Colobraro (MT)


La storia

Il nome pare derivi dal latino “colubarium” che sta ad indicare un territorio pieno di serpenti, definizione attribuita per il paesaggio brullo, spoglio e arido che circonda il paese. L’abitato di Colobraro è sorto intorno al cenobio dei monaci basiliani di Santa Maria di Cironofrio. Il paese infatti è stato un antico centro basiliano, appartenuto alla Badia di Santa Maria di Cersosimo, paesino della provincia di Potenza. Il Castello, di cui oggi restano pochi ruderi, risale al XIII secolo ed è stato dimora di numerosi feudatari che si sono succeduti nella storia del paese dai Sanseverino, ai Poderico, e ancora dai Pignatelli ai Carafa, fino ai Donnaperna. Ma la storia di Colobraro è legata soprattutto a due aneddoti che spiegherebbero la sua “innominabilità”. Uno di questi risale a prima della seconda guerra mondiale e riguarderebbe l’affermazione di un uomo delle istituzioni del tempo che, dovendo smentire un episodio specifico, avrebbe sostenuto: “Se non dico la verità, possa cadere questo lampadario”. A quanto pare il lampadario sarebbe caduto davvero! Un’altra versione rimanda il tutto alla credenza nelle arti magiche di alcune donne di Colobraro.

Il patrimonio culturale

Eventi e luoghi fanno di Colobraro un posto tutt’altro che da evitare, ma da scoprire e conoscere poco a poco, fino a rimanerne estasiati! Ottima occasione è il percorso lungo le ripide stradine del borgo antico dal titolo: “Sogno di una notte a Quel paese”. La rappresentazione teatrale itinerante schiude agli occhi del visitatore più superstizioso la bellezza di un paesino, Colobraro, che sorge su un’altura da cui si può godere, soprattutto con la magia dell’illuminazione serale, di una romantica vista sulla valle del fiume Sinni, fino al Mar Ionio. Tutto ha inizio con la consegna di un amuleto, tanto per non cadere in errore! Il cammino lungo il borgo parte con la visita alle mostre “Con gli Occhi della Memoria”; “La Civiltà Contadina”; “Mito e Magia nella pittura napoletana del ‘600”. Si procede quindi alla volta del centro storico, tra racconti di “affascini” e “masciare”, lungo un percorso teatralizzato affascinante e divertente, al termine del quale la degustazione di prodotti tipici e il suono della musica folcloristica contribuiranno a rendere un’esperienza unica questa suggestiva “visita narrata” del borgo.

FONTE: BASILICATA TURISTICA

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