Sortino sorge su una terrazza rocciosa della porzione orientale del tavolato degli Iblei. La sua storia è indissolubilmente legata al celebre sito della necropoli di Pantalica (XIII sec. a.C.) che ricade sul suo territorio e che è stato riconosciuto dall’UNESCO “Patrimonio dell’Umanità”. L’antico borgo si estendeva lungo la valle del fiume Ciccio, a Sud-Est dell’odierno abitato, ma dopo il disastroso terremoto del 1693, che lo rase completamente al suolo, si scelse di abbandonare il sito per l’impossibilità di ricostruire sulle macerie. Il nuovo paese fu interamente ricostruito più in alto, sulla sommità della collina Cugno del Rizzo, secondo un assetto urbanistico tipico della città di nuova fondazione: a schema reticolato e con due direttrici perpendicolari l’una all’altra (oggi Corso Umberto I e via Libertà) che, nel loro punto d’intersezione, davano luogo alla piazza ottagonale Quattro Canti, ancora oggi cuore pulsante del paese. Presso le campagne iblee sortinesi vi sono numerosi alberi di olivo, per cui vi è una fiorente produzione di olive da tavola e da olio. Da quest’ultime si ottiene un ottimo olio extravergine (facente parte del consorzio di tutela “Olio d’Oliva dei Monti Iblei”. Da vedere la Chiesa madre dedicata a San Giovanni Evangelista adornata da tele di Vito d’Anna e affreschi di Giuseppe Crestadoro. Lungo Corso Umberto si incontrano anche la Chiesa di Santa Sofia ed in cima ad una monumentale scalinata la Chiesa di Maria SS del Carmelo. Numerosi i palazzi nobiliari di architettura tardo-barocca che abbelliscono le strade del centro. Da non perdere il Museo dell’Opera dei Pupi che raccoglie i pupi della collezione di Don Ignazio Puglisi e nei pressi del Palazzo comunale, la Casa Museo dell’Apicoltura tradizionale perché Sortino è famosa come la città del miele.

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