Sulla sponda sinistra della bassa valle del fiume Sangro, lungo la strada che collega Lanciano a Fossacesia e a pochi chilometri dalla costa Adriatica, Santa Maria Imbaro si sviluppa su una collina circondata da un paesaggio agricolo particolarmente ricco. Oliveti, vigneti e coltivazioni caratterizzano ancora oggi il territorio e raccontano il rapporto profondo tra la comunità e la terra. Le caratteristiche collinari, la vicinanza al mare e il clima della fascia costiera contribuiscono a definire un paesaggio agricolo tipico del territorio frentano.
La storia di Santa Maria Imbaro affonda le proprie radici in epoche molto antiche. Le testimonianze archeologiche hanno documentato la presenza di insediamenti di epoca romana, mentre le prime attestazioni scritte del paese risalgono all’XI secolo e sono legate alla chiesa di Santa Maria Imbaro, dalla quale deriva il nome del borgo. La posizione lungo antichi percorsi di collegamento ebbe un ruolo importante nella storia del territorio: qui passavano infatti la via Frentana e il Regio Tratturo L’Aquila-Foggia, utilizzato per la transumanza e percorso nei secoli da pastori e pellegrini.
Proprio il rapporto con gli antichi cammini aiuta a comprendere l’identità agricola di Santa Maria Imbaro. Il territorio si è sviluppato intorno a una campagna coltivata, nella quale l’olivo ha rappresentato nel tempo una presenza importante accanto alla vite e agli alberi da frutto. Ancora oggi le fonti territoriali descrivono Santa Maria Imbaro come un’area caratterizzata da colline ricche di ulivi e vigneti, inserita nel paesaggio agricolo della Val di Sangro. Anche la documentazione regionale testimonia la presenza di oliveti lungo il tracciato del Regio Tratturo nel territorio comunale.
La cultura dell’olio trova una testimonianza concreta anche nella presenza di realtà legate alla trasformazione delle olive. Nel territorio comunale è presente un’attività olearia, mentre nell’area circostante della Val di Sangro e delle Colline Frentane operano diversi frantoi che contribuiscono a mantenere viva una tradizione produttiva profondamente radicata nel territorio abruzzese.
L’olivicoltura di Santa Maria Imbaro si inserisce inoltre nel più ampio patrimonio varietale dell’Abruzzo. Tra le cultivar caratteristiche delle colline della provincia di Chieti figura la Gentile di Chieti, affiancata da varietà come il Leccino. Un esempio di produzione direttamente legata al territorio comunale è rappresentato dall’olio extravergine prodotto da La Vinarte, ottenuto da olive Gentile e Leccino provenienti da oliveti situati a Santa Maria Imbaro.
Il rapporto tra olio e comunità emerge con particolare evidenza anche dalla gastronomia. Uno dei piatti più significativi del territorio è rappresentato dagli spaghetti alla trappitara, una preparazione tradizionale a base di olio extravergine di oliva, aglio, acciughe e peperoni cruschi. La sua storia è legata proprio al mondo dei frantoi: secondo la tradizione, il piatto veniva preparato dai contadini direttamente durante la molitura delle olive e offerto a coloro che attendevano il proprio turno per portare le olive al frantoio. È una ricetta semplice, ma capace di raccontare un intero mondo fatto di lavoro agricolo, convivialità e condivisione.
Accanto alla cultura dell’olio, Santa Maria Imbaro conserva altre espressioni della gastronomia contadina abruzzese, dalle pallotte cace e ove ai maccheroni alla chitarra, fino ai prodotti della tradizione pastorale e alle produzioni vitivinicole del territorio, tra Montepulciano d’Abruzzo, Cerasuolo e Trebbiano d’Abruzzo.
Il patrimonio storico completa il racconto del paese. La chiesa di Santa Maria Imbaro, documentata già nei secoli medievali, conserva importanti testimonianze artistiche, tra cui una Madonna con Bambino e un Crocifisso di scuola abruzzese. Nel centro storico si trova inoltre Palazzo Acciarri, mentre il paesaggio circostante conserva le tracce dell’antico Regio Tratturo, memoria di una delle più importanti vie della transumanza italiana.