Comune di Prelà

 

Prelà è il Comune Capoluogo della Val Prino, sito nell’entroterra di Imperia (IM)
 

 

Informazioni

 

Informazioni Turistiche: Comune di Prelà, Piazza Umberto I, 1, 18020 Prelà
Tel. 0183/282000 – fax. 0183/282487 – comune.prela@libero.it
Orario di apertura: da lunedì a sabato dalle 08.00 alle 13.00

 

 

COME ARRIVARE:
 
autostrada A10 Riviera dei Fiori, uscita Imperia Ovest e poi SP per Dolcedo. Distanza da Imperia Km.8 circa.
Stazione ferroviaria più vicina: Stazione di Imperia Porto Maurizio.

 

Storia

 

UN PO' DI STORIA
 
Nel basso Medioevo l’alta Val Prino era divisa in due castellanie, la valle superiore faceva capo al castello di Costiolo, i cui borghi sono oggi compresi nel Comune di Molini di Prelà e quella inferiore facente capo al castello di Pietralata, oggi ancora visibile nella Frazione di Prelà Castello, passato nel territorio del Comune di Vasia. L’antica suddivisione fu il risultato di complessi eventi storici che videro avvicendarsi, nel dominio di queste terre, i marchesi di Torino, i Ventimiglia, i Grimaldi, i Doria, i Lascaris e i Savoia, non senza intromissioni provenzali, spagnole e genovesi. A partire dal XII secolo Molini di Prelà si sviluppò come nucleo commerciale e industriale di fondovalle e, grazie ai Doria, venne incentivata la costruzione dei mulini lungo i corsi d’acqua, predisposti prima per la macinazione del grano e poi trasformati in frantoi per la produzione dell’olio di oliva, particolarmente pregiato in quanto derivato dalla nota qualità Taggiasca, impiantata in questi luoghi presumibilmente dall’infaticabile opera dei monaci Benedettini. Dal XV secolo, in conseguenza dell’espansione della coltura olivicola, Molini di Prelà divenne il principale centro urbano della valle. La lunga storia di questa porzione di Liguria ha lasciato una forte identità e ancora oggi l’economia della valle si basa soprattutto sulla tradizione olivicola, integrata anche dallo sviluppo delle attività turistiche. Attualmente il territorio del Comune è formato da Prelà capoluogo, dalle frazioni di Valloria, Tavole e Villatalla e dalle borgate di Costiolo, Praelo, Casa Carli e Canneto.

 

Eventi

 

FESTE E SAGRE
 
Tra le manifestazioni enogastronomiche meritevoli di essere ricordate:
 

“Alta Val Prino da scoprire e da gustare”: appuntamento tradizionale e molto atteso, rientrante nel calendario delle manifestazioni organizzate dalla Provincia di Imperia per la “Festa di Primavera”.

Festa di San Giovanni Battista (24 giugno) e festa di San Giacinto (17 agosto): nel week end che precede o segue l’evento si svolge la tradizionale sagra gastronomica con ballo all’aperto per festeggiare i Santi Patroni di Prelà.

“A Valloria fai Baldoria”: rinomata rassegna gastronomica organizzata a Valloria, il paese delle porte dipinte, il primo week end di luglio ed il primo week end di agosto

Arte e Cultura

 

BELLEZZE ARTISTICHE DA VEDERE
 
 
A Prelà Capoluogo:
Chiesa di San Giovanni del Groppo, il cui nome deriva dal fatto che, secondo tradizione, l’originaria cappella medievale sarebbe sorta su un grande masso sporgente. La chiesa custodisce interessanti opere pittoriche tra cui il trittico di San Sebastiano di Agostino Casanova (1547), alcune tele di Francesco bruno (1643 – 1721) e una splendida fonte battesimale in pietra scura realizzata dagli scalpellini di Cenova.
 
A Valloria: è il famoso “paese delle porte dipinte”. Valloria può a tutti gli effetti considerarsi una pinacoteca a cielo aperto, con le sue oltre 100 porte dipinte da famosi artisti e pittori; Valloria fa parte dell’Associazione Assipad (Associazione Italiana Paesi Dipinti) di Varese.
Inoltre è possibile visitare anche il piccolo “Museo delle Cose Dimenticate”, realizzato nell’ex oratorio di Santa Croce, che raccoglie oggetti e ricordi della vita della valle e delle sue tradizioni contadine.
 
A Tavole:
La chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, opera barocca attribuita all’architetto Giacomo Filippo Marvaldi (1673 – 1743), contiene al suo interno dipinti e stucchi della scuola del pittore portorino Francesco Carrega ed un pregevole polittico di Agostino Casanova (la Madonna del Soccorso). Menzione a parte merita il suo antico organo tardo barocco, della II metà dell’Ottocento, di scuola genovese ed attribuibile alla Famiglia Roccatagliata. Caratteristica fondamentale dello strumento è quella di essere rimasto originale in tutte le sue parti, tant’è che la sua scoperta è stata paragonata a quella di uno Stradivari rinvenuto al mercato delle pulci. Del suo restauro si occuperà la prestigiosa ditta Klais di Bonn.
 
A Villatalla: La chiesa parrocchiale di San Michele, costruita nel XV secolo su una precedente chiesa romanica, che custodisce all’interno un polittico di Agostino Casanova del 1540.La “Neviera” del secolo XVII, unico esempio di neviera ancora intatta del Ponente ligure; il suo sviluppo, come quello di un iceberg è tutto sotto terra ed una scala a spirale conduce a 15 metri di profondità. Serviva per accumulare la neve che, una volta solidificata, veniva tagliata in blocchi di ghiaccio e venduta d’estate.
 
 

 

Prodotti Tipici

 

OLIO E PRODOTTI LOCALI:
 
Terra domata dall’opera vigorosa delle generazioni, che con monumentali e chilometrici terrazzamenti (fasce) ha reso praticabile un’agricoltura che è il regno incontrastato dell’ulivo. La varietà, naturalmente, è solo quella Taggiasca che in questa valle, chiusa a nord dalle montagne che la mettono al riparo dai venti freddi mitigandone il clima, trova le condizioni ideali per dare un olio particolarmente pregevole nei suoi caratteri. Questa coltivazione copre l’80% del territorio e, considerata l’altitudine sul livello del mare che ostacola gli attacchi degli insetti più temibili (mosca dell’olivo), permette di migliorare ulteriormente il suo prodotto. I territori olivati di questa valle sono compresi nella denominazione di origine protetta (DOP) Riviera Ligure in cui rientrano, altresì, gli altri territori olivati dei Comuni della Provincia di Imperia.
Oltre all’olivo, qualche vigneto, coltivato a Pigato e Vermentino e fiori in serra; e ancora le dolci e piccole castagne dei nostri boschi, i funghi, soprattutto porcini, ovoli ed i ricercatissimi “maggini” e il miele di erica, lavanda e acacia. Ultimi, ma non per importanza, i prodotti dell’orto (fagioli bianchi di Tavole e Valloria, carciofi, asparagi) ed il basilico, usato per il pesto, simbolo della nostra tavola.