Sorta probabilmente nel III millennio a.C., Caltagirone è considerata uno dei primi abitati della Sicilia. Sul colle di Sant’Ippolito sono venuti alla luce resti di un villaggio capannicolo risalente al periodo neolitico; le necropoli scoperte in contrada Montagna e in contrada degli Angeli, risalenti al secondo millennio a.C., testimoniano non soltanto nutriti insediamenti umani in epoca molto remota, ma per la loro analogia con le necropoli di Pantalica e di Cassibile confermano che Caltagirone fu un centro notevole della civiltà siciliana detta appunto Pantalica che coincise con quella Ausonia e con l’affermazione della supremazia dei Fenici nel Mediterraneo. Altre necropoli, oltre quelle già citate, scoperte nei dintorni della città, sono databili al periodo siculo e siceliota, confermando così che Caltagirone fu colonia greca tra l’VIII ed il VII secolo a.C.. Ma del periodo della colonizzazione greca, della dominazione romana e bizantina non è rimasta alcuna traccia che possa colmare un vuoto di secoli nella storia di Caltagirone, storia che ebbe inizio con la dominazione degli Arabi, ai quali deve il suo stesso nome. Qalat Alghiran, cioè castello delle grotte. E alla dominazione araba risale la prima lavorazione della maiolica, accanto a quella più antica della ceramica, che ha costituito per secoli la maggiore risorsa economica della città. Liberata per breve tempo dalla dominazione araba dai Genovesi che la occuparono nel 1030 (e vi insediarono, sembra, una colonia di Liguri, ai quali sarebbe dovuta l’introduzione del culto di S.Giorgio), lo fu definitivamente con l’occupazione dei Normanni, nel 1090. Tale occupazione fu facilitata dagli stessi abitanti che scacciarono gli arabi asserragliati nella roccia di Judica, ottenendone, per ricompensa, dal normanno Ruggero I, un vasto territorio ed una certa autonomia amministrativa e politica. Nei secoli XIV e XV fu soggetta, in tempi diversi, alla servitù feudale dei Chiaramonte, dei Moncada e degli Alagona, ma nel 1464 fu affrancata e posta sotto il diretto dominio della corona. Per questa sua posizione ebbe dal Re di Castiglia Ferdinando IV e ancor più da Carlo V (al quale Caltagirone offrì una galea armata comandata da Antonio Gravina nella guerra contro i Turchi del 1534) particolari privilegi e riconoscimenti. Danneggiata dal terremoto del 1542, fu interamente distrutta da quello del 1693. Ricostruita nei primi anni del XVIII secolo, con impronta architettonica tipica del barocco siciliano, fu arricchita di monumenti e di edifici pubblici e religiosi, segnando anche una progressiva ripresa sul piano economico. Nel 1799 osteggiò decisamente l’esplosione del giacobinismo in Sicilia e nel 1818 fu eretta a sede vescovile. Nel luglio del 1943, durante la seconda guerra mondiale, fu gravemente devastata dai bombardamenti, sotto i quali trovarono la morte oltre settecento caltagironesi. Vi nacquero il Beato Innocenzo da Caltagirone (XVI secolo), i figurinai ceramisti Giacomo Bongiovanni (XVIII secolo) e Giuseppe Vaccaro Bongiovanni (XIX secolo) e Luigi Sturzo (1871-1959), sacerdote, sociologo e politico, fondatore del Partito Popolare Italiano (1919) di cui fu primo segretario fino al 1923. Caltagirone sia rinomata e apprezzata in tutto il mondo per la bellezza delle sue ceramiche. Quest’aria artistica si respira un po’ in tutto il paese, vedrai infatti qua e là queste bellissime decorazioni colorate, che potrai anche acquistare in una delle tante botteghe d’arte. Da vedere la villa comunale realizzata nel ‘900, il “tondo vecchio” un’opera decorativa realizzata nel XVIII secolo per celebrare l’apertura dell’adiecente strada, che una volta si chiamava via Carolina, resa ancora più bella dalla presenza nei dintorni di antichi palazzi e di una bella piazzetta proprio difronte. Da vedere anche il Duomo fondato dai normanni poi trasformato nel 1582 e distrutto dal terremoto, ricostruito agli inizi del Settecento. Poco distante dal Duomo si trova la Piazza del Municipio, dove si trovano il palazzo comunale in un edificio del 1700, la Galleria Sturzo con i suoi mosaici interni e il palazzo barocco Gravina. A poco passi dalla piazza si arriva al monumento forse più famoso di Caltagirone, la Scala d S. Maria del Monte. Degno di nota è e il carcere borbonico di Caltagirone è una sorta di museo dentro un museo. L’ex carcere costruito alla fine del XVIII secolo ospita infatti il Museo civico Luigi Sturzo, che custodisce dipinti e reperti archeologici

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