Troina comune im provincia di Enna, ha una storia dalle origine antichissime. Scavi archeologici hanno individuato insediamenti umani risalenti al neolitico (una fattoria del 6000 a. C.) e la necropoli ancora visitabile e sita sul monte Muganà testimonia della vita preistorica della cittadina.
Il Centro è di antiche origini greche (probabilmente coincidente con Enghion). Nella cittadella sulla rocca (a 1.137 metri) si riscontrano tracce di antiche mura greche e di fortificazioni normanne. Sicure tracce della forma dell’antica città d’età greca si riscontrano nella cinta muraria a blocchi, del IV secolo a. C., che racchiudeva quello che è stato sino a qualche decennio fa l’assetto del paese. Centro agricolo a 1121 metri s.l.m. sui rilievi meridionali dei monti Nebrodi, Troina ha economia prevalentemente zootecnica, favorita dall’estensione di vaste zone a pascolo e boschive. Conserva ancora tipiche attività artigianali. L’agricoltura è di tipo cerealicolo e le industrie sono impegnate nella lavorazione del legno. Il brogo divenne infatti importante già dall’età araba (878) e sotto Ruggero, a partire dal 1062, fu sede del primo monastero siciliano di monaci basiliani. Passata a numerose Baronie, Troina divenne finalmente città demaniale sotto re Martino.
L’impianto urbanistico di Troina è tipicamente medievale, nell’area relativa alla cittadella fortificata, che si sviluppa tutta lungo il solo asse di via Conte Ruggero. A questa via afferiscono piccole diramazioni tortuose, irregolari, che in ripida pendenza seguono l’andamento orografico della sommità collinare: è un insieme pittoresco di vicoli, slarghi irregolari, scalette, rampe, sottopassaggi ad arco, cortili sul fronte stradale. Espansioni tardocinquecentesche, del Seicento e del Settecento e interventi edilizi ottocenteschi sono riscontrabili su ambedue i versanti del Centro storico.

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