L’attuale abitato di Crispiano si sviluppò tra la metà e la fine del Settecento, quando l’area del Vallone iniziò ad accogliere un numero sempre crescente di abitanti. A servizio della comunità, nel 1826 venne edificata la Parrocchia di Santa Maria della Neve, ancora oggi punto di riferimento del paese. Le origini del territorio, tuttavia, affondano in epoche molto più antiche. Le indagini archeologiche condotte nel 2017 nel Parco del Vallone hanno infatti riportato alla luce tracce di insediamenti preistorici, tra cui buche per pali di capanne risalenti tra il IX e il VI secolo a.C. Sono state inoltre individuate diverse sepolture databili tra il VI e il IV secolo a.C., accompagnate da reperti di grande valore storico e artistico, come gli orecchini a disco con pendenti a testa femminile oggi custoditi presso il MArTA – Museo Archeologico Nazionale di Taranto. Immersa tra dolci colline mediterranee e vaste pianure dominate da maestosi ulivi secolari, Crispiano è conosciuta come la “Città delle Cento Masserie”. Un patrimonio architettonico e rurale unico, composto da antiche dimore contadine, imponenti masserie fortificate, palazzi signorili, chiese affrescate, torri di avvistamento e caratteristici trulli, testimonianza autentica della storia agricola e culturale del territorio. La tradizione olearia rappresenta uno degli elementi più identitari di Crispiano e si intreccia profondamente con il paesaggio della “Terra delle 100 Masserie”. La coltivazione dell’olivo, praticata da secoli, si basa ancora oggi su metodi legati alla spremitura a freddo e sulla valorizzazione della cultivar autoctona Olearola. Nelle campagne crispianesi sopravvivono ulivi monumentali di straordinario valore storico, alcuni dei quali documentati già nel XVIII secolo, come quelli appartenenti alla storica Masseria Lupoli, attestati fin dal 1733.
Per maggiori info è possibile consultare i seguenti link:
Sito Crispiano Turismo – https://www.crispianoturismo.it/
Sito 100 Masserie – https://www.100masserie.it/

Il Pan Dei Briganti è il dolce tipico delle feste della tradizione di Crispiano. Non si tratta di un pane salato, ma di un ricco dolce lievitato (simile a un panettone) farcito con uvetta reidratata nel Primitivo, crema di mandorle, fichi, olio extravergine e con farina macinata a pietra.
Farina locale, uvetta, mandorle, fichi secchi, olio extravergine, aromi agrumati e vino Primitivo (Pizzichicchio) e Prevede una lavorazione a lievitazione naturale molto lunga (fino a 48-52 ore) per garantire la massima morbidezza.
La ricetta trae origine dalla tradizione contadina e brigantesca del territorio. Secondo la leggenda locale, il dolce fu inventato da una donna di nome Marietta e offerto al brigante Pizzichicchio, diventando poi il simbolo culinario della città, perfetto da gustare a Natale, a Pasqua o in qualsiasi momento di festa.