C’è un luogo nel cuore del Cilento dove l’olivo cresce tra pietra, boschi e montagne, in un paesaggio ancora profondamente legato ai ritmi della natura: è Ottati, piccolo borgo del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, incastonato alle pendici dei Monti Alburni. Qui l’olio extravergine di oliva non è soltanto un prodotto agricolo, ma una memoria collettiva che attraversa generazioni, un sapere antico custodito dalle famiglie contadine e un elemento essenziale dell’identità del paese.
Il territorio di Ottati è caratterizzato da un ambiente particolarmente ricco, dove gli uliveti convivono con faggete, castagneti e aree montane di grande pregio naturalistico. La coltivazione dell’olivo, praticata soprattutto nelle aree collinari più esposte al sole, beneficia delle condizioni climatiche dell’entroterra cilentano e dei terreni che contribuiscono a dare all’olio locale caratteristiche organolettiche equilibrate, con profumi vegetali e un gusto armonico.
La storia di Ottati nasce dall’incontro tra uomo e montagna. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando il borgo si sviluppò come centro fortificato legato alle vicende feudali del territorio. Il nome stesso del paese sembra derivare dalla famiglia degli Ottati, antichi feudatari della zona, anche se diverse interpretazioni collegano l’origine del toponimo alla conformazione del territorio. La posizione arroccata, scelta per ragioni difensive, ha lasciato in eredità un borgo raccolto, fatto di vicoli, archi e case in pietra che conservano ancora il fascino dell’antico abitato.
Un itinerario alla scoperta di Ottati può partire dal centro storico, dove passeggiare significa entrare in un paesaggio urbano costruito secondo la logica dei borghi di montagna: scalinate, passaggi coperti, cortili e scorci panoramici sugli Alburni. Tra i luoghi da visitare spicca la Chiesa di San Biagio, patrono del paese, che custodisce opere di arte sacra e rappresenta uno dei principali punti di riferimento della comunità.
Di particolare interesse è anche la Chiesa di San Giovanni Battista, con elementi architettonici che raccontano le diverse fasi storiche del borgo, e il patrimonio delle cappelle rurali disseminate nel territorio, testimonianza del forte legame tra religiosità popolare e vita agricola. Passeggiando fuori dall’abitato si incontrano antichi sentieri, fontane, sorgenti e paesaggi che invitano a scoprire la dimensione più autentica del Cilento interno.
Tra le curiosità più affascinanti del territorio vi sono le testimonianze legate alla cultura pastorale e contadina, ancora visibili nelle antiche costruzioni rurali e nei percorsi della transumanza che per secoli hanno collegato le aree montane con le vallate circostanti. Ottati è inoltre una porta privilegiata verso le meraviglie naturalistiche degli Alburni, montagne ricche di grotte, biodiversità e panorami spettacolari.
La vocazione olivicola trova oggi nuova valorizzazione attraverso le aziende agricole e i frantoi del territorio, dove è possibile riscoprire il ciclo dell’olio: dalla cura degli alberi alla raccolta delle olive, dalla molitura alla degustazione. L’olio extravergine rappresenta un elemento centrale dell’enogastronomia locale e accompagna i piatti della tradizione cilentana, insieme a legumi, ortaggi, formaggi e prodotti della terra.
Il territorio rientra nell’area di produzione della DOP Cilento, denominazione che tutela l’olio extravergine prodotto secondo un disciplinare che valorizza le cultivar tipiche locali, tra cui la Pisciottana, la Rotondella e altre varietà tradizionalmente coltivate nel Cilento. Un riconoscimento che racconta il legame profondo tra qualità dell’olio, biodiversità e paesaggio.
Visitare Ottati significa scoprire un Cilento meno conosciuto ma autentico: un luogo dove l’olivo cresce accanto alla montagna, dove i borghi custodiscono storie antiche e dove ogni assaggio di olio diventa il racconto di una comunità, del suo territorio e delle sue tradizioni.