Comune di Seneghe

Il Comune di Seneghe si trova nel settore centro-occidentale della Sardegna, sulle pendici meridionali del Montiferru, che chiude a nord la pianura del Campidano e, insieme alla contigua catena del Marghine-Goceano, contribuisce a dividere in due parti l’Isola.

Informazioni

Comune di Seneghe
Piazza G.A.Deriu, 1
09070 Seneghe (OR)
tel. 0783 548012
fax 0783 51652 
comune.seneghe@tiscali.it

 

Storia

Tra i significati che si attribuiscono al toponimo Seneghe il più affascinante, ma non per questo più attendibile, è quello che lo collega a s’ena, la vena d’acqua che trabocca dalle sorgenti e dai pozzi disseminati nel territorio e nell’abitato. La presenza dell’acqua è il principale motivo che ha spinto millenni prima di oggi delle popolazioni a scegliere la propria sede sul pianoro che interrompe la discesa ripida verso la pianura del Campidano. Nel territorio di Seneghe le più antiche testimonianze archeologiche risalgono a circa 2000 anni prima di Cristo, all’inizio della civiltà nuragica, e ancora oggi segnano profondamente il paesaggio. Ci sono alcune tombe di giganti in diverse condizioni di conservazione e almeno un centinaio di nuraghi. Insieme al paesaggio agrario con alberi sparsi e macchia mediterranea, questi monumenti costituiscono uno degli elementi di interesse del territorio seneghese. A partire dall’arrivo dei fenici e dei punici sulla costa occidentale, la vicenda del territorio seneghese si lega a Cornus, raggiungibile con una strada segnata dai solchi profondi dei carri, e alla sua storia. Dove è posto oggi l’abitato di Seneghe e nelle campagne si hanno tracce sicure di presenza punica e romana. Mentre i sardi indigeni continuano ad abitare attorno ai nuraghi che vanno in rovina nelle campagne sorgono le ville romane. Il dominio delle popolazioni provenienti dall’Africa e dalla penisola italiana, pur avendo condizionato la vita degli abitanti dell’isola per secoli, non ha lasciato tracce significative nel territorio. Il nome di Seneghe compare per la prima volta in età storica nel XII° secolo con una citazione nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado. Seneghe è stato quasi sempre il centro più popoloso del distretto e lo divenne ancora di più durante e dopo l’arrivo degli eserciti catalano-aragonesi e la lunga guerra di conquista tra XIV° e XV° secolo.

Per approfondire, leggi la sezione storia sul sito del Comune di Seneghe.

Eventi

Dal 1994, l’eccellenza della produzione di olio è stata valorizzata dal Premio Nazionale Montiferru che si svolge a Seneghe. E’ il premio più importante d’Italia per l’olio extra vergine di Oliva, dopo l’Ercole Olivario di Spoleto.

I produttori di Seneghe hanno inoltre più volte vinto premi in altri concorsi nazionali, ultimo dei quali il primo posto per il fruttato medio dell’Oleificio Sociale nell’Ercole Olivario nel 2009.

Il comune è inoltre socio fondatore (unico in Sardegna) dell’associazione Città dell’Olio che, tra varie attività a livello locale promuove la manifestazione nazionale "Pane e olio nel frantoio" ribattezzata "Prentzas Apertas" a Seneghe.

Il terzo fine settimana di Novembre i tanti visitatori possono avere un ampia panoramica delle produzioni paesane passeggiando tra i vecchi frantoi e le vie del centro storico.

Arte e Cultura

 

Incastonato tra i monti e la pianura, sulla cima della collina, l’abitato di Seneghe è visibile da lontano per chi arriva dal Campidano. Il primo nucleo abitativo del paese di impronta tipicamente medioevale, si è molto probabilmente sviluppato attorno alla Chiesa Parrocchiale dedicata all’Immacolata Concezione la cui cupola alta 36 metri svetta in cima alla collina. La Parrocchiale consacrata nel 1893 su una chiesa anteriore, ha uno stile baroccheggiante e sontuoso, a croce latina, con un’ampia navata centrale, la volta a botte e ben otto cappelle laterali. L’interno è stato completamente affrescato dal pittore Giuseppe Scano. Di grande bellezza è il coro ligneo ubicato dietro l’altare e costruito da Raimondo Deriu. Antistante la Parrocchiale si sviluppa una della piazze più rappresentative di Seneghe che ospita la fontana, costruita nel 1866 dall’ingegnere seneghese Domenico Pili, l’edifico scolastico di epoca fascista e la casa comunale edificata negli anni ’40 e successivamente ristrutturata.
A poche centinaia di metri da qui si trova la Piazza dei Balli, cuore pulsante del paese, soprattutto nel periodo del carnevale, quando viene investita dalla vitalità incontenibile delle danze tipiche locali.
Una visita in centro storico non può non attraversare la via Pippia, antico corso di Seneghe, caratterizzato dall’affaccio di diversi edifici tipici. Da rilevare l’ampio uso della pietra di origine basaltica o tufacea, presente nei prospetti e negli architravi delle abitazioni. Risalenti al periodo della dominazione spagnola quindi del XVII e XVIII secolo, sono gli architravi e le cornici che presentano decorazioni realizzate con la tecnica del bassorilievo e motivi floreali e geometrici, di ispirazione religiosa, (come la fiamma realizzata al centro del decoro, che sta a simboleggiare l’anima che sale verso Dio) e pagana (come i simboli fallici maschili). Dei primi del ‘900 sono invece gli archi basaltici presenti in due tipologie, come arco composto da un pezzo unico oppure da più conci.
 A sud della via Pippia, si trova la chiesetta campestre dedicata a Sant’Antonio da Padova, la bella facciata in pietra presenta un campanile a vela, l’altare risale al XVII secolo. Dietro l’edificio religioso sono presenti i resti del novenario con dei bellissimi architravi decorati.
Un'altra graziosissima chiesetta campestre è ubicata invece all’ingresso del paese da Narbolia, sul Corso Umberto. Si tratta di Santa Maria della Rosa risalente al XIII secolo, che presenta una pianta a croce latina con una volta a crociera, l’edificio ospita il due luglio la festa più importante del paese dedicata appunto a Santa Maria ed è sede dell’Ardia, la tipica corsa dei cavalli dedicata alla Santa.
 Un edificio senza dubbio degno di nota per le dimensioni ma anche per la cura dei particolari e l’architettura è sicuramente la Casa Aragonese, in stile gotico-catalano, oggi sede della biblioteca comunale. Si tratta di un edificio risalente alla fine del ‘600 di proprietà del canonico Pietro Spano che divenne anche la residenza estiva degli arcivescovi della diocesi di Arborea.
Ma una visita al centro storico di Seneghe non può dirsi completa se non include anche i diversi pozzi e abbeveratoi che contraddistinguono il paese da sempre famoso per la grande ricchezza d’acqua. Da segnalare a proposito le funtane di Sa Rocca e Montighe Pardighe, il pozzo antistante la Casa Aragonese e il pozzo De su Zafferanu. 
 

 

Prodotti Tipici

Fondamentale, sia per l’economia sia per l’immagine del paese, è l’olivicoltura. Su una superficie attuale di 370 ettari situati sulle colline poste a 300-350 metri e a pochi chilometri dal mare hanno dimora circa 65000 alberi di olivo. Gli oliveti sono generalmente vecchi impianti (molti secolari) la cui proprietà è molto frazionata. La raccolta delle olive per la produzione di olio avviene perlopiù in maniera meccanica, la trasformazione è immediata a cura del locale Oleificio Sociale, una cooperativa attiva dal 1956 che conta oggi 360 soci, dotato di un impianto moderno e razionale .La commercializzazione dell’olio avviene sotto diversi marchi: "Senolio" per l’oleificio sociale, "Sartos" per l’Azienda Cosseddu , "Su Riu" per Francesco Antonio Zoccheddu, "Sa prenza" per Ettore Andria, "S’Ena" per Pietro Mastinu.

 
L’artigianato è basato su piccole realtà produttive : la falegnameria, la lavorazione delle pietre e dei lapidei in genere, la carpenteria e il ferro battuto, la produzione di ceramica artistica, di strumenti musicali sardi e oggetti artigianali, la confezione di costumi sardi.

 

 

AllegatoDimensione
carta_abitato_italiano_media.pdf189.26 KB
carta_territorio_italiano_media.pdf907.04 KB
Guida_italiano.pdf1.09 MB