Comune di Montecarotto

La collina di Montecarotto fin dall’origine fu luogo di confine e di incontro tra il territorio di Senigallia e quello di Jesi. Pur avendo acquisito da molti secoli la connotazione di uno dei sedici castelli del Contado di Jesi, Montecarotto rappresenta idealmente l’incontro tra la vallata dell'Esino e quella del Misa. Il panorama che si ammira dalle
mura di questa cittadina è splendido: lo sguardo è in grado di abbracciare quasi tutta la provincia di Ancona, accarezzando le vallate di fiumi sino ad incontrare le cime appenniniche e la Gola della Rossa.

 

Informazioni

 

 
Il comune è facilmente raggiungibile dalla SP Arceviese e dalla SS 76; Jesi dista 18 km, Ancona 47, Senigallia 30. Autostrada A/14: uscita Senigallia oppure Ancona Nord. Stazione ferroviaria: Montecarotto- Castelbellino, linea Ancona-Roma, a 9 km.

 

Storia

 
La Storia
 
La prima notizia sul castello di Montecarotto risale al 1223, quando la giurisdizione laica del suo territorio era suddivisa tra i comuni di Senigallia e Jesi. Probabilmente in quegli anni il vescovo di Jesi istituì la pieve di Santa Maria Montis Arcerupte, assegnandole un territorio che includeva anche i castelli di Castelplanio, Poggio San Marcello e Rosora.
Frattanto iniziava l’espansione del comune di Jesi, al quale nel 1248 il cardinale Rainerio, vicario del papa, riconobbe il dominio su Montecarotto e altri castelli. Tuttavia il potere di Jesi divenne effettivo solo nel 1301, quando il vescovo Leonardo rinunciò ai suoi diritti feudali. Ciò per Montecarotto significò la liberazione dal vassallaggio, ma anche la definitiva appartenenza al Contado di Jesi, come uno dei più importanti tra i sedici castelli. Durante la festa di San Floriano, Montecarotto infatti era il secondo castello a deporre la propria offerta dopo Massaccio (Cupra Montana).
Il XV secolo fu piuttosto turbolento per Montecarotto, che insieme a Jesi fu governato per alcuni anni dalla famiglia riminese dei Malatesta. Dopo alterne vicende, nel 1431 Jesi riprese possesso del castello e a partire dalla metà del secolo, grazie all’acquisizione da parte dei proprietari locali delle terre comunali messe in vendita, ebbe inizio una fase di sviluppo destinata a durare due secoli.
Nel Cinquecento fu duro lo scontro fra la città di Jesi e il Contado, che chiedeva maggiore autonomia amministrativa e finanziaria. Sul finire del secolo e poi nel 1636 gravi pestilenze colpirono il territorio, riducendone drasticamente la popolazione. Tuttavia nei secoli XVI e XVII Montecarotto dimostrò una notevole vitalità, con il rifacimento delle mura, la commissione di opere d'arte per le chiese, il rinnovo dello statuto cittadino e una forte ripresa dell'agricoltura cerealicola.
Nel XVIII secolo ci fu un incremento della popolazione e le ostilità nei confronti di Jesi ripresero con nuovo vigore, ma i tentativi d’indipendenza furono tutti vani. Infatti, la vertenza si concluse nel 1752 col motu proprio di Benedetto XIV in favore della città. A questo stato di cose pose fine nel 1808 la costituzione del Regno d’Italia napoleonico: così cessò definitivamente l’antico rapporto tra Jesi e i castelli del Contado, che acquisirono autonomia amministrativa.
L’annessione delle Marche al Regno d’Italia nel 1860 significò per Montecarotto divenire capoluogo di Mandamento, nella cui giurisdizione erano compresi i comuni di Serra dé Conti, Poggio San Marcello, Castelplanio, Mergo e Rosora.
Il Novecento vide Montecarotto partecipe degli eventi luttuosi causati dalle Guerre Mondiali; nel secondo dopoguerra la crisi demografica ed economica dei comuni lontani dalla costa ha interessato solo in parte la cittadina, che grazie ad una piccola imprenditorialità diffusa e alla tradizionale vocazione vitivinicola ha mantenuto la propria identità.

 

Eventi

EVENTI
 
La Pasquella. Rassegna nazionale di canti popolari di questua Grazie alla collaborazione del Gruppo di Canto Popolare “La Macina”, questa rassegna recupera il canto di questua che un tempo si teneva il giorno prima della Pasquella (l’Epifania), quando numerose squadre di cantori portavano casa per casa l’augurio per il nuovo anno. Oggigiorno, durante il pomeriggio del 6 gennaio, i gruppi dei questuanti si esibiscono tra la gente, accanto ai fogarò
(falò), con castagne e vinbrulè (vino caldo con aromi) offerto a tutti.
Artigiani e mestieranti all'opera Per le vie del centro storico, durante la seconda domenica di marzo, numerosi artigiani mostrano da vicino i mestieri di un tempo. Si possono ammirare il vasaio, il maniscalco, il calzolaio, il ceramista, l'intarsiatore, il fabbro, il vetraio, i mestieri contadini e tanti altri.
Verdicchio in Festa Durante la prima settimana di luglio nelle strade e nelle piazze del centro storico vengono allestiti stand dove si possono gustare piatti tipici.
Vengono organizzati inoltre convegni, mostre, spettacoli, un banco degustazione e un banco vendita vini che  coinvolgono buona parte dei produttori marchigiani. Nata per valorizzare il più classico dei prodotti tradizionali, la festa
coinvolge soprattutto il pubblico giovane.
Rassegna gruppi folcloristici internazionali Grazie alla collaborazione con il Festival Terranostra di Apiro, durante la seconda settimana di agosto Montecarotto si popola di gruppi folcloristici internazionali, che per le strade danno vita e voce alle proprie antichissime tradizioni; non solo spettacolo, ma incontro culturale.
Fiera di San Placido Alla fiera del Patrono, che si svolge l’ultima settimana di settembre o la prima di ottobre, si possono trovare prodotti di ogni genere.

 

Arte e Cultura

DA VEDERE

Cinta muraria Il centro storico conserva una notevole cinta muraria edificata nel 1509 su disegno dell'architetto Albertino di Giacomo da Cremona, che restaurò e valorizzò la precedente cerchia medievale

 Chiesa collegiata SS. Annunziata Situata nella parte alta del paese, venne ricostruita a partire dal 1779 su progetto dell’architetto domenicano Pietro Belli, che ideò la chiesa di San Domenico di Ancona

Chiesa di San Filippo Dedicata un tempo a Santa Maria delle Grazie, fu affidata nel ‘600 alla Congregazione di San Filippo Neri da cui prese il nome

Chiesa del SS. Crocifisso Edificata nel ‘700, conserva un notevole crocifisso ligneo del XVII secolo, opera del Bornoni.
 

Convento e chiesa di San Francesco I Minori Osservanti edificarono chiesa e convento nella prima metà del ‘600.

Dal 2001, dopo un importante restauro, il teatro Comunale vive una nuova stagione di splendore.
 

Museo della Mail Art Inaugurato nel 1985, è l’unico museo pubblico italiano che si occupa della mail art, cioè di quelle espressioni artistiche veicolabili attraverso il servizio postale

Prodotti Tipici

ENOGASTRONOMIA
 
Oggi Montecarotto si identifica con la produzione di vino Verdicchio di alta qualità. Fiore all'occhiello del comune sono infatti le aziende e le cooperative enologiche per la produzione di vini DOC, alcune molto competitive sul mercato italiano ed estero. Il Verdicchio trova in quest’area un clima ed un terreno particolarmente adatto, che permette di produrre un vino fresco ed aromatico in grado di affermarsi sui mercati e raggiungere i più qualificati premi internazionali, come accaduto di recente anche per la versione Passito. In forte crescita la produzione di vini rossi, tra i quali si segnala soprattutto il Rosso Piceno.
Nel territorio sono in attività frantoi per l'olio d'oliva e si producono ottimi formaggi e ricotte di pecora. E’ possibile acquistare confetture preparate secondo ricette casalinghe.
Una leccornia della gastronomia locale è il lonzino di fico: questo dolce ha l’aspetto di un insaccato, ma è composto da fichi essiccati conditi con sapa, mandorle, noce e anici avvolti in foglie di fico.