L’olivicoltura ha un ruolo fondamentale nell’economia di Bitetto. Ne ha caratterizzato la storia, i costumi e il paesaggio. Già nota per le sue ottime olive dolci da tavola, Bitetto è una prospera cittadina della Terra di Bari che ha la sua maggiore rendita economica proprio nella storica produzione dell’olio extravergine d’oliva. Diversi sono, difatti, i documenti d’età medievale che citano proprietà rurali con un numero considerevole di piante di olivo e la presenza cospicua di frantoi, detti trappeti, presenti in gran numero dentro e fuori le mura del suggestivo Centro antico, un tempo città vescovile. Da queste fonti, si è a conoscenza della particolare importanza che, in tempi addietro, ricopriva soprattutto una contrada denominata “Bavotta”, compresa nel vasto territorio a nord-ovest di Bitetto, ad limine con la campagna settentrionale di Bitonto e rasentata dalla Camminata tra gli Olivi. Proprio in questa zona, in passato, si concentrava buona parte della proprietà ecclesiastica (ancora oggi, esiste il toponimo “dell’Abbazia”), estesa per lo più agli Ordini monastico-cavallereschi, stabilitisi nelle maggiori città o nei maggiori centri produttivi della Puglia, in relazione alle spedizioni crociate. Le vie percorse dai Crociati erano naturalmente anche le vie dei pellegrini, veicoli anch’essi di dinamicità nell’economia medievale e non solo. Oggi, di questi cavalieri e pellegrini viandanti restano interessanti epigrafi e … suggestive leggende.

 

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