo far corrispondere alle attuali province). Non è comunque una fase di stabilità politica: dopo la prima ondata francese, fino al 1805 la zona a sinistra dell’Adige appartiene all’Impero degli Asburgo, mentre dal 1806

rientra nel Regno d’Italia, governato da un viceré francese. Questi mutamenti non hanno effetti significativi: infatti, quando dopo le definitiva disfatta napoleonica del 1815 il territorio veronese torna all’Austria, si mantiene saldo l’ordine sociale ed

economico che era già coi veneziani. L’organizzazione amministrativa viene stabilita con la Regia patente del 1818, in cui si delineano le strutture amministrative del vicereame Lombardo Veneto; a livello locale rimane con piccole variazioni il sistema introdotto dai francesi, e cioè Mezzane di Sotto, unito a Mezzane di Sopra, a Castagnè e a Postuman, forma un unico comune, di terza fascia, amministrato dall’assemblea dei proprietari terrieri, e nella sua limitata autonomia dipende da

Tregnago, dove ha sede il distretto; la popolazione complessiva supera di poco i mille abitanti, con una situazione economica stabile per tutta la prima parte dell’Ottocento.

 


Nell’ottobre 1866 il Veneto, a conclusione della Terza Guerra per l’Indipendenza, entra nel Regno d’Italia. Dapprima si svolge il referendum per l’annessione, che vede un risultato plebiscitario, quindi le prime elezioni amministrative, pur se limitate per la ristretta base censuaria; nasce a livello locale il Consiglio Comunale che elegge la Giunta, guidata dal Sindaco, di nomina regia fino al 1889. Mezzane partecipa quindi alle vicende storiche del Regno d’Italia prima, e, dopo la triste parentesi della Repubblica Sociale, con alcuni tragici fatti di sangue nell’aprile 1945, della Repubblica Italiana. In questa fase storica Mezzane conosce prima il fenomeno dell’emigrazione (dal 1870/80 verso altre nazione, europee o americane, dopo il 1950 con lo sviluppo economico verso Verona e le altre città industriali), ma soprattutto paga un pesante tributo in termini di vite umane ai due eventi bellici del novecento: sono quarantanove i morti nel primo conflitto mondiale e ventotto nel secondo, di cui tredici dispersi e sei vittime (tra cui due donne) dell’aprile 1945.

Eventi

 


FESTA DELLA CILIEGIA 

2^ domenica di giugno

 

FESTA DELLA BIRRA DI CASTAGNE'

1° ven/sab/dom/lun di luglio

 

SAGRA DELL'ASSUNTA (Festa Patronale)

2° gio/ven/sab/dom di agosto

 

EIN PROSIT FEST

3° gio/ven/sab/dom di ottobre

 

FESTA DELL'OLIO

ultimi 2 ven/sab/dom di novembre

Arte e Cultura

 Chiese



La tradizione vuole che l'edificazione sia stata voluta da Matilde di Canossa. Secondo Federico Dal Forno faceva parte del monastero un'antica campanella in bronzo del 1081 con una forma originale, oggi custodita al Museo di Castelvecchio.


A Castagnè. Del XVII secolo, ma risulta parrocchia dal 1529.


A Mezzane di Sopra. È stata costruita nel 1770 su una precedente del XV secolo, col recupero delle opere interne. Il battistero è opera di Bartolomeo da Massa. Il campanile fu eretto nel 1768. All'interno tele di Paolo Farinati, di Sante Creara e di Agostino Ugolini


A Mezzane di Sotto. La chiesa attuale è della fine del XIX secolo, progettata dall'architetto Gottardi. Fu spostata dal fondovalle per i ripetuti danneggiamenti avuti per alluvioni e terremoti. Nel fondovalle, in piazza rimane il campanile in tufo del XII secolo. La vecchia pieve è ricordata da Papa Eugenio III nel 1145. Nella nuova chiesa ci sono opere trasferite dalla pieve. Una pala d'altare raffigurante La beata Vergine in trono con ai lati i Santi Paolo e Caterina ed in basso componenti della famiglia Della Torre di Gerolamo Dai Libri, una pala di Antonio Giarola conosciuto anche come cavalier Coppa dal soggetto Cristo in croce e ai lati i Santi Francesco e Carlo Borromeo, una pala di Claudio Ridolfi, La Madonna del Rosario e i Santi Domenico e Caterina e una di Giovanni Caliari con Cristo Crocefisso e ai lati la Vergine e San Giovanni e del Caroto.


A Postuman, fu danneggiata dal terremoto del 1891 e successivamente restaurata.

Ville


Fu costruita in più riprese con stili diversi negli elementi che la compongono. La parte più interessante è quella del XV secolo con un porticato e con belle finestre al primo piano. Un affresco con Mercurio in atto di rapire Paride, parte di un'opera più grande, è opera di Paolo Farinati e dei figli. I Giuliari ne presero possesso alla fine del XVII secolo. I precedenti proprietari furono i Liorsi.


Precedentemente Liorsi, poi Stegagno ed ora Cordioli. Fu costruita nei primi anni del XVI secolo ed ebbe parecchie modifiche. Lo stile era palladiano a due piani e con il giardino anche esso a piani sfalsati. Alla fine del secolo nel 1595, l'allora proprietario Alvise Della Torre fece affrescare da Paolo Farinati più stanze. Al Farinati è attribuita la allegoria delle quattro parti del mondo allora conosciuto. Ai figli le altre opere minori e fra l'altro: i monocromi della loggia, gli stucchi che della sala della conchiglia e due bassorilievi sul soffitto, II giudizio di Salomone e Il giudizio di Paride.

Vi fu un conflitto di attribuzione fra il Farinati ed i figli, nato da quanto scrisse nel diario di lavoro: ... ali 24 giugno 1595 Oratio e Zambatista sono andati a Mezzane a ornar de piture il belveder et altre cose per li giardini e palazzo et ala peschera e à finito le soprascrite piture per tutto il mese ottobre 1595... La villa ebbe un notevole orto botanico, nel XVII secolo viene descritto: assai esteso e ricco di ogni specie di flora, da quella comune a quella tropicale; fiori, anche esotici, in parterre e serre, con rampicanti e sempreverdi oltre che essenze pregiate. Il tutto confinava con un brolo di ottime frutta e ortaggi, con vicino una ricca peschiera.

L'orto, poi abbandonato ora ha esemplari di piante secolari e delle grandi limonaie.


È del XVIII secolo. La proprietà della famiglia Maffei è precedente all'attuale edificazione. L'attuale villa sorse nel 1776 opera di Carlo Maffei e dell'architetto Pellesina. La costruzione viene definita elegante e fu conclusa agli inizi del 1800. Ha affreschi di Andrea Porta del 1786 che riprendono paesaggi del paese. Davanti ha un giardino con una secolare magnolia e un piccolo parco è sul nord della villa.


Ha un corpo centrale del XVIII secolo, fatto erigere da Cesare Roja. La villa ebbe un continuo passaggio di proprietari fino ad oggi. Da Roja alla famiglia Bagolini, poi a Gaetano Trezza, alla famiglia Zamboni, a Edoardo Goldschmiedt, ed infine a Felice Schiavoni che terminò il giro donandola alle suore della Misericordia con il vincolo di trasformarla nell'attuale ospizio del Sacro Cuore.

Ha un lunghissimo viale alberato e il parco ricco di querce e piante sempreverdi con tracce dell'impianto iniziale in spaziosi viali che andavano verso la campagna. Ha scalinate ed è ornato da statue allegoriche, arriva fino al colle dove si trova un belvedere. Il parco ha grotte e caverne artificiali.

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