A pochi chilometri dal centro di Bologna, Zola Predosa si sviluppa nel punto d’incontro tra l’alta pianura e le prime colline bolognesi, in un paesaggio caratterizzato da vigneti, coltivazioni e formazioni gessose. Il territorio conserva testimonianze che risalgono all’Età del Bronzo e ha conosciuto nel corso dei secoli la presenza di popolazioni villanoviane, etrusche e romane. La sua posizione lungo antiche direttrici di collegamento ha contribuito allo sviluppo agricolo e commerciale dell’area. La storia di Zola Predosa è tradizionalmente legata soprattutto alla viticoltura. Già nel Medioevo le colline erano interessate dalla produzione di vino e nel XIII secolo venne realizzata la Via dei Brentatori, il percorso utilizzato per trasportare il vino dalle colline verso Bologna e gli altri centri della pianura. Ancora oggi questo antico itinerario è stato recuperato come cammino escursionistico, mettendo in relazione storia, paesaggio agricolo e patrimonio naturalistico. Ma nelle colline bolognesi esiste anche una storia più antica e oggi nuovamente visibile: quella dell’olivo. Le testimonianze storiche riconducono la presenza della coltivazione dell’olivo nel Bolognese almeno all’età medievale. Per alcuni secoli questa tradizione subì però un forte ridimensionamento a causa delle condizioni climatiche particolarmente rigide, fino alla quasi totale scomparsa degli oliveti dalle colline. La riscoperta dell’olivicoltura bolognese è iniziata soprattutto tra la fine del Novecento e l’inizio degli anni Duemila, anche grazie alla ricerca scientifica e al recupero delle antiche varietà presenti sulle colline. Sono state individuate e propagate cultivar storiche come Farneto, Montecalvo, Montebudello, Montecapra e Oliveto, che costituiscono oggi una parte importante del patrimonio genetico e culturale dell’olivicoltura bolognese. Zola Predosa è parte di questo percorso di rinascita. Nel territorio comunale, alle pendici del Monte Capra, opera ad esempio l’Azienda Agricola Torre, inserita nell’area dei Gessi Bolognesi, dove vengono coltivati olivi delle varietà Leccino e Nostrana e prodotto l’olio extravergine “Zeula”. Il Comune è inoltre compreso nell’area di produzione dell’Olio dei Colli di Bologna IGP, riconoscimento europeo ufficializzato nel settembre 2026. La zona comprende i territori collinari della Città metropolitana di Bologna situati a sud della Via Emilia, tra cui proprio Zola Predosa. Il nuovo riconoscimento valorizza una realtà olivicola che ha saputo recuperare una tradizione antica attraverso nuovi impianti, ricerca e sperimentazione. Il disciplinare dell’Olio dei Colli di Bologna comprende sia varietà diffuse in altre aree italiane, come Correggiolo e Frantoio, sia cultivar autoctone bolognesi, tra cui Farneto, Montebudello, Montecapra e Oliveto. L’olivicoltura si inserisce così in un paesaggio nel quale convivono vigneti, oliveti, boschi, calanchi e formazioni gessose, creando un patrimonio agricolo e ambientale strettamente legato alla storia delle colline bolognesi. A Zola Predosa questa identità agricola si affianca a un patrimonio culturale fatto di antichi percorsi, ville storiche, borghi collinari e testimonianze archeologiche. Entrare nella rete delle Città dell’Oliosignifica quindi aggiungere un nuovo tassello al racconto di Zola Predosa: quello di un territorio nel quale l’olivo, dopo una lunga fase di declino, è tornato a essere una presenza significativa del paesaggio agricolo. La nuova appartenenza alla rete si colloca inoltre in un momento particolarmente importante per l’olivicoltura bolognese, segnato dal riconoscimento europeo dell’IGP Olio dei Colli di Bologna, e contribuisce a raccontare il rapporto tra agricoltura, paesaggio, ricerca e identità locale.