Comune di Senigallia

 

Informazioni

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Comune di Senigallia - Ufficio Turismo
Piazzale Morandi 2 – 60019 Senigallia
Tel. +39.071.6629244
Fax +39.071.6629271
 
Urp
Responsabile:
Pierpaoli Umberto
Telefono:
Numero Verde 800.211.537 oppure +39.071.6629328
Mail:
 
I.A.T. - UFFICIO INFORMAZIONI ACCOGLIENZA TURISTICA  
Palazzo del Turismo, Piazzale Morandi 2 - Tel. 071 7922725 e-mail: iat.senigallia@regione.marche.it

Come si arriva
 
 AUTO: Senigallia, al centro della costa adriatica, è collegata ai maggiori centri italiani ed europei dall’autostrada A14.
 
 TRENO:Senigallia è servita dalle linee ferroviarie Milano-Lecce e Ancona-Roma.
 
 AEREO: L’Aeroporto "R. Sanzio" di Falconara Marittima, collegato giornalmente con Roma, Milano, Londra, Monaco di Baviera, Parigi, dista 15 km da Senigallia.
 
 NAVE: A 25 km da Senigallia, il porto di Ancona collegato giornalmente con Grecia e Croazia.
 




Storia

Cenni storici
 
Fondata dai Galli Senoni (Sena Gallica, IV secolo a.C.), Senigallia fu la prima colonia romana sull’Adriatico. Distrutta e ricostruita più volte, nel 1474 papa Sisto IV assegna Senigallia al nipote Giovanni Della Rovere. Capitano di ventura e insieme uomo del Rinascimento, egli dà inizio alla lunga e felice signoria dei Della Rovere che segnerà lo sviluppo della città fino al 1631 quando Senigallia, ormai diventata il più importante porto commerciale del Ducato di Urbino, tornerà alla Chiesa.
Del periodo dei Della Rovere ancora oggi i visitatori possono ammirare la poderosa Rocca Roveresca, bellissimo esempio di architettura militare del Rinascimento. Di fronte alla Rocca si erge Palazzo del Duca, già residenza dei Duchi di Urbino, e – sulla sua destra – il Palazzetto Baviera e la Fontana del Duca.
Lo sviluppo urbano della città è stato segnato anche dalla famosa fiera di Senigallia che, sfruttando l’esenzione fiscale concessa dalla Chiesa (Fiera franca) portava nel suo porto-canale oltre 500 imbarcazioni provenienti soprattutto da Venezia e dal vicino Oriente, ma anche da Francia ed Inghilterra. Nel settecento la fiera è al suo massimo splendore. A riprova della sua fama Carlo Goldoni intitola una sua commedia “La fiera di Senigallia”. E’ proprio nella seconda metà del ‘700 che vengono realizzati, a servizio della Fiera, i Portici Ercolani. Spettacolare ancora oggi la vista delle 126 arcate in pietra d’Istria che costeggiano il porto-canale fino al ponte Garibaldi.
E’ della prima metà dell’ 800, invece, il Foro Annonario. Progettato da Pietro Ghinelli, il Foro Annonario è una imponente costruzione in stile neoclassico realizzata per soddisfare i bisogni commerciali della città: sotto i suoi due porticati negozi e botteghe, al centro la pescheria, in piazza il giornaliero mercato di frutta e verdura. Il complesso è stato recentemente ristrutturato e, nella parte superiore, è stata trasferita la ricca biblioteca comunale ed è stata realizzata una modernissima mediateca.
Seguendo cronologicamente lo sviluppo della città sulla base dei suoi monumenti più importanti, ecco il ‘900. Il monumento simbolo della Senigallia turistica, la Rotonda a Mare, è stato infatti costruito nel 1933. Con le sue splendide terrazze sul mare, la Rotonda è il ricordo-simbolo delle vacanze sulla “spiaggia di velluto” per milioni di turisti. Riaperta al pubblico nel 2006 dopo una profonda ristrutturazione, oggi la Rotonda a Mare ospita ogni estate importanti appuntamenti con l’arte, la musica e l’enogastronomia di qualità.
 

Eventi

 

Arte e Cultura

 

Prodotti Tipici

TIPICITA’ ENOGASTRONOMICHE
 
Senigallia, città di mare, trova le sue radici gastronomiche nel pescato quotidiano dell’Adriatico: alici, sardine, sgombri, suri, triglie, moscardini, seppie, sogliole, pannocchie, cefali, vongole, cozze. La grigliata e il fritto misto dell’Adriatico sono i due piatti di tradizione marinara sempre presenti sulla tavola senigalliese. La grigliata deve essere rigorosamente “sa la mollica”, ovverosia con pane grattugiato insaporito con aglio e prezzemolo fresco. Nel fritto misto non possono mai mancare le zanchette, i guattoli, la parazzola. Suntuoso e ormai abbastanza raro da trovare il brodetto senigalliese. La vera ricetta dei “portolotti” prevede l’utilizzo di 13 diversi tipi di pesce, lentamente cucinati con soffritto di cipolla, pomodoro (meglio il concentrato di pomodoro), aceto. Il brodetto è ormai presente in pochi ristoranti e, comunque, sempre su prenotazione.
Sia la grigliata che il fritto misto dell’Adriatico non possono che non essere accompagnati dai “bianchi” delle colline prospicienti Senigallia: il Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Bianchello del Metauro.
Saporita e naturale la “cucina di terra”. Tra i piatti della tradizione contadina, in estate è una vera sorpresa scoprire l’oca arrosto e, per il pranzo di Natale, la salsiccia matta, ormai prodotta su ordinazione solamente da alcune macellerie del centro storico. A Senigallia è possibile apprezzare anche una gustosissima porchetta lentamente cotta al forno a legna e insaporita con finocchio selvatico.
Per la porchetta si raccomanda un buon bicchiere di Lacrima di Morro d’Alba, il rosso delle nostre colline, mentre per gli arrosti di carne il vino consigliato è il Rosso Conero, un prezioso Montepulciano impregnato con la salsedine dell’Adriatico.
E’ tipica della tradizione senigalliese la pizza con il formaggio che, in passato, veniva preparata per le festività pasquali. E’ il trionfo del formaggio pecorino: grattugiato quello secco, a pezzetti quello fresco.
Il dolce della tradizione, a tavola, è il ciambellone. A Natale è abitudine accompagnare questo dolce con il vino di visciole, una bevanda dolce preparata con visciole macerate in zucchero e vino rosso (generalmente Sangiovese). Durante il periodo della vendemmia tutti i forni della città preparano le ciambelle con il mosto, profumate all’anice.
Senigallia ha anche una lunga tradizione olearia. Le colline prospicienti il mare sono infatti particolarmente vocate per la coltivazione dell’ulivo, da cui si ricava un apprezzatissimo olio monovarietale Raggia proposto da diversi piccoli produttori locali.
Negli ultimi anni si è dato avvio ad un importante progetto di valorizzazione del salame di Frattula, un prodotto di filiera con un rigido disciplinare che prevede esclusivamente l’utilizzo di suini allevati all’aperto su una ristretta area a nord della provincia di Ancona, comprendente anche una porzione del comune di Senigallia (Scapezzano e Roncitelli).
Da oltre venti anni opera a Senigallia la cooperativa “La Terra e Cielo”, una delle più importanti realtà nazionali nel settore dell’agricoltura biologica. Sono famose anche all’estero le premiatissime paste realizzate con il grano duro a coltivazione biologica delle colline senigalliesi.
 
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