Non un convegno, ma un percorso esperienziale che ha portato gli amministratori delle Città dell’Olio del Molise a condividere esperienze oleoturistiche e sportive prima di lavorare insieme alla programmazione. È questa la formula di “Oleo Team Molise – Oleoturismo, Leadership Territoriale, Team Building e pratiche di comunità”, realizzato il 29 e 30 agosto presso il Parco Regionale Storico Agricolo dell’Olivo di Venafro e il Comune di Pozzilli dal Coordinamento Regionale Città dell’Olio del Molise, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kairos – ETS e con il sostegno dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio (ANCO).
Il programma ha alternato rafting, mindful walking tra gli olivi monumentali del Parco storico, cena con gli oli EVO del territorio e laboratorio di co-progettazione, finalizzato alla costruzione condivisa dell’Agenda Operativa 2026–2027 e all’attuazione della Carta di Calabria.
Gli amministratori delle province di Isernia e Campobasso hanno lavorato attraverso strumenti di progettazione come il Project Canvas e la scheda “I primi 100 giorni”, individuando priorità comuni: messa in rete dei Comuni, turismo esperienziale legato all’olivicoltura e capacità di intercettare risorse economiche.
Per il Coordinamento Regionale, l’esperienza condivisa rappresenta il cuore del metodo.
«Con Oleo Team Molise abbiamo voluto sperimentare qualcosa che con le Città dell’Olio non si era mai fatto: mettere gli amministratori, attraverso esperienze oleoturistiche e ludico-sportive, in una condizione di parità, senza tavoli né gerarchie, prima ancora di chiedere loro di programmare insieme. Il rafting non è stato un diversivo, ma la premessa di metodo, basata su ricerche in ambito psicologico, perché la Carta di Calabria diventasse un impegno condiviso e non un documento calato dall’alto» ha dichiarato Fabio Iannucci, Coordinatore Regionale Città dell’Olio del Molise e presidente del Parco Regionale Storico dell’Olivo di Venafro.
Un approccio che trova sponda nell’attenzione che l’Associazione Nazionale Città dell’Olio riserva da tempo alla concretezza operativa degli amministratori locali, chiamati a tradurre in azioni misurabili principi che spesso rischiano di essere enunciati solo a livello di indirizzo.
«La nostra Associazione Nazionale guarda con grande interesse a esperienze come questa, perché rispondono a un’esigenza reale: aiutare gli amministratori delle Città dell’Olio a passare dalla condivisione di valori alla capacità operativa di realizzare progetti nei territori. Il metodo sperimentato a Venafro e Pozzilli, ispirato agli interventi di team building in ambito aziendale, con obiettivi a 30, 60 e 100 giorni, va esattamente in questa direzione e può diventare un riferimento anche per altre Città dell’Olio. Quella che abbiamo imparato a riconoscere come Olivicoltura sociale, trova un’applicazione innovativa ed efficace anche nelle attività programmatiche degli amministratori per la costituzione di comunità dell’olio: sono sicuro che tra i risultati più evidenti avremo nelle prossime settimane un picco di nuove Comunità dell’olio in Molise» ha sottolineato Nicola Malorni, segretario regionale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e presidente della cooperativa sociale Kairos che ha condotto gli interventi esperienziali.
L’iniziativa ha evidenziato quindi il valore dell’olivicoltura sociale come strumento anche organizzativo e comunitario, capace di favorire fiducia, consapevolezza collettiva, visione comune e continuità tra amministratori di territori diversi.
Il prossimo passaggio sarà la predisposizione di una lettera di impegno da sottoporre all’Assessore regionale alle Politiche Agricole e Agroalimentari Salvatore Micone, propedeutica alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra Coordinamento Regionale e Regione Molise sugli asset strategici delle Città dell’Olio, con particolare riferimento alla tutela e alla promozione dell’olivicoltura regionale.










