Comune di San Vito Chietino

 

Basato prevalentemente sul turismo, il paese fa parte della Costa dei trabocchi, ed è Bandiera Blu d'Europa del 2008. Lo è già stata ininterrottamente da qualche anno. Le spiagge più premiate sono Molo Sud e Calata Turchino. Di notevole bellezza sono anche spiagge come Rocco Mancini, Valle Grotte (condivisa da Rocca San Giovanni e San Vito), e spiagge un po' scomode, ma non meno belle, sparse per tutto il litorale sanvitese.

Informazioni

 Comune di San Vito Chietino
Largo Altobelli, 1
66038 San Vito Chietino
Tel. 0872.61911
Fax 0872.619150
Sito web: www.comune.sanvitochietino.ch.it
e-mail:
\n
info@comune.sanvitochietino.ch.it

 

Storia

 

Per trovare le prime notizie sul borgo di San Vito Chietino dobbiamo tornare all'epoca dellaRepubblica Romana: infatti già a quel tempo esisteva un porto costruito in prossimità del fiume Feltrino risalente all'epoca frentana.
Il porto venne poi utilizzato dai Romani nel periodo dell'Impero come base per i collegamenti al di là dell'Adriatico ed ebbe anche notevole importanza strategica come rifugio per le loro navi mercantili. Nel XI secolo il lido conobbe un periodo di decadenza e fu abbandonato, lasciandolo riempire di pietre e detriti portati dal fiume.
La vita invece continuava sul borgo costruito sulla collina sovrastante il porto dove già in epoca paleocristiana venne edificata una chiesa in onore di San Vito Martire: nel medioevo venne costruito un castello, chiamato Castellalto, di cui però non si hanno notizie precedenti l'anno Mille.
Nel periodo aragonese del Regno di Napoli il porto era ancora utilizzato dai lancianesi per le loro fiere ed era un punto nevralgico del commercio marittimo della zona.
Successivamente però, con il lento decadere delle fiere lancianesi, anche il porto di San Vito iniziò una fase di declino che portò al suo disuso.
Nel periodo risorgimentale il paese si è contraddistinto, come tutta la zona abruzzese, per una forte lotta contro l'egemonia Borbonica ormai in crisi, mentre coi primi passi dell'unità d'Italia la zona fu oggetto di razzie da parte dei briganti. La costa di San Vito è stata inoltre bombardata nella Prima Guerra Mondiale, come ricorda una lapide posta sul Colle, il noto belvedere che si affaccia sul mare. A San Vito Chietino soggiornò a lungo il poeta Gabriele D'Annunzio in un casolare che attualmente viene chiamato eremo dannunziano.

Eventi

Calendario eventi e feste 2010

14, 15 e 16 Giugno  -  San Vito Martire - capoluogo

15 e 16 Agosto  - San Rocco - capoluogo 
24 e 25 Luglio - Madonna del Porto - Marina San Vito                                     
( festa che richiama molta gente dai   paesi limitrofi )     
L’ultimo sabato di luglio di ogni anno, all’alba, la Madonna del Porto viene prelevata dalla chiesa e collocata nella barca designata, per il viaggio in mare. La barca raggiunta l’alto mare, viene circondata dalle paranze di Ortona e Pescara, che si dispongono in cerchio, per ricevere la benedizione impartita dal parroco con voce nitida e solenne.      
Nel pomeriggio la barca con la Madonna e  le altre imbarcazioni  approdano al lido per imbarcare le autorità e i fedeli, che arrivano in processione sul molo. Alle 21.30,  le barche rientrano,  la Madonna in processione viene riportata in chiesa, ornata da gemme ed ori donati  dai  fedeli per grazie ricevute Il sabato e la domenica in Via Lungomare di Gualdo ci sono spettacoli musicali ed orchestrine che suonano, con canti e balli fino a tarda notte. La domenica sera a mezzanotte si svolgono  i tradizionali  fuochi pirotecnici sul  mare, che insieme alla venerazione per la Madonna, richiamano da ogni parte turisti e abitanti di tutta la zona della frentana.
1 Agosto - Sagra di “ Pasta e Fagioli" - Località Sant’ Apollinare
7 e 8  Agosto - Festa de “ Lu Cellepiene“ -  i dolci sapori della tradizione sanvitese (riconoscimento marchio di qualità Accademiadella Cucina Italiana) - Via Lungomare di Gualdo - Marina San Vito  (dolci,olio, vino , piccolo artigianato locale)                                
4 e 5 Dicembre  - “ Mercato del gusto “ e delle Tradizioni Natalizie “ un percorso nel centro storico tra articoli e Regali di Natale, arricchito dai sapori ed i profumi dei dolci tipici (spaghettate, zuppe legumi, pizze e foje, sagnette e ceci , braciole, sciosce, Vin brulè, salsicce, frittate con peperoni, pizze, caldarroste, vini locali, panettoni, dolci tipici, cioccolata, cjiellipjiene sanvitese). 

Arte e Cultura

Normal
0
14

false
false
false

MicrosoftInternetExplorer4

st1\:*{behavior:url(#ieooui) }

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Tabella normale";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:10.0pt;
font-family:"Times New Roman";
mso-ansi-language:#0400;
mso-fareast-language:#0400;
mso-bidi-language:#0400;}

"Il paese delle ginestre", come D'Annunzio amava definirlo, è un'affascinante cittadina della riviera frentana, ora importante stazione turistica di quella parte della costa abruzzese detta mediterranea.
Il suo territorio è caratterizzato dalla presenza di vigneti e uliveti e proprio la pregiata produzione di oli ha procurato al Comune il titolo di Città dell'olio.
Nota per i suoi spettacolari belvedere, su una costa monumentale, caratterizzata dalla presenza dei suggestivi trabocchi, San Vito è rinomata per essere stata testimone della grande passione che D'Annunzio visse proprio in questi luoghi con Elvira Leoni.
Affacciandosi sullo strapiombo del promontorio delle ginestre, si può scoprire il trabocco descritto dal Vate "proteso sugli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti".
Poco prima della deviazione per il belvedere, proprio sulla statale 16, c'è l'Eremo Dannunziano: la casa colonica dove il Vate si rifugiò con la sua amante e dove ideò la tragedia "Il trionfo della Morte". Antico borgo fortificato, Sanctum Vitum, per molto tempo rimase legato al destino dell'Abbazia di San Giovanni in Venere. A causa della sua distruzione ad opera del conte di Manoppello, i monaci benedettini donarono il borgo alla città di Lanciano che, consapevole del dono che le era stato fatto, migliorò lo scalo marino e fece di San Vito il punto di forza dei suoi traffici commerciali.
Con la fase di declino del commercio legato alle fiere il porto di San Vito non fu più utilizzato e fu venduto come feudo. Nell'epoca risorgimentale il paese si è contraddistinto per la sua lotta contro l'egemonia dei Borboni.

Da vedere: la Chiesa di S.Vito, con facciata del XVI sec.; la chiesa di S.Maria del porto (XVI sec.); il Palazzo Baronale (XIV sec.); la chiesa di S.Rocco (XIV sec.) nella frazione di S.Apollinare ed infine l'Eremo dannunziano; presso la località Murata Bassa è possibile visitare gli interessanti resti archeologici di una Villa romana risalente al I sec. a.C.

Prodotti Tipici

 

Alcuni dei prodotti tipici sono le seppie ripiene alla sanvitese; i tacconcini al sugo di pesce e "Lu rintrocele"(pasta fatta a mano e tagliata con uno speciale matterello). Il dolce tipico è il cjiellipjiene.