Incastonato tra il blu del mare e l’argento degli ulivi, Cervo racconta una storia antica e preziosa, che dall’epoca romana sino a oggi, ha saputo conservare intatta nel tempo. La chiesa di San Giovanni, esempio maestoso di barocco ligure, domina la scena. La sua piazza offre un vero e proprio tuffo nel blu del mare, mentre nei vicoli la vita scorre lenta, tra botteghe artigianali, ristoranti e aziende locali. Le colline che si estendono alle spalle di Cervo sono interamente terrazzate e coltivate a olivo, secondo una millenaria tradizione che ha cambiato l’aspetto stesso del paesaggio, la cui aspra natura è stata piegata, col lavoro di infinite generazioni, fino a diventare adatta alla coltivazione. La cultivar dominante qui, è quello prezioso e dalle caratteristiche organolettiche uniche, della “Taggiasca”. Un frutto piccolo e delicato, ma capace di regale un olio straordinario. Dal 2025, la cultivar taggiasca, è stato riconosciuto come marchio IGP. Un viaggio nel tempo, che dal Medioevo con l’accoglienza di Castello Clavesana (XIII sec) e del suo Polo Museale, vi porterà alla scoperta dei palazzi borghesi: lasciatevi quindi incantare dall’atmosfera suggestiva dell’Oratorio di santa Caterina (XIII sec), passando per il Bastione di Mezzodì (XIV sec) sino ad arrivare alla raffinata eleganza di Palazzo Viale – Citati (XVIII).

All'interno del polo museale ospitato a Castello Clavesana è possibile visionare alcuni oggetti appartenenti alla coltura olivicola passata. Percorrendo la collina alle spalle del borgo, verrete immersi nelle terrazze tipiche liguri, i muri a secco raccontano tutta la difficoltà del coltivare l'ulivo qui, in quest'angolo di Ponente.

