Nel 2026, a ottant’anni dalla nascita della Repubblica Italiana, le Città dell’Olio scelgono di dedicare il proprio programma annuale al tema “Olivo e Repubblica: Comunità dell’Olio, Comunità di Valori”, un percorso culturale e civile che mette al centro il legame profondo tra olivicoltura, territorio, partecipazione e identità nazionale.
Celebrare questa ricorrenza significa riconoscere nell’olivo e nell’olio extravergine non soltanto un patrimonio agricolo ed economico, ma un simbolo concreto di democrazia, coesione sociale e responsabilità collettiva. Da secoli, infatti, i paesaggi olivicoli custodiscono tradizioni, saperi, lavoro e comunità, contribuendo a costruire un modello di sviluppo fondato sul rispetto della terra e delle persone.
Le Città dell’Olio si riconoscono così come autentiche Comunità di Valori: luoghi in cui l’olivicoltura rappresenta un presidio di identità, cultura e partecipazione civica, capace di generare futuro attraverso la tutela del paesaggio, la valorizzazione delle produzioni locali e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
Il tema 2026 richiama direttamente i principi fondativi della Costituzione Italiana. Nell’olio extravergine si riflettono infatti valori essenziali della Repubblica: la dignità e l’uguaglianza delle persone, il valore del lavoro, la tutela della salute, la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente, la promozione di uno sviluppo economico sostenibile e responsabile.
In particolare, l’articolo 9 della Costituzione rappresenta il cuore ispiratore del programma: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.”
Custodire gli olivi significa dunque custodire un bene comune, proteggere la biodiversità, preservare la memoria dei territori e costruire nuove prospettive di sostenibilità e coesione sociale.
L’Italia, con oltre 600 cultivar censite, possiede il patrimonio olivicolo più ricco al mondo. Difendere questa straordinaria biodiversità significa valorizzare le identità locali, rafforzare la qualità e l’unicità degli oli EVO italiani, aumentare la resilienza ambientale e promuovere nuove opportunità di sviluppo per le comunità rurali. In questo scenario, le Città dell’Olio intendono rafforzare il proprio ruolo di presìdi territoriali della biodiversità, favorendo la collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico, imprese e cittadini.
In un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali, climatiche ed economiche, l’olivo continua a rappresentare un simbolo universale di pace, equilibrio, resilienza e speranza. L’olio extravergine diventa così espressione tangibile di un patrimonio culturale, agricolo ed educativo che le comunità custodiscono e innovano ogni giorno.
Attraverso il Programma 2026, ogni Comune ed Ente socio è chiamato a tradurre questi valori in azioni concrete di responsabilità civica e partecipazione, promuovendo iniziative capaci di coinvolgere scuole, frantoi, imprese, associazioni e cittadini.
Le Linee Programmatiche 2026, articolate nei cinque pilastri strategici dell’Associazione, mirano a rafforzare il protagonismo dei territori nella filiera olivicola, contrastare l’abbandono degli oliveti, innovare la comunicazione, formare nuove professionalità e costruire una progettualità condivisa e diffusa.
Essere Città dell’Olio oggi significa custodire e rigenerare valori. Farli vivere nei paesaggi, nelle scuole, nei frantoi, nei mercati e nelle comunità. Significa trasformare l’eredità dell’olivo in una visione contemporanea di cittadinanza, sostenibilità e futuro.