Fara in Sabina è uno dei luoghi simbolo della cultura dell’olio in Italia, immerso in un paesaggio straordinario di uliveti secolari che caratterizzano le colline sabine. Il borgo conserva un importante patrimonio storico e spirituale, con la celebre Abbazia di Farfa che rappresenta uno dei principali centri culturali e religiosi del Lazio. Il centro storico, con le sue mura medievali, le torri e i vicoli panoramici, racconta una lunga storia legata alla civiltà contadina e alla produzione dell’olio. Tra i luoghi di interesse si distinguono anche il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina e i percorsi rurali che attraversano gli oliveti storici del territorio.
L’olio extravergine di oliva è il cuore dell’identità di Fara in Sabina e dell’intero territorio sabino, celebre per la produzione della Sabina DOP. Gli ulivi monumentali e i terrazzamenti storici creano un paesaggio unico, riconosciuto come patrimonio culturale oltre che agricolo. Tra i luoghi simbolo della cultura olearia si distingue il Museo dell’Olio della Sabina, ospitato nello storico Palazzo Perelli a Castelnuovo di Farfa, con un antico frantoio settecentesco e una collezione dedicata alla storia dell’olivicoltura mediterranea. L’olio sabino, dal gusto equilibrato e aromatico, rappresenta ancora oggi il simbolo più autentico del territorio.
Museo dell’olio della Sabina
Il museo è dedicato all’olio della Sabina che il medico Galeno (II secolo d.C.) definì come il migliore del mondo antico. La vicinissima Abbazia di Farfa fu uno dei pochi centri medioevali europei nel quale furono conservate e poi trasmesse le antiche tecniche dell’olivicoltura. Il museo ha sede a Palazzo Perelli, edificio cinquecentesco ampiamente manomesso e di recente recuperato, ma si estende anche al centro storico e al paesaggio. L’itinerario ha inizio con una sezione dedicata al mito dell’olio, celebrato da sculture dei maestri contemporanei Alik Cavaliere, Gianandrea Gazzola, Maria Lai e Hidetoshi Nagasawa. La visita prosegue con la documentazione sulla botanica dell’ulivo sabino e la tradizione dell’olivicoltura, poi con la sala della memoria, dove il mondo dell’olio viene raccontato dalle voci e dalle immagini dei contadini di Calstelnuovo. Con un percorso pedonale nella campagna, si raggiunge il sito altomedievale di San Donato dove, vicino alla chiesa restaurata, il “Giardino degli ulivi del mondo” ospita le diverse specie coltivate nel bacino del Mediterraneo e con esse, simbolicamente, i popoli che condividono nella storia e nel presente la cultura dell’olio di oliva. Fa parte del Sistema museale territoriale della Media valle del Tevere.