Sei nuovi paesaggi olivicoli delle Città dell’Olio in corsa per la candidatura nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storici Rurali del MIPAAF

Il Fatto  08 Maggio 2018



La corsa per l’ingresso dei paesaggi olivicoli italiani nel Registro Nazionale dei Paesaggi Storici Rurali non si ferma. Grazie al lavoro instancabile di sensibilizzazione portato aventi negli ultimi tre anni dall’Associazione nazionale Città dell’Olio, è in aumento il numero delle Città dell’Olio che propongono la candidatura dei loro paesaggi olivicoli per ottenere il prestigioso riconoscimento di Paesaggio Rurale Storico da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf). 

Sono 6 le Città dell’Olio che hanno raccolto la sfida solo di recente. Si tratta dei Comuni sardi di Genuri (Capofila), Sini, Setzu, Tuili, Turri e Ussaramanna per gli Ulivi plurisecolari della Marmilla; del Comune di Oliena con la Fascia olivetata areale Nera di Oliena; del Comune di Carpino con il Paesaggio Storico degli uliveti della piana Carpino; del Comune di  Corato con Dall’albero madre, attraversando la Via Francigena, giungendo al monumentale Dolmen; dei Comuni toscani di Pienza e Montepulciano con il Paesaggio Collinare Policolturale di Pienza e Montepulciano e del Comune di Alghero con La cintura olivetata del’Alguer. Tutti hanno presentato la scheda di pre-selezione che sarà esaminata dalla Commissione dell’Osservatorio nazionale del Mipaaf. Superata questo primo scoglio, si potrà accedere alla fase più delicata della candidatura al Registro nazionale dei paesaggi rurali: la preparazione e consegna del dossier. Ad oggi, sono 5 le Città dell’Olio che con i loro paesaggi hanno già ottenuto il riconoscimento del Mipaaf. Si tratta di: Oliveti Terrazzati di Vallecorsa, Fascia Olivetata Pedemontana di Assisi-Spoleto (Trevi, Assisi, Spoleto, Spello, Foligno, Campello sul Clitunno) – Umbria, Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro (IS) – Molise, Paesaggio Policolturale di Trequanda (Si) – Toscana.