Comune di Monte San Vito

 

Informazioni

 

COME SI ARRIVA

Autostrada A14 BOLOGNA-CANOSA: uscita Ancona Nord (8 Km)

Superstrada SS76 ANCONA-ROMA: uscite Chiaravalle - Monsano

Linea Ferroviaria ANCONA-ROMA stazioni: Falconara M.ma – Chiaravalle

Aeroporto "RAFFAELLO SANZIO"di Falconara M.ma (Km 10)

Porto di ANCONA Km 25

 

Storia

Riferimenti storici:
 
Le origini di questo importante e conteso castello vengono fatte risalire, secondo notizie che Angelo Massa desume da manoscritti andati perduti, a due antichi castelli: Castel San Pietro o Monte San Pietro e Bitodunum, poi diventato Vitodunum, probabilmente fondato dai galli senoni nel 4° secolo a.c..
Il primo documento scritto in cui si menziona Monte San Vito risale al 1053 ("Carte diplomatiche jesine") e successivamente si ha una citazione nei "Regesti Senigalliesi" del 1155, dai quali si evince un probabile consolidamento in un unico insediamento di molto anteriore al X° secolo; mentre, con la pubblicazione del diploma del 1177, emanato da Federico I° il Barbarossa, assume un rilievo storico non indifferente.
Questo specialissimo privilegio sottraeva il dominio sul paese alla giurisdizione del marchese anconetano per porlo sotto il diretto dominio dell'imperatore; oltre a questo Monte San Vito ottenne in concessione un territorio vastissimo comprendente i castelli di Morro, Alberello, Orgiolo e Morruco e sei ville tra le quali quelle di San Marcello e di Antico; a ciò si univa il territorio che si estendeva fino al mare, includendo la famosa Selva di Castagnola, ad eccezione dell'abbazia Cistercense.
 Agli inizi del XV° secolo il castello fu occupato, dopo il precedente e fallito tentativo di Galeotto, dai Malatesta, che consolidarono la fortificazione, costruendo una rocca che ora è inglobata nel Palazzo del Municipio.
 Dopo un periodo difficile per calamità, brigantaggio e carestie, il paese si avviò verso una costante crescita, favorita dalla relativa autonomia, di cui si ha testimonianza e diretto riconoscimento nella concessione da parte del papa Paolo V Borghese, appena eletto al soglio pontificio (1605), del titolo di "Terra".
I due secoli che seguirono, sotto il governo papalino, furono caratterizzati da un progressivo decollo agricolo, che consentì al paese una certa ricchezza economica, segnalata nel "motu proprio" di Pio VII del 4 luglio 1803, dove risulta che il patrimonio comunale di Monte San Vito ammontava alla cospicua somma di 100,667 scudi romani.
 

Eventi

 

Arte e Cultura

Palazzo Malatesta, attualmente sede municipale, fatto erigere dai signori Malatesta agli inizi del XV secolo. 

Chiesa Collegiata è dedicata al principe degli Apostoli:San Pietro

"Teatro condominale La Fortuna" nasce nel 1757 grazie ad un gruppo di notabili monsanvitesi che decidono di riunirsi per fondare un teatro, che ponga Monte San Vito alla pari con gli altri centri importanti della provincia in cui ugualmente si assisteva alla nascita di strutture teatrali.

MUSEI

Il frantoio risale al XVII secolo e costituisce una preziosa testimonianza di archeologia agricolo-industriale

L’Archivio storico, terminato il lavoro di inventariazione e catalogazione, è ospitato all'interno della Biblioteca Comunale.

Prodotti Tipici

L’OLIO EXTRAVERGINE E I PRODOTTI LOCALI
 

Il Comune di Monte San Vito è uno dei soci fondatori dell' Associazione Nazionale Città dell’Olio (www.cittadellolio.it) con sede a Monteriggioni (Siena) con il fine di valorizzare la tutela e la promozione dell'ambiente e del paesaggio olivicolo; la divulgazione della storia e della cultura dell'olio e dell'olivo; il riconoscimento della denominazione di origine per la valorizzazione del prodotto e la garanzia del consumatore; l'organizzazione di seminari, incontri, dibattiti sui risultati relativi alla ricerca ed alla sperimentazione in campo olivicolo.
Gran parte della produzione deriva da un’unica varietà, la RAGGIA (chiamata, a Jesi, MANDOLINA). E’ presente nel territorio anche una buona produzione di varietà Frantoio e Leccino e coltivazioni minori di Rosciola, Carbonella, Sarganella, Ascolana, San Francesco e Nocellara.

Vino Lacrima di Morro d’Alba, di colore rosso rubino intenso con notevoli ed evidenti sfumature violacee è un vino unico, anche nel sapore. La struttura è abbastanza corposa e dal gusto asciutto. Il vino lacrima si abbina con prodotti tipici locali come i salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salcicce di fegato), primi piatti "rossi" e piatti a base di carni bianche, ma anche accostato ad alcuni antipasti marinati (pesce azzurro) o con il famoso brodetto all’anconitana.

  • Castagnole ( dolce tipico carnevalesco preparato con uova, zucchero, farina, scorze di limone, aromatizzato con una goccia di mistrà e fritto in piccole porzioni in abbondante olio).
    Ciambellone ( dolce semplice preparato con farina, lievito, burro, zucchero, uova, uvetta, cedro, anice (mistrà) e viene spesso arricchito con crema pasticcera o cioccolata).
    Ciarimboli ( salume particolarissimo prodotto con le budella di maiale che avanzano dopo aver insaccato salami, salsicce e cotechini. Le budella vengono rivoltate, lavate in acqua e aceto e lasciate a mollo per una notte intera. Dopo averle scolate bene, vengono conciate con sale, pepe aglio e rosmarino, lasciate insaporire per 24 ore, poi , secondo la tradizione, messe ad asciugare per tre giorni circa, accanto al focolare, non a diretto contatto col fuoco).
    Coniglio in porchetta
    Pizza di Pasqua al formaggio
    Salsiccia di fegato
    Sapa ( sciroppo dolcificante naturale, usata, un tempo, in sostituzione del prezioso e raro zucchero, ma anche per conferire gusto e sapore a cibi e bevande. Si preparava nelle case in occasione della vendemmia, scegliendo l’uva ben matura. Si lasciava fermentare per una giornata, si filtrava il mosto fiore che veniva fatto bollire a lungo e molto lentamente in un pentolone di rame, fino ad una notevole riduzione; da quattro litri di mosto si otteneva un litro di sapa)
    Sughetti (dolci tipici della vendemmia).