Nel cuore dei Monti Iblei, nella Sicilia sud-orientale, Buscemi è un borgo particolarmente originale, conosciuto come il “Paese-Museo”. Le prime notizie storiche della città risalgono alla dominazione araba, mentre oggi l’abitato è caratterizzato da un itinerario etnoantropologico dedicato ai luoghi del lavoro contadino, un percorso che permette di entrare direttamente nella storia della comunità e delle sue attività tradizionali. L’ecomuseo Regionale “I luoghi del lavoro contadino” rappresenta il cuore di questa esperienza. Non si tratta di un museo tradizionale concentrato in un unico edificio, ma di un sistema di ambienti che ricostruiscono diversi aspetti della vita rurale: la casa del massaro, il palmento, le botteghe artigiane, la casa del bracciante. Oltre all’ecomuseo un luogo importate è il frantoio o trappitu il quale costituisce una delle testimonianze più preziose della cultura dell’olio di Buscemi. L’antico trappitu conserva la struttura e gli strumenti utilizzati per la molitura delle olive: la macina, il torchio in legno e gli ambienti nei quali l’olio veniva separato e raccolto questo luogo è un frantoio ricavato all’interno di un antico ambiente scavato nella roccia, testimonianza della stratificazione storica e culturale del territorio ibleo. La vocazione olivicola di Buscemi trova inoltre un importante riconoscimento nella DOP Monti Iblei. Il territorio comunale rientra nella zona di produzione della denominazione con la menzione geografica “Monte Lauro”, insieme ai comuni di Buccheri, Cassaro e Ferla. Tra le varietà previste dal disciplinare figurano la Tonda Iblea, la Moresca, la Nocellara Etnea, la Verdese, la Biancolilla e la Zaituna. Monti Iblei. La Tonda Iblea rappresenta in particolare una delle cultivar più significative dell’olivicoltura del territorio. Gli oliveti dei Monti Iblei caratterizzano da secoli il paesaggio insieme a carrubi e mandorli, dando vita a uno degli scenari agricoli più riconoscibili della Sicilia sud-orientale. Visitare Buscemi significa quindi entrare fisicamente nella storia dell’olio. Il frantoio non è soltanto una testimonianza del passato, ma diventa una chiave per comprendere il rapporto tra la comunità e il paesaggio: il lavoro degli uomini, la raccolta delle olive, la molitura, gli strumenti tradizionali e la trasformazione del frutto in un alimento fondamentale della cucina siciliana. Buscemi è così una delle destinazioni più interessanti per chi vuole conoscere la cultura dell’olio attraverso la memoria materiale del lavoro contadino, in un territorio dove museo, paesaggio e olivicoltura raccontano la stessa storia.