Nel cuore della Sicilia occidentale, sulle colline tra il fiume Belice e il lago Arancio, Sambuca di Sicilia conserva un’identità profondamente legata alla storia, all’agricoltura e al paesaggio. Le sue origini affondano in epoche molto antiche: nel territorio sono presenti testimonianze della presenza dei Sicani e l’importante area archeologica di Adranone, mentre l’attuale centro urbano conserva ancora le tracce della fondazione araba. Sambuca fu infatti fondata intorno all’827 e per secoli mantenne il nome di Zabut, legato all’emiro che avrebbe fatto edificare il castello attorno al quale si sviluppò l’insediamento. Il carattere arabo è ancora oggi uno degli elementi più riconoscibili del borgo. Il quartiere saraceno, con i suoi vicoli e cortili, rappresenta una delle testimonianze più interessanti dell’impianto urbano islamico in Sicilia. A questo patrimonio si aggiungono le architetture costruite nei secoli successivi, tra chiese, palazzi e strade che accompagnano il visitatore verso il cuore storico del paese. Il rapporto con il paesaggio è particolarmente suggestivo anche grazie alla presenza del lago Arancio, che introduce alla campagna sambucese e alle colline coltivate. Accanto alla storia, Sambuca racconta una lunga tradizione agricola. Già le fonti storiche descrivono il territorio come un importante centro per la produzione di cereali, vino, agrumi e olio, confermando il ruolo dell’agricoltura nell’economia locale. Oggi il paesaggio rurale conserva questa vocazione e l’olivo rappresenta una delle coltivazioni che meglio esprimono il carattere mediterraneo del territorio. Sambuca si trova infatti nell’area della Valle del Belice, territorio nel quale la coltivazione della Nocellara del Belice riveste un ruolo centrale. La cultivar è tradizionalmente destinata sia alla produzione di olio sia al consumo come oliva da mensa e la sua area di produzione comprende anche il territorio di Sambuca di Sicilia. La Nocellara del Belice è inoltre una delle varietà che caratterizzano la DOP Valle del Belice, una delle denominazioni siciliane riconosciute per l’olio extravergine di oliva. Nel territorio sambucese sono presenti anche altre cultivar, tra cui la Biancolilla, che viene coltivata insieme alla Nocellara del Belice in diversi oliveti locali. Alcune realtà produttive del territorio valorizzano proprio il blend tra queste due varietà, raccogliendo le olive e avviandole alla molitura a basse temperature per preservarne le caratteristiche organolettiche. Altre produzioni puntano invece sulla Nocellara del Belice in purezza, confermando il forte legame tra questa cultivar e le colline di Sambuca. L’olivo entra così a pieno titolo nel racconto della cultura agroalimentare sambucese, accanto al vino e alle altre produzioni della Valle del Belice. La stessa identità gastronomica del territorio nasce dall’incontro tra le produzioni agricole e una cucina profondamente mediterranea, nella quale l’olio extravergine rappresenta un ingrediente essenziale. Visitare Sambuca di Sicilia significa quindi attraversare un territorio nel quale storia, agricoltura e paesaggio si intrecciano. Dal quartiere saraceno all’area archeologica di Adranone, dal lago Arancio alle colline degli uliveti, la scoperta del territorio passa anche attraverso la conoscenza delle produzioni agricole e della cultura dell’olio. L’ingresso tra le Città dell’Olio rafforza questo legame e offre un nuovo strumento per raccontare una comunità nella quale l’olivo non è soltanto una coltura, ma parte del paesaggio e dell’identità rurale della Valle del Belice.