Dolcedo ha potuto conservare le pregevoli testimonianze del suo passato e valorizzare tradizioni e culture antiche, la sua felice posizione geografica consente di godere della tranquillità della campagna, ma anche del benefico influsso che il mare esercita sul clima.Dolcedo fu nel XVII secolo un centro agricolo e produttivo molto importante, raggiungendo i 4000 abitanti. Il paese ha conservato intatte molte vestigia del passato e nel centro si trovano segnali, piccoli e grandi, della sua antica grandezza: i raffinati e pratici loggiati dei palazzi e le case a schiera della Palazzata che si affacciano sul torrente Prino. Dolcedo dialoga con l’acqua: cinque ponti per unire le diverse frazioni e soprattutto il Ponte Grande, con la sua unica e magnifica arcata a sesto acuto. Tangibile segno della ricchezza del Seicento è indubbiamente la chiesa barocca di San Tommaso, la più grande dell’intera valle, progettata dal Marvaldi e a cui il restauro ottocentesco ha donato pareti di un blu intenso su cui spiccano notevoli stucchi d’oro. Sobria e semplice, ma ugualmente notevole per posizione e linearità è, infine, la Cappella dedicata a Santa Brigida, protettrice dei valichi, costruita nel XV secolo per offrire rifugio ai viandanti.

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