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Rubriche / Città dell’Olio: vicini alle famiglie delle vittime e a tutti i cittadini di Andria e Corato

Città dell’Olio: vicini alle famiglie delle vittime e a tutti i cittadini di Andria e Corato

News

  • 13/07/2016
Rubrica

L’Associazione nazionale Città dell’Olio esprime cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime del tragico incidente ferroviario avvenuto sulla rete ferroviaria Bari-Nord: il terribile scontro frontale tra due convogli della Ferrotramviaria. La dirigenza e lo staff dell’Associazione in questo momento di grande dolore, si stringono intorno a tutti cittadini delle Città dell’Olio di Andria e Corato. 

L’incidente. Avvenuto poco dopo le 11, al chilometro 51 della linea gestita dalla società privata Ferrotramviaria. Uno dei due convogli era partito da Corato diretto ad Andria e l’altro, viceversa, proveniva da Andria e andava in direzione Corato. A bordo solitamente ci sono, oltre a pendolari e studenti, anche molti passeggeri che devono raggiungere l’aeroporto di Bari Palese. L’impatto tra i treni, che viaggiavano ad una velocità di 100-110 km all’ora, è violentissimo. I vagoni vengono letteralmente sbriciolati, pezzi di lamiere volano per decine di metri tra gli ulivi della campagna pugliese, ai lati dei binari. Uno dei treni ha soltanto due vagoni rimasti pressoché intatti; l’altro solo l’ultimo, quello di coda. Continuano le ricerche di corpi incastrati tra le lamiere. Al momento il bilancio resta di 27 morti accertati e 15 feriti ancora ricoverati negli ospedali pugliesi, di cui quattro in gravi condizioni. Al Policlinico di Bari, dove è in corso il riconoscimento delle salme, si è avuto qualche momento di tensione tra parenti e personale dell’istituto di medicina legale. Mentre anche oggi c’è la coda per donare il sangue in tutti gli ospedali della Puglia.

LE INDAGINI – Un pool di magistrati coordinerà le indagini e potrebbero essere presto iscritti i primi indagati. La procura di Trani indaga per omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. L’ipotesi è quella di un errore umano, ma non si escludono tutte le altre ipotesi, compresa quella del guasto. Intanto emerge un particolare: erano due i treni delle Ferrovie del Nord Barese provenienti da Corato e diretti verso nord e uno di questi due convogli viaggiava con qualche minuto di ritardo: questa circostanza potrebbe aver indotto il capostazione di Andria a dare il via libera al treno fermo in stazione. Il convoglio, circa dieci minuti dopo la partenza da Andria, si è scontrato con il treno proveniente da Corato. Ulteriori dettagli emergeranno dall’esame delle scatole nere. Sono stati inoltre acquisiti i registri delle stazioni di Andria e Corato, i filmati delle telecamere lungo la linea e le comunicazioni telefoniche, trascritte nei fonogramma, tra i capistazione dei due scali.  L’indagine dovrà accertare non solo chi ha sbagliato, ma se chi ha sbagliato è caduto in errore da solo o se è stato indotto in errore da altri. Dovrà poi verificare l’adeguatezza del sistema di controllo rispetto alle norme in vigore, e i tempi del raddoppio della tratta e di ammodernamento del sistema di controllo del traffico.

Sotto accusa viene messa la linea unica. E c’è chi punta il dito contro la mancanza di sistemi automatici di supervisione della linea ferroviaria: in quella tratta, infatti, viene ancora usato il cosiddetto ‘blocco telefonico’, cioè la comunicazione telefonica del via libera sul binario unico. I due convogli erano ultramoderni, uno del 2005 e l’altro del 2009, dotati di sistemi frenanti efficienti.

Fonte: Repubblica

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