Comune di Reggello

Situato all'estremo est della Provincia di Firenze, nel cuore della Toscana, Reggello ha una notevole estensione territoriale (121,9 Kmq) ed occupa l'area che dal fondo della valle dell'Arno risale lungo le pendici della dorsale montana del Pratomagno. Il comune, che ha circa 15.600 abitanti, si trova a 36 chilometri da Firenze, sulla direttrice di traffico che unisce il capoluogo toscano ad Arezzo ed all'Umbria; le strade statali, l'autostrada e la rete ferroviaria che scorre nel fondo valle offrono a Reggello un agevole collegamento con tutta la Toscana.

 

Informazioni

Nel territorio sono collocati tre uffici di informazioni turistiche, così dislocati:
 
Reggello: Piazza IV Novembre n. 1 (tel. 055/8669368) con apertura da Giugno a Settembre;
Saltino Vallombrosa:Via San Giovan Gualberto n. 386 con apertura da Giugno a Settembre;
Incisa In Val d’Arno:Ufficio d’informazioni turistiche del Valdarno Fiorentino aperto da Aprile a Settembre gestito con i Comuni di Figline V.no, Incisa V.no, Rignano.

 

 

Storia

Il territorio comunale è ricchissimo di toponimi che testimoniano una fitta presenza di popolazione fin da periodo etrusco e romano.
L'attuale capoluogo nacque come mercatale all'incrocio di strade di lunga percorrenza: la via del Casentino e la Cassia Vetus, che, attraverso un diverticolo, da Cascia saliva a Reggello.
Il paesaggio è vario, con mutamenti anche repentini nelle diverse altitudini. A valle le balze plioceniche (calanchi) affiancano superfici coltivate e moderni centri abitati. La fascia collinare (fra i 400 e i 600 metri di altezza) è caratterizzata invece dalla sistemazione a terrazze con coltivazione intensiva di vite e, soprattutto di olivo.
Degne di nota sono la foresta demaniale di San Antonio, di circa mille ettari, che fa parte del patrimonio agricolo e forestale della Regione Toscana, e la foresta di Vallombrosa quale riserva naturale biogenetica, ricca di boschi di conifere, che ha legato la sua storia alla presenza dei monaci dell'omonima Abbazia.
Nel territorio sono presenti diverse pievi romaniche. Di notevole rilievo è la Pieve di S. Pietro a Cascia edificata per volontà della contessa Matilde di Canossa tra il X e il XI secolo. Al suo interno si può ammirare il "Trittico di San Giovenale" di Masaccio. La tavola che sul bordo inferiore reca la data dell'esecuzione (23 aprile 1422) è la prima opera nota del Masaccio ed è una delle più rappresentative del primissimo Rinascimento.
Inserito nel complesso monumentale della Pieve Romanica di San Pietro a Cascia e precisamente nei locali adiacenti il cortile ritroviamo il Museo di Arte Sacra ove si possono ammirare preziose opere d’arte, argenti, oggetti sacri, paramenti dai raffinati tessuti, e dipinti di importanti artisti fiorentini.

Eventi

 

Arte e Cultura

 

Prodotti Tipici

Le estese piantagioni di olivi e la tradizione secolare fanno di Reggello il "paese dell'olio" extra vergine di oliva. Le piante d’olivo che si ritrovano in diverse percentuali sono le varietà classiche quali il frantoio, il moraiolo, leccino e pendolino. La particolare tipologia del terreno e le caratteristiche climatiche favoriscono l’ottenimento di un prodotto dalle caratteristiche chimico-fisiche ottimali.
Tra le tante specie e varietà di prodotti del territorio reggellese troviamo il fagiolo Zolfino. Una pianta nana non molto produttiva il cui frutto è piccolo, tondo, di colore giallo pallido, con buccia molto fine e di facile cottura. Si può gustare in antipasto, come contorno o nelle minestre: tipici gli zolfini con le cotenne al fiasco o conditi con erbe aromatiche.
Il cece rosa rappresenta l’eccellenza della zona, grazie ad un sapore ed un profumo realmente unici. Di gusto saporito ma non troppo pungente, avvolgente senza essere troppo pastoso, è una vera rarità. Sprecato per i passati, è da impiegare invece in zuppe, dove lo si trova protagonista insieme a pasta, carni, verdure, o bollito al naturale, accompagnato solo da un filo d’olio extravergine.
Infine troviamo anche il cosiddetto “fratello dello Zolfino”: il “coco nano”.
Apprezzato già nel 1800, ha caratteristiche organolettiche analoghe. E’ un fagiolo bianco e tondo particolarmente resistente ed è molto più produttivo dello zolfino. Ha una buccia molto fine che si spezza facilmente. Riesce ad arrivare a maturazione anche a notevoli altitudini, oltre i 1000 metri. La pasta di questo fagiolo è farinosa e ha un sapore delicato; è preferibile cuocerlo lentamente e senza preventivo ammollo. È indicato soprattutto per la ribollita e la pasta e fagioli.