Comune di San Vito Chietino
Informazioni
Comune di San Vito Chietino
Largo Altobelli, 1
66038 San Vito Chietino
Tel. 0872.61911
Fax 0872.619150
Sito web: www.comune.sanvitochietino.ch.it
e-mail:
\n info@comune.sanvitochietino.ch.it
Storia
Il porto venne poi utilizzato dai Romani nel periodo dell'Impero come base per i collegamenti al di là dell'Adriatico ed ebbe anche notevole importanza strategica come rifugio per le loro navi mercantili. Nel XI secolo il lido conobbe un periodo di decadenza e fu abbandonato, lasciandolo riempire di pietre e detriti portati dal fiume.
La vita invece continuava sul borgo costruito sulla collina sovrastante il porto dove già in epoca paleocristiana venne edificata una chiesa in onore di San Vito Martire: nel medioevo venne costruito un castello, chiamato Castellalto, di cui però non si hanno notizie precedenti l'anno Mille.
Nel periodo aragonese del Regno di Napoli il porto era ancora utilizzato dai lancianesi per le loro fiere ed era un punto nevralgico del commercio marittimo della zona.
Successivamente però, con il lento decadere delle fiere lancianesi, anche il porto di San Vito iniziò una fase di declino che portò al suo disuso.
Eventi
Calendario eventi e feste 2010
14, 15 e 16 Giugno - San Vito Martire - capoluogo
Arte e Cultura
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"Il paese delle ginestre", come D'Annunzio amava definirlo, è un'affascinante cittadina della riviera frentana, ora importante stazione turistica di quella parte della costa abruzzese detta mediterranea.
Il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di vigneti e uliveti e proprio la pregiata produzione di oli ha procurato al Comune il titolo di Città dell'olio.
Nota per i suoi spettacolari belvedere, su una costa monumentale, caratterizzata dalla presenza dei suggestivi trabocchi, San Vito è rinomata per essere stata testimone della grande passione che D'Annunzio visse proprio in questi luoghi con Elvira Leoni.
Affacciandosi sullo strapiombo del promontorio delle ginestre, si può scoprire il trabocco descritto dal Vate "proteso sugli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti".
Poco prima della deviazione per il belvedere, proprio sulla statale 16, c'è l'Eremo Dannunziano: la casa colonica dove il Vate si rifugiò con la sua amante e dove ideò la tragedia "Il trionfo della Morte". Antico borgo fortificato, Sanctum Vitum, per molto tempo rimase legato al destino dell'Abbazia di San Giovanni in Venere. A causa della sua distruzione ad opera del conte di Manoppello, i monaci benedettini donarono il borgo alla città di Lanciano che, consapevole del dono che le era stato fatto, migliorò lo scalo marino e fece di San Vito il punto di forza dei suoi traffici commerciali.
Con la fase di declino del commercio legato alle fiere il porto di San Vito non fu più utilizzato e fu venduto come feudo. Nell'epoca risorgimentale il paese si è contraddistinto per la sua lotta contro l'egemonia dei Borboni.
Da vedere: la Chiesa di S.Vito, con facciata del XVI sec.; la chiesa di S.Maria del porto (XVI sec.); il Palazzo Baronale (XIV sec.); la chiesa di S.Rocco (XIV sec.) nella frazione di S.Apollinare ed infine l'Eremo dannunziano; presso la località Murata Bassa è possibile visitare gli interessanti resti archeologici di una Villa romana risalente al I sec. a.C.
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