Il piccolo borgo di Giano dell’Umbria appare ancora oggi ancorato saldamente alla sua terra e accoccolato tra le mura di pietra bianca e rosa, come addormentato ai piedi dei Monti Martani. Da secoli terra di passaggio, luogo di transumanza e di antichi culti, questa catena montuosa venne considerata un confine naturale tra due culture: gli Umbri e gli Etruschi, come dimostrano i tanti ritrovamenti di reperti antichi. L’area dei Martani divenne in epoca romana terra di commercio e luogo di sosta, grazie soprattutto alla realizzazione della Flaminia Vetus, che passava proprio ai piedi di questa catena. La via consolare, rappresentò fin verso il VI sec. d.C una delle arterie più frequentate dell’Italia centrale: collegare Roma ai porti dell’Adriatico e all’Italia del nord. Il castello di Giano, grazie anche alla presenza della Via Flaminia, divenne quindi potente Comune nel Medioevo, e per la sua posizione strategica fu spesso conteso dai più forti Comuni limitrofi di Spoleto, Foligno e Todi ma anche dallo Stato Pontificio. Certamente non risparmiato dalle invasioni dei Goti, Bizantini e Longobardi, il feudo di Giano fece parte della provincia che in epoca medioevale era denominata Normannia e comprendeva un vasto territorio. Importante testimonianza dell’autonomia comunale è la redazione in latino, nel 1536-37, di uno Statuto Comunale, conservato presso la sede municipale., immersivi nel paesaggio e nelle antiche tradizioni del luogo al fine di far riscoprire al turista “di ritorno” le radici storiche.

Simbolo del territorio è anche l’Olivo secolare di Macciano, un maestoso esemplare di circa 900 anni che si trova in prossimità dell’attuale frazione di Macciano, con tronco massiccio, appartenente alla varietà ‘Raja’. Dopo quello celebre di Sant’Emiliano di Trevi, è ritenuto il secondo olivo più vetusto dell’Umbria. Fino al 1954 dall’olivo di Casariccio si recideva un ramo alla fine della raccolta delle olive, per comporre la ‘frasca’ per la festa della ‘bonfinita’: il ramo veniva ornato con fiocchi e doni (in maggioranza dolci e frutta) da offrire al caposcala e al proprietario dell’olivo. I raccoglitori in corteo, accompagnati dal suono di una fisarmonica, cantando canzoni contadine, si recavano alla casa del fattore o del proprietario della pianta per festeggiare l’avvenimento con balli e storni.

Simbolo del territorio è anche l’Olivo secolare di Macciano, un maestoso esemplare di circa 900 anni che si trova in prossimità dell’attuale frazione di Macciano, con tronco massiccio, appartenente alla varietà ‘Raja’. Dopo quello celebre di Sant’Emiliano di Trevi, è ritenuto il secondo olivo più vetusto dell’Umbria. Fino al 1954 dall’olivo di Casariccio si recideva un ramo alla fine della raccolta delle olive, per comporre la ‘frasca’ per la festa della ‘bonfinita’: il ramo veniva ornato con fiocchi e doni (in maggioranza dolci e frutta) da offrire al caposcala e al proprietario dell’olivo. I raccoglitori in corteo, accompagnati dal suono di una fisarmonica, cantando canzoni contadine, si recavano alla casa del fattore o del proprietario della pianta per festeggiare l’avvenimento con balli e storni.

Al fine della valorizzazione del territorio sono stati sviluppati diversi itinerari che permettono ai visitatori di fare i sotto elencati percorsi “tematici” i cui tracciati, descrizione e foto sono scaricabili inquadrando il QR:

L’olio extravergine di oliva conserva a Giano dell’Umbria, qualcosa di magico e di sacrale, non a caso la cultivar che lo tipicizza si chiama, appunto San Felice e proprio per questo è stato realizzato un piccolo “ricettario” su tramandi orali che comprende anche la Frittata con i dabbi (vitabbie). Le vitabbie, in dialetto “dabbi” sono germogli di una pianta rampicante che si trova nelle siepi insieme a rovi ed altri arbusti. La parti adatte per la frittata sono i germogli di punta della pianta raccolti freschi e teneri nella stagione primaverile che per tale preparazione devono essere fatti soffriggere in padella rigorosamente con olio di Giano vecchio di più di un anno.
Il suddetto “ricettario” completo di ingredienti, preparazione e foto è visibile collegandosi al sito https://www.visitgianoumbria.it