Falerone nasce nel 29 a.C., con il nome di Falerio Picenus, per volere di Ottaviano Augusto che assegna ai veterani di guerra dei territori (centurie) nelle quali insediarsi e vivere con le proprie famiglie. Il territorio era molto vasto, confinava con la colonia di Fermo a sud est e con quella di Amandola a nord ovest. Era una piccola ed opulenta città, materialmente e giuridicamente somigliante a Roma, dove il cuore della produzione agricola era costituito da ottime uve, cereali ed ovviamente l’oliva. La produzione di olio è documentata dai rinvenimenti di Torcularia e relativi Dolii, i contenitori per olio, nelle numerose ville rustiche sparse nel nostro territorio. Anche nel 1500 è documentato un grande commercio di olio che invece scompare quasi del tutto tra 1600 e 1800, tanto che sia Napoleone che Papa Pio VIII, incentivano, anche con premi, la coltivazione degli ulivi. È con l’avvento della mezzadria che la coltivazione degli ulivi assume, di nuovo, una notevole rilevanza nel territorio di Falerone ed inizia a comparire anche sulla tavola dei contadini. A partire da questo periodo, i coltivatori hanno potuto iniziare ad apprezzare il sapore, il gusto e l’ottima qualità dell’olio prodotto, un olio dal sapore leggermente amaro, piacevolmente piccante che caratterizza la cultivar del Piantone di Falerone, legata alla storia, alle caratteristiche peculiari delle nostre colline e pianure ed al nostro clima.


