Gioia del Colle sorge su una collina a 365 m sul livello del mare, è situata nella parte meridionale delle Murge, a metà tra il Mare Adriatico e il Mar Ionio. Ospita uno dei castelli federiciani più famosi della Puglia e conserva reperti archeologici del VII secolo a.C. Nasce intorno al maniero e il suo nome deriva da Joha, riduzione del cognome di una famiglia bizantina presente in questi luoghi in età medioevale. L’abitato fu ricostruito dal normanno Riccardo Siniscalco per poi essere distrutto da Guglielmo I di Sicilia e ancora una volta riedificato da Federico II di Svevia al ritorno dalla Crociata. Sembra che il castello fosse la residenza per le sue battute di caccia. Fu poi completato dagli Angioini. Passeggiando per la città, tra viuzze strette, strade lastricate in pietra leccese e palazzotti arroccati, si attraversano diversi archi, alcuni monumentali, altri che quasi passano inosservati. Ce ne sono ben cinque perfettamente conservati, che fungevano da ingresso nelle corti. Il più caratteristico è l’Arco Cimone (all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele e via Principe Amedeo), per via della sua forma ogivale e del bel frontone con lo stemma ancora ben visibile sulla sommità. Poi c’è l’Arco di Costantinopoli così chiamato perché conserva un ritratto della Madonna di Costantinopoli, e ancora l’Arco Nardulli, l’Arco Mastrocinto e l’Arco San Nicola. Nel centro storico di trovano anche bellissime chiese, risalenti a varie epoche. La più grande è la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna della Neve e ricostruita più volte a causa degli incendi. Oltre ai bellissimi affreschi, al suo interno si può ammirare anche la cripta dove si trova il corpo del principe Carlo III De’Mari. Visitare il castello normanno di Gioia del Colle è come fare un tuffo nel passato, ai tempi di Federico II e dei suoi soldati. La struttura infatti è conservata splendidamente, al punto da essere stata utilizzata come set cinematografico sia per “Il vangelo secondo Matteo” di Pasolini che per le scene d’interno del film “Il racconto di racconti” di Matteo Garrone. Al castello si accede attraverso un portone di legno, sul lato ovest, che dà su un vasto cortile. Il percorso di visita si snoda attraverso stanze, cucine, bastioni e scalinate antiche e culmina con la suggestiva passeggiata sulle mura, dalle quali si può osservare tutto il centro storico e persino il mare. Di particolare interesse all’interno del castello sono il forno monumentale, la scala con l’accesso alle prigioni e, naturalmente, la bellissima e maestosa sala del trono, costruita per l’imperatore Federico II di Svevia. Secondo alcune testimonianze antiche infatti, il sovrano svevo amava fermarsi al castello durante le battute di caccia.
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