Iniziative

OLEOTURISMO: LA RACCOLTA TURISTICA DELLE OLIVE È REGOLAMENTATA SU TERRITORIO NAZIONALE

Siglato il Protocollo d’intesa fra Città dell’Olio e Ispettorato Nazionale del Lavoro

Un altro fondamentale passo avanti per far crescere l’oleoturismo in Italia: un Protocollo d’intesa tra Ispettorato Nazionale del Lavoro e Associazione nazionale Città dell’Olio che regolamenta la raccolta turistica delle olive su tutto il territorio nazionale, sulla scia di quello già sottoscritto per la vendemia turistica. Obiettivo dell’accordo – firmato da Stefano Marconi, Direttore della DIL Centro dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e da Michele Sonnessa presidente di Città dell’Olio, nell’ambito del convegno dal titolo “Oleoturismo in Puglia: nuove opportunità e prospettive di valorizzazione” che si è tenuto il 21 luglio 2025 a Bari su iniziativa del Coordinamento regionale del Città dell’Olio della Puglia, ospitato dalla CCIAA di Bari – è stabilire linee guida perché lo svolgimento della raccolta turistica delle olive avvenga seguendo regole precise e in sicurezza. “In Italia, sono circa un milione le imprese olivicole, per un valore della produzione che sfiora i due miliardi di euro. Le oltre 550 cultivar presenti in Italia, che rappresentano oltre il 40% della biodiversità a livello globale, sono un patrimonio di inestimabile valore che possiamo valorizzare anche attraverso esperienze di turismo dell’olio come la raccolta – spiega il presidente dell’Associazione nazionale Città dell’Olio Michele Sonnessa – Con la regolamentazione della raccolta turistica delle olive abbiamo aggiunto un’altra importante tappa al percorso verso una sempre maggiore qualificazione dell’offerta oleoturistica. È una nostra precisa responsabilità supportare i frantoiani e gli olivicoltori delle nostre oltre 520 Città dell’Olio nelle loro attività quotidiane e tutelare i turisti che desiderano fare un’esperienza unica, immersi negli oliveti, senza correre rischi per la propria sicurezza. Speriamo anche che questa opportunità permetta a tanti di loro di fermarsi nei territori di produzione dell’olio EVO per scoprirne le nostre bellezze culturali, artistiche e paesaggistiche, visitare frantoi e musei dell’olio, partecipare a corsi di assaggio e degustazioni”. Il Protocollo “Linee Guida per la raccolta turistica delle olive”, prima di tutto, chiarisce cosa si intende per “raccolta turistica delle olive” e cioè un’esperienza partecipativa offerta a turisti che prevede il coinvolgimento diretto ma limitato nelle operazioni di raccolta delle olive. Ha carattere divulgativo, educativo e ricreativo, volto a far conoscere le tecniche tradizionali e moderne di raccolta, le caratteristiche agronomiche degli oliveti e il valore culturale e produttivo dell’olio extravergine d’oliva. Nel documento, inoltre, si precisa che “tale attività non ha finalità produttive né può considerarsi prestazione di lavoro né può ripetersi per più di due volte nella stessa azienda nell’arco di una settimana” e che “si svolge su base volontaria”. Quindi non è retribuita, è di breve durata, per il tempo strettamente necessario ad apprezzare l’attività e comunque non superiore a due ore nell’arco della giornata.  Le linee guida fissano alcuni principi in tema della sicurezza. “La tutela della salute dei partecipanti costituisce condizione imprescindibile – si legge nel documento – l’azienda organizzatrice è tenuta a fornire i dispositivi di protezione individuale necessari, a delimitare fisicamente le aree pericolose. Il referente aziendale deve garantire la vigilanza costante sull’attività e ai turisti impegnati nella raccolta deve essere interdetto sia l’utilizzo di qualsiasi macchina agricola sia lo svolgimento delle operazioni di carico e scarico dei sacchi/cassette di olive”. Possono organizzare la raccolta turistica delle olive esclusivamente le aziende agricole e i frantoi che svolgono attività oleoturistica ai sensi della normativa vigente e che risultano regolarmente registrate presso gli organismi competenti. I luoghi in cui si svolge l’attività devono essere conformi alle norme in materia di sicurezza, igiene e accessibilità, e devono essere espressamente individuati e riconoscibili con apposita segnaletica, comunque delimitati all’interno della proprietà aziendale, separati dalle aree adibite alla raccolta professionale. Infine, la raccolta turistica delle olive deve svolgersi sotto la supervisione continua di referenti aziendali/tutor qualificati che dovranno vigilare sul rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza e garantire il perseguimento delle finalità culturali e ricreative dell’attività.

Scarica qui il Protocollo Linee Guida per la raccolta turistica delle olive

 

LEGGE SUL CONTRASTO ALL’ABBANDONO DELL’OLIVICOLTURA TRADIZIONALE E STORICA

L’Associazione nazionale Città dell’Olio è in prima linea in un’importante battaglia politica che riguarda un fenomeno dilagante che rappresenta una vera e propria emergenza che riguarda tutto il territorio nazionale: l’abbandono dell’olivicoltura tradizionale e storica con particolare riferimento a quell’attività agricola portata avanti da MPMI o privati cittadini nelle aree interne, marginali, di collina, montagna e non solo. In particolare, l’Associazione si farà promotrice di una proposta di legge nazionale per il contrasto dell’abbandono di questo tipo di olivicoltura, coinvolgendo nell’elaborazione della proposta di legge le migliori professionalità provenienti da ambiti disciplinari diversi così come i principali portatori di interesse che, all’interno di un Tavolo Tecnico (TT). metteranno a disposizione del progetto il loro expertise in campo agricolo, economico, sociale, ambientale, giuridico, legislativo, culturale, turistico, antropologico e non solo. Inoltre saranno coinvolti direttamente anche gli olivicoltori che sono i principali artefici del mantenimento degli uliveti di tipo tradizionale e storico. In una seconda fase, all’istituzione del Tavolo Tecnico farà seguito la costituzione di un Comitato Tecnico-Scientifico (CTS) che opererà trasversalmente su questa e altre iniziative collegate al tema dell’abbandono dell’olivicoltura tradizionale e storica tra cui la creazione di un organo dedito al monitoraggio periodico per la raccolta di dati puntuali a livello regionale e nazionale così come l’organizzazione di eventi di informazione e sensibilizzazione in collaborazione con le istituzioni a vario livello. Infine, in occasione della celebrazione dei 30 anni dalla nascita dell’Associazione nazionale Città dell’Olio e nell’ambito delle più ampie attività celebrative, è previsto lo svolgimento di un convegno pubblico di approfondimento sul tema dell’abbandono e di presentazione del lavoro svolto da parte del Tavolo Tecnico.

PAESAGGIO OLIVICOLO

Conoscenza e tutela della risorsa paesaggio, conservazione e mantenimento delle colture olivicole, valorizzazione dell’agricoltura sostenibile in un’ottica turistica, sono obiettivi strategici che l’Associazione persegue attraverso la grande campagna nazionale per l’iscrizione dei paesaggi olivicoli italiani, che ne hanno le caratteristiche, nel Registro dei Paesaggi Rurali Storici del Mipaaf con l’obiettivo di presentare, dove possibile, candidature di Paesaggi Olivicoli come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’Unesco. La lotta all’abbandono olivicolo è uno dei temi centrali del nostro impegno. Lavoriamo affinché le aree rurali delle nostre Città dell’Olio rinascano dopo anni di abbandono colturale e urbano e ci impegnano affinché l’agricoltura sia considerata una risorsa fondamentale alla nostra esistenza. Per questo promuoviamo azioni concrete come l’olivicoltura sociale, in grado di coinvolga l’aspetto produttivo, commerciale ma anche nutrizionale e di benessere e vita delle nostre comunità. Ma cosa sono i “Paesaggi rurali storici? Rispetto ai paesaggi e alle bellezze naturali, come definite dalla Legge 1497 del 1939, i paesaggi rurali storici fanno rifermento alla grande famiglia dei paesaggi culturali che il geografo americano Carl Sauer nel 1923 così definisce: “Il paesaggio culturale è creato attraverso la trasformazione di un paesaggio naturale operato da un gruppo culturale. La cultura è lo strumento, l’ambiente naturale è il mezzo, il paesaggio culturale, è il risultato”. A questa definizione, ma più propriamente per la storia del paesaggio agrario italiano, si affianca quella di Emilio Sereni del 1961: “..quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale..” Più in generale, nel documento tematico sul paesaggio redatto per il PSN 2007-13, il paesaggio rurale, comprensivo degli aspetti agricoli, forestali, pastorali ed insediativi, è definito come il risultato dell’integrazione fra processi economici, sociali ed ambientali nello spazio e nel tempo. Rispetto ad altre istituzioni internazionali rivolte alla tutela del paesaggio quali l’UNESCO WHL, ed anche i GIAHS della FAO, il registro nazionale del paesaggio rurale storico si caratterizza per mettere al centro i paesaggi creati dalle attività agricole, forestali e pastorali nel corso della storia. Questo li differenzia rispetto ai valori più genericamente definibili come culturali (vedi UNESCO categoria “Cultural Landscapes”) o naturalistici (vedi sempre UNESCO WHL, categoria “Natural Properties”) e le aree protette nazionali, incluse quelle della rete europea NATURA 2000. Si tratta quindi di paesaggi che “sono presenti in un determinato territorio da lungo tempo, anche molti secoli, e che risultano stabilizzati, o evolvono molto lentamente. Essi sono generalmente legati all’impiego di pratiche e tecniche caratterizzate da un ridotto impiego di energie sussidiarie esterne, sia in termini di meccanizzazione, irrigazione, che di concimazioni chimiche e di agrofarmaci, con la presenza di ordinamenti colturali caratterizzati da lunga persistenza storica e forti legami con i sistemi sociali ed economici locali che li hanno prodotti. La loro presenza, o lenta evoluzione, mostra una significativa armonia integrativa tra aspetti produttivi, ambientali e culturali di una data area o regione”. Tale concetto può estendersi anche ai paesaggi forestali, i quali nel nostro paese sono anch’essi legati alle dinamiche storiche e quindi sono il prodotto di pratiche tradizionali e forme di gestione che hanno modificato le condizioni di densità, struttura e composizione specifica tipiche delle formazioni naturali. In conseguenza di quanto sopra, i criteri di selezione dei paesaggi storici tengono presente le caratteristiche di storicità del paesaggio associati alla permanenza di pratiche tradizionali che li determinano, impiegando i concetti di “significatività” , “integrità” e “vulnerabilità” per valutare le loro caratteristiche in merito all’inclusione nel registro. Trattandosi di paesaggi strettamente legati alle attività agricole, forestali e pastorali, per loro natura caratterizzate da una continua evoluzione, l’inclusione nel Registro prevede non solo l’accertamento delle caratteristiche sopra indicate, ma anche indicazioni relative agli indirizzi gestionali per la loro conservazione ed una valutazione del loro stato di integrità.

 

CITTÀ DELL’OLIO MASTER CAMP

L’Associazione nazionale Città dell’Olio ha inserito tra le proprie attività̀ lo svolgimento di un programma di formazione rivolto agli amministratori e ai dipendenti degli Enti Soci Città dell’Olio denominato “CITTÀ DELL’OLIO MASTER CAMP” che prevede alcuni momenti formativi utili alla vita amministrativa della compagine sociale. Città dell’Olio Master Camp è il primo Corso di perfezionamento rivolto agli amministratori delle Città dell’Olio. Un percorso promosso da Città dell’Olio in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma – Unitelma Sapienza e Fondazione EvooSchool. Obiettivo del Corso è permettere l’acquisizione di conoscenze e competenze per la valorizzazione e la gestione dei sistemi locali.

 

Il Corso è strutturato in 3 moduli.

CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN VALORIZZAZIONE E GESTIONE DEI SISTEMI LOCALI a cura di Unitelma Sapienza                                                               COSTO SPECIALE: 260€ riservato alle Città dell’OLio.                                                                     

CORSO PER ASSAGGIATORI DI OLI DI OLIVA VERGINI CON ATTESTATO DI IDONEITÀ FISIOLOGICA a cura di Fondazione EvooSchool.                       COSTO SPECIALE DI 600€ riservato alle Città dell’Olio

CORSO ESSERE CITTÀ DELL’OLIO a cura dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.                                                                                                                                     GRATUITO

La Segreteria nazionale nella persona della D.ssa Romina Scollato rimane a disposizione per ogni necessità (tel. 0577/329109 -2)

Scarica il programma completo

Scarica la scheda di adesione del CORSO DI PERFEZIONAMENTO IN VALORIZZAZIONE E GESTIONE DEI SISTEMI LOCALI a cura di Unitelma Sapienza.  

Scarica la scheda di adesione del CORSO PER ASSAGGIATORI DI OLI DI OLIVA VERGINI CON ATTESTATO DI IDONEITÀ FISIOLOGICA a cura di Fondazione EvooSchool.

Scarica la scheda di adesione del CORSO ESSERE CITTÀ DELL’OLIO a cura dell’Associazione nazionale Città dell’Olio.

Invia la scheda a info@cittadellolio.it o chiamo lo 0577 329109

CARTA DEGLI OLI

I ristoratori insieme ai consumatori sono i veri ambasciatori dell’olio extravergine di qualità nel mondo. Il cibo ha il potere di esaltare l’olio EVO e rendere unica l’esperienza sensoriale che facciamo di questo eccellente prodotto. Ingrediente principe della Dieta Mediterranea, riconosciuta Patrimonio Immateriale Umanità Unesco nel 2020, l’olio EVO ha tutte le potenzialità per diventare attraverso la ristorazione di qualità, una grande occasione di rilancio dei territori. Sensibilizzare i ristoratori all’uso degli oli tipici e di qualità locali, all’adozione della Carta degli Oli e alla creazione di ricette uniche in grado di esaltarne le proprietà nutraceutiche e salutistiche, è una delle finalità dell’Associazione.

 

DOMENICA DELLE PALME

Dal 2016 l’Associazione ha iniziato una collaborazione con la Diocesi di Ventimiglia-Sanremo che si è sviluppato nel 2017 dalla sottoscrizione di un Protocollo di Intesa, per la fornitura dei ramoscelli di olivo per la Domenica delle Palme in Vaticano in occasione della Santa Messa. Infatti, la Diocesi di Ventimiglia-Sanremo è depositaria esclusiva per la fornitura e provvista dei “parmurelli” per la Settimana Santa presso il Vaticano e dei ramoscelli di ulivo da distribuire ai fedeli che assistono in Piazza San Pietro alla Santa Messa della Domenica delle Palme presieduta dal Santo Padre. Una tradizione che era stata dimenticata e ripresa con Giovanni Paolo II fino al 2005, quando venne eletto Papa Ratzinger, per poi andare avanti anche con Papa Francesco. Ogni anno le Città dell’Olio donano 100mila ramoscelli di olivo. L’omaggio delle Città dell’Olio porta con sé un messaggio speranza e di pace per le popolazioni vittime di tutte le guerre del mondo.

 

 

OIL BEST ERCOLE OLIVARIO

Il Premio Oil Best Città dell’Olio, istituito nel 2019, nell’ambito del Protocollo di Intesa con Unioncamere nazionale e la collaborazione con Unioncamere Umbria, è stato pensato per dare risalto alle tante eccellenze produttive esistenti nel nostro Paese, ed in particolare nelle nostre Città dell’Olio, attraverso un riconoscimento a quelle aziende che hanno visto premiata la loro qualità produttiva partecipando al più importante Concorso nazionale sugli oli evo italiani: l’Ercole Olivario.

 

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